Sono già due mattine che in negozio faccio la pipì e che mi asciugo prima di averla fatta tutta.
Di solito strappo la carta, la piego a doppio strato e poi la passo lì, sotto al clitoride. Premo per assorbire e poi in due colpetti la tiro via strofinandola verso l'alto.
Invece le ultime volte un pò per la fretta oppure perché sono sovrappensiero, non lo so, mi son ritrovata ad asciugarmi la fica che ancora spruzzava due goccioline di pipì. Proprio nell'attimo finale, quando l'uretra rilassata e aperta langue di piacere.
...Il bagno in penombra, così dalla porta a vetri non si vede cosa sto facendo; il busto chinato in avanti mentre divarico le gambe per restare in equilibrio; la schiena leggermente inarcata così da centrare meglio il buco del cesso, che se la pipì scende a razzo sulla ceramica mi schizzo le cosce, i pantaloni e tutti intorno visto che la tazza é alzata; l'uniforme di lavoro calata a mezza coscia lasciandomi seminuda, con il fondo schiena esposto all'aria gelida che soffia dalla finestrella in alto, che ho lasciato aperta; la porta socchiusa: dalla fessura si intravedono i due colleghi in fermento e si percepisce il brusìo dell'ora di punta...
Lì, esattamente così, mentre mi piscio su due dita della mano, ho avuto il mio déjà vu proustiano.
Mi son ricordata della prima volta che sono venuta e ho schizzato sulle lenzuola. Erano le quattro del mattino di fine agosto del 2003.
Io venivo fuori da una relazione di cinque mesi dove funzionava tutto tranne il sesso. Mi bastava star seduta su di una sedia ben imbottita con una gonnellina leggera per arraparmi di brutto. Così, quando F. mi invitò a cena, mi ci fiondai di corsa.
Io e F. eravamo già amici da qualche tempo. Ci eravamo sempre piaciuti ma non avevamo mai avuto l'occasione per conoscerci meglio. Trascorremmo quel nostro primo appuntamento a cena in una osteria del centro chiaccherando senza sosta e dandoci sotto col Morellino.
Poi ci richiudemmo in camera mia quattro ore dopo, senza più dire niente, senza più parlare: solo baciarci, osservarci, leccarci, assaggiarci, toccarci. Mi palpò succhiò accarezzò strofinò sditalinò per ore. Si fermava, mi coccolava, poi riprendeva, si fermava, mi coccolava e poi riprendeva: un continuo ed altalenante atto masturbatorio. Quello di cui avevo bisogno.
Era Sabato. Avevamo tutto il tempo per noi e lui me ne stava regalando uno tutto da ricordare.
Quando successe stavamo uno di fronte all'altra, seduti sulle ginocchia, vicini al bordo del letto. La sua mano sotto di me e io appoggiata sopra. Le sue dita dentro.
Ricordo che distesi le braccia indietro, per trovare equilibrio, e che poi allungai il bacino in avanti più che potei, per offrirmi a quelle dita instancabili che si muovevano in un modo del tutto nuovo. Mai mi avevano toccato così.
Ad un certo punto lui decise: si mosse più rapido, più veloce, più frenetico. Io sentii caldo, sentii struggere, cercai di resistere, chissà perché poi perché sempre questa resistenza questa paura questo corpo che si nasconde che si richiude su se stesso... Paura di morire?... Sconfitta, esausta, mi lasciai andare. Ed eiaculai sulla sua mano, sul suo polso, sulle lenzuola. Sospirai forte, e venni.
-"Scusa! ..Oddio.. ma ho fatto la pipì?!" Balbettai, allungandomi per annusare. Sconvolta non so se dall'orgasmo, dalla pozza, dal vino, o da lui.
-"No.. non é pipì!" Mi disse sorridendo "Sei venuta. Hai eiaculato. Ci son donne che lo fanno.. non é niente di male, anzi.."
Poi mi distese e si sdraiò sopra di me. Mi penetrò piano. Lo accolsi rilassatissima, calda e bagnata. Lo sentii tutto, fino in fondo. Lui venne subito. Sulla pancia.
Ricordo ancora il colore di quell'alba, della stanza, di quella mattina nuova. Ricordo che pensai che niente sarebbe stato più lo stesso: da allora avrei dovuto scusarmi e cambiare le lenzuola tutte le sante volte. E trovare un'assicurazione che rimborsasse una eiaculatrice-bagna-tessuti.
-"Qua alla cassa é un disastro, hai fatto?" mi urlano dal bancone.
-"Sì, scusate, arrivo subito é che non trovavo la carta.. Arrivo, cazzo, arrivo!"
Allora ristrappo un altro pò di carta e mi riasciugo, premendo bene, ma solo dopo essere sicura di averla fatta tutta. Mi strofino rapida ed eccitata. Tiro lo sciacquone e mi rivesto. Mi insapono bene le mani e le sciacquo. Saranno anche stupidi e, a volte, insolenti i miei clienti ma non si meritano le mie dita collose*.
