mercoledì 9 dicembre 2009

Uova, farina, acqua, sale e olio

Tagliatelle all'uovo


Setaccio la farina e faccio la fontana, poi verso l'acqua nel buco della fontana e aggiungo gli altri ingredienti. Inizio ad amalgamare l'impasto con forza e vigore, tanto che le braccia mi fanno subito male. Mi piace impastare, sporcarmi e lavorare con le mani; unire il corpo e la mente con quello che faccio. Strusciare, stringere, tagliare, lisciare, sporcare, infilare le dita. Sopratutto questo, sì, infilare le dita nella materia. La mia ansia non me lo permetterebbe poichè sporcare e traboccare e versare e schizzare e macchiare vanno contro ogni possibile logica, pure se c'è tempo di pulire e di sistemare. Per me tutto deve essere perfetto e ordinato. Oggi tuttavia non è così. Oggi sto bene e il mio corpo è recettivo ed aperto. Ho bisogno di scopare e fremere, di mescolarmi, di morire e di rinascere più e più volte. Sì, oggi è così. Il vino rosso che bevo e che scende un po' aspro in gola... le cosce fredde infarinate... il naso che cola... lo stomaco che brontola per la fame... il calore che sale sino alle guance rosse... e tu di là nell'altra stanza... E dentro... Sì, le dita dentro la pasta un po' fredda e appiccicosa... Sono tanto eccitata che tutto questo, pur percependolo lucidamente, mi rende vogliosa e famelica. Accecata. Non me ne frega un cazzo dell'ordine e della perfezione. Soffio sui ciuffi scuri di capelli che mi ricadono sugli occhi. L'impasto mi affatica e le braccia mi fanno male ma mi piace il polso accelerato e il senso di fatica che batte il respiro. Mi ricorda quando facciamo l'amore piano, senza fretta, e quando poi io mi sistemo sopra di te e aumento il ritmo per venire e inizio a gemere e a sospirare. Mi piace il contatto della pelle con le cose, entrare nelle cose, ma forse l'ho già detto? Analizzarle, capirle e poi lasciarle -trasformate però- di nuovo a se stesse, con la presuntuosa certezza di averle cambiate per sempre. I capelli cadono di nuovo sugli occhi e son costretta a scansarli con il dorso della mano sporca. Anche se li ho raccolti in una crocchia alta, come piace a te, li lascio sempre morbidi sul davanti per dare un effetto volutamente trasandato. A me eccita il look volutamente trasandato e pure il nasino all'insù e le labbra carnose come quelle delle ragazzine che sembrano sempre imbronciate, come le principesse, come Charlotte Casiraghi, che anche lei è una principessa infatti, perchè quando glielo prendi in bocca e poi li guardi, coi capelli raccolti e il nasino all'insù e il visino da bambina, con le labbra carnose imbronciate che si arricciano mentre lo succhiano e mentre vanno su e giù lungo la verga dura, venosa, quella verga protesa in avanti verso mondi caldi da conquistare e fare suoi, quella verga turgida, umida di saliva che scivola dentro e poi fuori dalla bocca di vergine, che lacera e violenta quella bocca di vergine, mentre glielo prendi in bocca e poi li guardi da sotto con gli occhioni grandi e le ciglia lunghe e il visino dolce avvamapato e soffocato, loro godono tanto. Almeno, IO godo tanto a pensare che sia così. L'innocenza da depravare, da sporcare, da uccidere e umiliare è un incanto. Un incanto assoluto. Come fottere e sbattere la cornuta della tua ragazza, forse. Oggi sei da me, sei di là che usi