In realtà ogni santa benedetta volta che passo di lì penso che non ricordo più il cognome che ha sul campanello e per cinque minuti buoni rimugino sul suono che avevano quelle lettere mi ci accanisco mi ci arrovello e poi due semafori e un incrocio dopo, ormai esausta, mi dico vabbè mi verrà in mente quando meno me lo aspetto. Poi per caso ci ripasso davanti e rifaccio lo stesso pensiero, ricordandomi di dover ricordare. Un loop ossessivo... proprio come adesso... PORCATR..
Cristo Santo una mattina scendo e me lo vado a leggere.
Quando io e D. ci siamo conosciuti era un periodo della mia vita in cui stavo bene: mi ero laureata, avevo appena cambiato casa (da un tugurio buio all'attico con vista), uscivo spessissimo e insomma ero, caso strano, ottimista! ...Sara' stata la primavera: il bel tempo e l'alcol giocano brutti scherzi ad un animo tendenzialmente insofferente come il mio.
Ma sull'autobus quella stessa mattina mi sono rivista sotto una luce completamente diversa. Io credevo di essere libera, credevo di essere spensierata. Non lo ero.
Comunicavo un messaggio criptico nella speranza di trovare un uomo rivestito di poteri paranormali e con un uccello dotato di vita propria capace di superare le mie barriere psicotiche con la sola forza del pensiero e capisse cosainrealtàvolevodire dicosainrealtàavevobisogno per poi trapassarmi col suo arnese regalandomi orgasmi vaginali inediti condito di amore monogamo esclusivo ed eterno. Par contre, chi mi ha conosciuta così, mentre praticamente volavo al di fuori del mio corpo totalmente privo di consapevolezza e oramai rimasto solo uno spettatore muto di se stesso, ha agito in base a ciò che mostravo di me: tanti cliché, deboli e radicate difese, banalità trite e ritrite. Conseguenza di una comunicazione col mio Essere Profondo totalmente sbagliata.
Sono come un filo elastico teso, che vibra, che si muove velocissimo su e giù e che lascia delle scie in aria che sembrano mille, duemila, tremila elastici diversi e che poi piano piano ritorna in se si ricongiunge si ferma si riposa e infine, unico rimane. Io sono ancora lì in mezzo a vibrare, aspettando che le mie personalità nevrotiche facciano pace.
Comunicavo un messaggio criptico nella speranza di trovare un uomo rivestito di poteri paranormali e con un uccello dotato di vita propria capace di superare le mie barriere psicotiche con la sola forza del pensiero e capisse cosainrealtàvolevodire dicosainrealtàavevobisogno per poi trapassarmi col suo arnese regalandomi orgasmi vaginali inediti condito di amore monogamo esclusivo ed eterno. Par contre, chi mi ha conosciuta così, mentre praticamente volavo al di fuori del mio corpo totalmente privo di consapevolezza e oramai rimasto solo uno spettatore muto di se stesso, ha agito in base a ciò che mostravo di me: tanti cliché, deboli e radicate difese, banalità trite e ritrite. Conseguenza di una comunicazione col mio Essere Profondo totalmente sbagliata.
Sono come un filo elastico teso, che vibra, che si muove velocissimo su e giù e che lascia delle scie in aria che sembrano mille, duemila, tremila elastici diversi e che poi piano piano ritorna in se si ricongiunge si ferma si riposa e infine, unico rimane. Io sono ancora lì in mezzo a vibrare, aspettando che le mie personalità nevrotiche facciano pace.
Da alcuni fuggivo, incolpandoli di qualcosa; con altri come con D. mi sono comportata da uomo, credendo di sentirmi forte, indistruttibile, onnipotente.
La prima volta fu a casa sua. Lo conobbi qualche ora prima ad un aperitivo e avevo deciso che me lo sarei portato a casa sua e ci avrei fatto sesso. Avevo anche già deciso che non gli avrei chiesto il numero, solo un incontro e poi via, di nuovo a casa mia. L'anonimato e il desiderio di non mescolare troppo di me mi sembrava democratico, perverso e di gran forza.
Lui mi rivide ad una festa universitaria e volle il mio numero; risposi che si poteva fare. Pensai allora che se lui insisteva così era per un interesse vero. Non sapevo che in quel momento le regole del gioco le stava cambiando: si sarebbe giocato a modo suo. Cedetti alla lusinga benigna e in poco tempo la mia libertà sessuale divenne la sua scopata comoda e easy e tutto il mio potere decisonale su me stessa e quindi su di lui, svanì.
Io in realtà speravo di frequentarci meglio; lui, sorpreso da così tanta libertà e indipendenza vaginale, non gli pareva vero scopare una topa di style nazista ma di fede anarchica. Conseguenza di una comunicazione con l'Essere Umano Maschio totalmente sbagliata.
Quella mattina malinconica, mentre rimuginavo sul cognome inciso sul campanello, ho avuto per la prima volta coscienza di me: di tutti gli uomini con cui ho vissuto qualcosa e condiviso le mie lenzuola non mi e' rimasto niente tranne che
- un biglietto di un concerto,
- una pugno di orgasmi,
- un piercing usato,
- un fine settimana in montagna,
- un mazzo di rose bianche,
- un completino intimo nuovo,
- una gomma da masticare appiccicata ai peli della passera (quando era ancora hippy).