F. sì, penso.
F. si meriterebbe un bel dito colloso: ha aperto un rubinetto che non ha più chiuso.
Mi controllo allo specchio ed esco.
La lunga coda dei soliti affamati mi aspetta.
*La nota a fine pagina non ci sta granché bene ma ci tengo a precisare che noi in negozio usiamo sempre i guanti in lattice quando tocchiamo generi alimentari e ogni volta che ce li togliamo ne usiamo di nuovi. Ecco. Giusto per dire.
Di solito strappo la carta, la piego a doppio strato e poi la passo lì, sotto al clitoride. Premo per assorbire e poi in due colpetti la tiro via strofinandola verso l'alto.
Invece le ultime volte un pò per la fretta oppure perché sono sovrappensiero, non lo so, mi son ritrovata ad asciugarmi la fica che ancora spruzzava due goccioline di pipì. Proprio nell'attimo finale, quando l'uretra rilassata e aperta langue di piacere.
...Il bagno in penombra, così dalla porta a vetri non si vede cosa sto facendo; il busto chinato in avanti mentre divarico le gambe per restare in equilibrio; la schiena leggermente inarcata così da centrare meglio il buco del cesso, che se la pipì scende a razzo sulla ceramica mi schizzo le cosce, i pantaloni e tutti intorno visto che la tazza é alzata; l'uniforme di lavoro calata a mezza coscia lasciandomi seminuda, con il fondo schiena esposto all'aria gelida che soffia dalla finestrella in alto, che ho lasciato aperta; la porta socchiusa: dalla fessura si intravedono i due colleghi in fermento e si percepisce il brusìo dell'ora di punta...
Lì, esattamente così, mentre mi piscio su due dita della mano, ho avuto il mio déjà vu proustiano.
Mi son ricordata della prima volta che sono venuta e ho schizzato sulle lenzuola. Erano le quattro del mattino di fine agosto del 2003.
Io venivo fuori da una relazione di cinque mesi dove funzionava tutto tranne il sesso. Mi bastava star seduta su di una sedia ben imbottita con una gonnellina leggera per arraparmi di brutto. Così, quando F. mi invitò a cena, mi ci fiondai di corsa.
Io e F. eravamo già amici da qualche tempo. Ci eravamo sempre piaciuti ma non avevamo mai avuto l'occasione per conoscerci meglio. Trascorremmo quel nostro primo appuntamento a cena in una osteria del centro chiaccherando senza sosta e dandoci sotto col Morellino.
Poi ci richiudemmo in camera mia quattro ore dopo, senza più dire niente, senza più parlare: solo baciarci, osservarci, leccarci, assaggiarci, toccarci. Mi palpò succhiò accarezzò strofinò sditalinò per ore. Si fermava, mi coccolava, poi riprendeva, si fermava, mi coccolava e poi riprendeva: un continuo ed altalenante atto masturbatorio. Quello di cui avevo bisogno.
Era Sabato. Avevamo tutto il tempo per noi e lui me ne stava regalando uno tutto da ricordare.
Quando successe stavamo uno di fronte all'altra, seduti sulle ginocchia, vicini al bordo del letto. La sua mano sotto di me e io appoggiata sopra. Le sue dita dentro.
Ricordo che distesi le braccia indietro, per trovare equilibrio, e che poi allungai il bacino in avanti più che potei, per offrirmi a quelle dita instancabili che si muovevano in un modo del tutto nuovo. Mai mi avevano toccato così.
Ad un certo punto lui decise: si mosse più rapido, più veloce, più frenetico. Io sentii caldo, sentii struggere, cercai di resistere, chissà perché poi perché sempre questa resistenza questa paura questo corpo che si nasconde che si richiude su se stesso... Paura di morire?... Sconfitta, esausta, mi lasciai andare. Ed eiaculai sulla sua mano, sul suo polso, sulle lenzuola. Sospirai forte, e venni.
-"Scusa! ..Oddio.. ma ho fatto la pipì?!" Balbettai, allungandomi per annusare. Sconvolta non so se dall'orgasmo, dalla pozza, dal vino, o da lui.
-"No.. non é pipì!" Mi disse sorridendo "Sei venuta. Hai eiaculato. Ci son donne che lo fanno.. non é niente di male, anzi.."
Poi mi distese e si sdraiò sopra di me. Mi penetrò piano. Lo accolsi rilassatissima, calda e bagnata. Lo sentii tutto, fino in fondo. Lui venne subito. Sulla pancia.
Ricordo ancora il colore di quell'alba, della stanza, di quella mattina nuova. Ricordo che pensai che niente sarebbe stato più lo stesso: da allora avrei dovuto scusarmi e cambiare le lenzuola tutte le sante volte. E trovare un'assicurazione che rimborsasse una eiaculatrice-bagna-tessuti.