il mio computer e io di qua che preparo il tuo piatto preferito: le tagliatelle fatte in casa. Ho finito di impastare ma prima di stendere la pasta bevo. Vino rosso. Vino rosso forte, corposo, un po' fruttato. Non amo il San Giovese. Adoro le uve Merlot, Cabernet, Nero d'Avola, Chiraz, Corvina. Uve forti e pesanti, come me. Stendo la pasta col mattarello. La stendo bene, deve essere sottile al punto giusto. Ho messo su un abitino corto. E' estivo ma non si nota. Sotto ho messo delle autereggenti spesse. Le ho trovate di brutte, 70 denari, sformate, che mi scivolano un po' sotto alla coscia e spesso devo fermarmi per arrotolarmele su. Niente è lasciato al caso. Le tiro su perchè voglio che cadano. Voglio che tu mi guardi mentre scopro la coscia infreddolita. Di nuovo tiro su col naso, ho il raffreddore. Sopra indosso un maglione larghissimo, di taglio maschile, comprato al mercato per 5 euro. Vale un cazzo ma adesso è mio e quindi è diventato prezioso perchè è mio e ha il mio odore. Io mi masturbo sulle cose. Mi piace masturbarmi a gambe aperte, seduta o in piedi non importa, basta che sia in una posizione di tensione così da poter schizzare meglio e con più potenza. Godo di più se mi struscio sopra degli oggetti o sopra dove possa vedere la mia sborrata pulita e dolciastra. Mi masturbo sui maglioni, li lascio bagnati che tanto poi asciugano, e me ne sto in giro per casa col mio maglione che sa di orgasmo. Oggi vestita sembro una ragazza di altri tempi, una che lavora la terra e vive della sua terra. Ogni dettaglio è voluto, curato (ricordati: niente va lasciato al caso). Mi pulisco il naso con la manica e lascio uno strato di moccio acquoso sul bordo del maglione già sporco di altri mocci. Forse di altri pianti. Bevo altro vino dal calice, voglio stordirmi quanto basta. Mi servo sempre il vino in calici enormi e mi diverto a stuzzicare la mia ansia cercando di non sporcarli con le impronte delle dita. Li voglio puliti, lucidi, perfetti. Il contrasto col vino rosso sangue mi eccita. Ma oggi è difficile, la farina è ovunque e allora non ci penso che sennò addio tagliatelle. Sono distratta dal pensiero che tu fra poco verrai di qua e mi metterai le mani addosso. Non vedo l'ora che tu mi passi dietro, che mi strusci i jeans gonfi e duri sul culo, che mi abbracci e mi strizzi i capezzoli. Non vedo l'ora che mentre con una mano mi afferri per il collo, con l'altra mi infili le dita nella fica e poi, sporche di muco vaginale e del mio odore, me le infili in bocca. Ho voglia di scopare, di scopare duro. Se tu volessi mi farei stagliuzzare le labbra della passera con una lametta. Ho talmente voglia di te, di sciogliermi in te e di essere bevuta da te che provo persino piacere all'idea delle mie labbra brucianti e frizzanti e tutte insanguinate davanti alla tua faccia di culo sorridente. Mi farei medicare da te e poi scopare di nuovo, mentre fa male. Ho voglia di finire queste tagliatelle, metterle da parte prima di cuocerle e farmi violentare sul tavolo sporco di cibo e sangue. Voglio inginocchiarmi davanti a te, ancora vestito, e succhiarti l'uccello duro e gonfio che spunta dai jeans. Torni in cucina. Ho finito di stendere la pasta e adesso la taglio in striscioline. Mi cingi, mi tieni con le braccia e io sussulto perchè rivivrò due volte la mia scopata.