-"Qua alla cassa é un disastro, hai fatto?" mi urlano dal bancone.
-"Sì, scusate, arrivo subito é che non trovavo la carta.. Arrivo, cazzo, arrivo!"
Allora ristrappo un altro pò di carta e mi riasciugo, premendo bene, ma solo dopo essere sicura di averla fatta tutta. Mi strofino rapida ed eccitata. Tiro lo sciacquone e mi rivesto. Mi insapono bene le mani e le sciacquo. Saranno anche stupidi e, a volte, insolenti i miei clienti ma non si meritano le mie dita collose*.
F. sì, penso.
F. si meriterebbe un bel dito colloso: ha aperto un rubinetto che non ha più chiuso.
Mi controllo allo specchio ed esco.
La lunga coda dei soliti affamati mi aspetta.
*La nota a fine pagina non ci sta granché bene ma ci tengo a precisare che noi in negozio usiamo sempre i guanti in lattice quando tocchiamo generi alimentari e ogni volta che ce li togliamo ne usiamo di nuovi. Ecco. Giusto per dire.
43 commenti:
Kazz di femmine che fanno lo squirting è raro trovarne oppure si vergognano. Ritieniti fortunata, ci sono uomini che apprezzano queste peculiarità.
percorrere in maniera profonda la sessualità non è affatto una cosa scontata e comune.Uno dei pochi piaceri della vita.Probabilmente il più grande.
ork.. sei riuscita a trasformare una pisciata in una fantasia sessuale... hai mai pensato a scrivere libri a luci rosse? Io li comprerei..
Ed eccoti la critica pungente: Spettacolare la nuova foto che accompagna la testata. Per quanto riguarda il post, non è stato affatto piacevole leggere di fiche spruzzanti, ho un pò di nausea. Il fatto che sia arrivato fino alla fine vuoldire che sei una scrittrice meritevolissima di essere letta.
Credo comuque che la cosa valga anche per gli uomini: la prima gocciolina di sperma non si scorda mai, così come non ci si scorda di chi era con te quand'è successo.
Quando ho letto "oddio ma ho fatto la pipì?" ho riso troppo.
Bacetto.
Ma si, lasciamo criticare quanto si vuole, anche io ho scritto racconti simili ma la critica e stata molto feroce e quindi smisi subito. Mi e piaciuto, avanti così.
Buona serata e buona vita
Viviana
Grande Favollo,
se di nome e di fatto io e te faremmo "faville"!
Grazie Viviana.. grazie! :-)
Marco.. sei troppo buono.. tu sai fare di meglio :-D
E siccome ti sei sorbito tutto il post anche se disgustato (lo so) ti dico che F. era uno di quelli con l'uccello dalla vita propria.. meraviglioso.
Te lo saresti meritato.
ti adoro (a forza di dirtelo ti sarà venuto il diabete?),
LL
hm lindalov, batterista è dolcissimo... :-)
non è che questo F. è disponibile per le amiche?!?
:D
un chiarimento tecnico: se una donna dice di essere venuta, o finge oppure è venuta davvero.
A grandi linee.
Quindi: l'eiaculazione femminile è un optional eventuale incorporato solo in alcune donne, oppure con l'opportuna dose, come dire, di "convincimento" ci si arriva lo stesso?
Racconto realista degno di autori del realismo
ma il soggetto e' una donna e i suoi pensieri "normali"
rifltto sul fattoc che metti sullo stesso piano i desideri degli uomini e delle donne
anche in questo siamo uguali
ti abbraccio
forte
saba
Vabbè diciamo qui ufficialmente che ci adoriamo a vicenda così non sentiremo il bisogno di ripetercelo troppe volte, anche perchè finiremo per sembrare due coglioni. Bacio.
@confinidiversi: una precisazione, nella anatonomia femminile ci sta famoso punto G, per cui potenzialmente tutte le donne dovrebbero essere in grado di farlo.
ciao LINDALOV, come va? Vorrei chiederti una cosa, una volta per tutte, secondo te il punto G esiste o é solamente una leggenda metropolitana?!
ormai sei un punto di riferimento, le domande fioccano.
Eppure, talvolta, una donna che fa pipì, per quanto sia in una posizione assai scomoda e goffa, può solleticare i sensi anche di parecchio.
Beh direi che questo ricordo proustiano è un ottimo inizio settimana anche per me.Grazie per la visita,a presto.
l'orgasmo ritrovato
Quando ci vergognamo di qualcosa diventiamo rosse, ma se tra le lenzuola c'è chi trasforma i nostri imbarazzi in perversioni...ci scateniamo con ancora più libertà di prima!
Ps. Esilarante ma giusta la nota a piè post:-)
Fabrax,
assolutamente no.