"Devo uscire non dire niente ti prego" mi baci sul collo, dolce "Devo tornare a casa. Mi aspettano per pranzo".
"Figlio di puttana maledetto rotto in culo".
Mi abbracci stretta per trattenermi, ma non lo fai per affetto. No, no che non lo fai. Tu lo sapevi già.







Tagliatelle all'uovo fatte a mano:

  • Tavolo da cucina grande, possibilmente di legno scuro massiccio
  • abitino succinto vecchio e logoro
  • calze autoreggenti da vecchia, molto spesse e all'occorrenza pure smagliate da qualche parte in alternativa calzettoni di lana spessissimi su sandalo aperto
  • no mutande
  • no reggipetto
  • maglione enorme sformato
  • luce forte e diretta del giorno
  • voglia di scopare
  • niente trucco
  • un uomo stra-fidanzato
  • una lametta

35 commenti:

scrittiapocrifi ha detto...

Sono gli incerti del mestiere: se è single prima o poi vorrà capire se fidanzarsi con voi o scappare. Nel primo caso diventerà palloso, nel secondo parecchio sfuggente. Se non è single, sarà un gran porco e darà fondo alle vostre fantasie senza chiedervi eccessivi impegni, ma poi vi affezionerete e proverete la sindrome dell'abbandono ogni volta che sceglierà l'altra, cioè la cornuta, al vostro posto. Che si sia uomini o donne, single o fidanzati, sempre una vita di merda è.

Lindalov ha detto...

Sì ma il sugo. Il sugo per le tagliatelle, come lo preferisci? Lepre, cinghiale, ragù?
Se passi da me te lo cucino volentieri...

scrittiapocrifi ha detto...

Lo preferisco di porco. Se passo da te finisce che volentieri finisco per essere cucinato io.

Andrea Cobain ha detto...

L'innocenza da depravare, da sporcare, da uccidere e umiliare è un incanto. Un incanto assoluto.

Sei da applauso.

Lilith ha detto...

tutti uguali...i bastardi.

khenzo ha detto...

Le tagliatelle fatte in casa sono di quelle cose che non mi fanno da tempo

CoB ha detto...

Clap clap clap ^^
(per il sugo vai col cinghiale)

SCIUSCIA ha detto...

Pensavo fosse una ricetta della nonna, invece sempre le solite porcate.

Lindalov ha detto...

Sciuscia, hai commentato così perchè lì con te c'è la tua ragazza. Dillo. Lo puoi dire, vigliacco.

GoDoG ha detto...

ma alla fine ste tagliatelle te le sei mangiate o no?

dio che spreco....

Gary Coopo ha detto...

si ma cazzo linda non si puo' leggere ste cose di prima mattina, adesso come faccio ad andare in giro per l'ufficio in queste condizioni ?
Comunque fantastico, sopratutto le prime righe, un crescendo pazzesco

Gozer ha detto...

Meraviglioso ed eccitante, anche nella delusione finale.
ma poi le tagliatelle le hai finite?
Col ragù sono una meravigliosa consolazione!

tagliatellainsanguinata ha detto...

quoto Sciuscia!
e con me non c'è neanche la mia ragazza, anzi non ce l'ho proprio la ragazza.
il tagliuzzamento delle labbra della fica è di pessimo gusto, veramente ammosciante, peggio di un bagno nel ghiaccio

jesup ha detto...

Cazzo credevo di essere sul sito di Anais Nin invece ero qui.Come non detto il 1°premio FasterPussycat è tuo.
http://www.youtube.com/watch?v=wvWiHix7O9o&feature=related
Come ha fatto lui a praticare il tagliatella interruptus?Che errore e che dolore..

Cielo ha detto...

già.. l'innocenza da depravare.. con altrettanta innocente malizia..

Bisbiglio ha detto...

Fare il pane da più soddifazioni (...)
capisc'amme

bacio cara LindaloV

libero ha detto...

m 'è venuta fame..
uhm,
passare da qua regala sempre qualcosa..
dovrò pensarci prima, se poi non posso(?) esaudirmi.

ciao lindalove

Mari ha detto...

Io adoro leggerti.
Sembra di leggere me.

Lindalov ha detto...

Lilith, l'uomo è bastardo nella misura in cui una donna glielo permette. Sempre.

Vale ha detto...

Mi piacerebbe scucire qui, al volo, un commento perfetto a questo post ma neanche se mi ci metto d'impegno ci riesco, lo so. In realtà è perché non ho molto da dire...se non che l'ho letto una volta, e poi riletto una seconda e poi riletto una terza e poi chissà quante altre volte mi capiterà di rileggerlo.
Ah sì, c'è un'altra cosa che posso aggiungere: sei meravigliosa Linda, e te lo dico col cuore.
E adesso ti seguo anche su Twitter, eggià ;)

Baci

lost soul ha detto...

Lindy mi sei proprio mancata!!!

giardigno65 ha detto...

questa è grande cucina !!! sei il mio gambero rosso ! (ma che dico ?)

Vittoria A. ha detto...

Ciao Linda! Hai ragione, faccio sempre gli errori di ortografia, accidenti! :D Ti intervisto quando vuoi, dimmi quando e ti mando le domande! :D

Pupottina ha detto...

per la foto, pensavo di essere entrata per sbaglio in un altro blog ... poi ho letto la lenta preparazione la situazione e ti ho riconosciuta, soprattutto per la risposta al suo essere aspettato per pranzo. la ricetta però è sempre utile, sai in questo periodo di preparativi non bastano mai...
buon martedì ;-)

Il Grande Favollo ha detto...

La signora del primo piano a casa mia, fa la pastaia. E’ una donna matura, dai seni prosperosi e dai fianchi stretti. E’ manabile, secondo i miei gusti. Salgo le scale una sera, la sua porta è socchiusa. Apro ed entro. La trovo di schiena nuda mentre impasta. Gira la testa, mi guarda poi si gira come si mi aspettasse e continua ad impastare. Le arrivo dietro. Me lo tiro fuori ed inizio a strofinarglielo tra le chiappe. Lei allarga leggermente le natiche. Poi le metto le mani sui seni e li massaggio seguendo ritmicamente il ritmo del suo impastare. Inizia a gemere. Prendo la bottiglia dell’olio di oliva. Glielo faccio scolare tra le chiappe e ci infilo il cazzo dentro. Le stringo le mani nell’impasto, mentre sento che l’unto dell’olio tra le sue chiappe si mescola all’umido della sua figa. Lei mi prende il cazzo in mano, lo indirizza verso il tavolo dove ci sono due uova. Le rompe con la punta della mia nerchia. Poi si inginocchia e si lascia scolare i bianchi tra le tette. Mi prende il cazzo e ce lo mette in mezzo, Si impasta le tette intorno al mio cazzo. Non ce la faccio più, la sollevo per le chiappe, la butto sull’impasto che sta sul tavolo e me la sbatto a più non posso. Prima di venire si ferma, prende il mio cazzo e mi fa sburrare nell’impasto. Poi si rimette ad impastare. Mi risalgo i pantaloni e me ne vado. Il giorno dopo vado a pranzo da lei… (PS La pastaia abita veramente sotto di me, ma non penso che lascerà mai la porta socchiusa...)

Lindalov ha detto...

Se me lo spedivi via mail, te lo pubblicavo.

ste ha detto...

io avrei una buona ricetta per il baccalà alla vicentina;una ricetta ricca di sapori, odori umori e fantasie...

Lindalov ha detto...

Passala, Ste o sennò scrivila tu e io la pubblico a tuo nome.

Elle ha detto...

A causa della mia poca abilità e creatività in cucina ho sempre snobbato le ricette. Invece bisogna rivalutarli gli antichi sapori...

Bisbiglio ha detto...

cmq il tuo albero mi piace assai tantissimo ,)

Pupottina ha detto...

ciao Lindalov, eccomi qui per un saluto

^___________^

Lindalov ha detto...

GRazie Pupoz, gentile, come sempre.

just a man ha detto...

Che fame! eheh..(Le tagliatelle sono anche il mio piatto preferito.. così,per dire eh..)

A-Woman A-Man ha detto...

Dentro nel cibo, coi diti sporchi di lardo e i pezzi di cipolla e il pepe del guanciale e la farina e il profumo dell'aglio...
Le mani lavorano, impastano, farina, olio, passione.
Tagliatelle di cuore, di fica, di cazzo.
C'e' la tua poesia del vivere emozionata, lindalov, qui. Cibo bbono per l'anima.
Bella pagina!

Anonimo ha detto...

in apnea per leggere una donna che scrive come un uomo che fa finta di essere donna. avrò respirato al massimo una volta.