Non esiste in quanto altro organo a se che dà piacere.
Eventualmente, sulle parole colorate c'é un link per maggiori informazioni (ma niente numero verde, però)
e se cliccate su Lindalov's dictionary ne troverete altre.
Su wikipedia c'é proprio tutto. :-D
Mi allaccio a quanto dice Favollo.
porca zozza pensavo di aver aperto il mio blog. A colori siamo mica troppo diversi. Solo io scrivo di disastri intestinali e tu di squirting. Come dire io anale tu vaginale. Comunque lo stile mi piace.
ioè, fammi capire.
Tu sei appena venuta a valanga sulla mano di questo, e lui... ti apre una puntata di Quark?
"Eh eh. Non è urina, hai appena eiaculato. (parte l'Aria sulla quarta corda di Bach) L'eiaculazione femminile è un fenomeno che si riferisce alla espulsione di un fluido dall'uretra durante la stimolazione o l'eccitazione sessuale o in prossimità dell'orgasmo, espulsione che in qualche modo richiama l'eiaculazione maschile. L'origine e la natura esatta di questo fluido non sono ancora ben conosciute..."
E' questo il problema quando hai a che fare con gente che ha per nome una sola lettera.
Random,
mo' provochi?!
Guarda che ti schizzo in un occhio.
:-)
fantastico random, ah ah ah!!!!
Abbiamo la stessa caratteristica e credimi, è moolto utile. Ma tu hai descritto in modo dettagliato e giornalistico l'avvenimento. Non se ne parla mai perchè l' eiaculazione femminile è unaa cosa che chissà perchè deve passare in sordina. Sembra quasi che uan donna si debba vergognare. Bellissimo post. ti seguo sempre
Ma perchè voi donne avete sempre una specie di complesso complottoso? Passa in sordina perchè magari non è così "comune"... E non credo che vi si voglia far vergognare. Non sarà che vi vergognate voi e poi provate a farci passare come quelli che vi fanno vergognare? vabbè che sarebbe un tipico comportamento femminile... quindi come non detto. Comunque se aprite un funclub io mi iscrivo.
Grazie Antonella. :-))
Funclub dello schizzo dici?
Molto artistico.
Nikko, macché colpe, per me c'é la vita prima di F. e quella dopo F.cioé la stessa ma a me piace pensare che sia così.
E' stato il mio Mosé.
Hm, è indice di grande insensibilità che io fino ad oggi, a quarant'anni passati (passati certo concentrato su altro, sì, ma insomma, mica con i tappi alle orecchie) non sapessi che una donna poteva proprio spruzzare?
Secondo me l'occhio-fino ce l'hai.
Diciamo che sì, eri concentrato su altro e che, l'unica volta che avevi i tappi alle orecchie, ti sei perso la storia di quella pazza che schizzava.
:-))
ciao LINDALOV, il tuo post m'ispira molto, confesso la mia ignoranza per quanto riguarda l'eiaculazione femminile, però quello che hai scritto mi ha dato nuove idee su improbabili sceneggiature. Posso sapere come ti chiami veramente? Se non ti va, non lo dire
si chiama Mario.
Nikko non dire a tutti come mi chiami tu nel privato.. :-D
Fabrax mandami una mail. O ma mi scopiazzi?? :-)
Voglio i diritti!
Sì la chiamo Mario quando si arma di strap-on.
Glucosio e fruttosio? Ho letto bene? Mmmm.
Thanks anche io ti ho linkata. Oltretutto l'elenco blog personale ancora era una funzione a me sconosciuta. Quante cose sto imparando...
tranquilla LINDALOV, non ho intenzione di copiarti, é stato solo un momento d'impercettibile invidia. Fortunatamente siamo tutti diversi, ed ognuno col proprio stile di scrittura; comunque se fossi in te insisterei alla pubblicazione dei propri scritti... mai dire mai
grazie cara..non sono convinto ancora sui colori del sidebar..e vorrei capirci qualcosa in più..ma che se ne frega...baci Linda...ah poi se posso ti devo chiedere una cosa..
grazie LINDALOV dell'invito, sei carinissima ma per questa avventura di realizzare una sceneggiatura vorrei farcela da sola; ho abbozzato qualche dialogo, ma per il momento sono ancora molto lontana...l'argomento che ho scelto é difficile e problematico: la violenza domestica, naturalmente nella storia sarebbe giusto includere una scena di sesso (anche due) però non deve essere fine a se stessa e soprattutto non deve scadere nella volgarità. Mi sto impegnando, il resto si vedrà...
Effinalmente. Quando è capitato la prima volta alla mia lei puro issa s'è spaventata un pò. Io nzomma. Anzi no. Anzi ho assaggiato. Un salato sciapo direi ma al colesterolo non dovrebbe dar noia.
Posta un commento