domenica 22 febbraio 2009

Il potere della comunicazione (sbagliata)

L'altra mattina son passata davanti casa di D.
In realtà ogni santa benedetta volta che passo di lì penso che non ricordo più il cognome che ha sul campanello e per cinque minuti buoni rimugino sul suono che avevano quelle lettere mi ci accanisco mi ci arrovello e poi due semafori e un incrocio dopo, ormai esausta, mi dico vabbè mi verrà in mente quando meno me lo aspetto. Poi per caso ci ripasso davanti e rifaccio lo stesso pensiero, ricordandomi di dover ricordare. Un loop ossessivo... proprio come adesso... PORCATR..

Cristo Santo una mattina scendo e me lo vado a leggere.

Quando io e D. ci siamo conosciuti era un periodo della mia vita in cui stavo bene: mi ero laureata, avevo appena cambiato casa (da un tugurio buio all'attico con vista), uscivo spessissimo e insomma ero, caso strano, ottimista! ...Sara' stata la primavera: il bel tempo e l'alcol giocano brutti scherzi ad un animo tendenzialmente insofferente come il mio.
Ma sull'autobus quella stessa mattina mi sono rivista sotto una luce completamente diversa. Io credevo di essere libera, credevo di essere spensierata. Non lo ero.
Comunicavo un messaggio criptico nella speranza di trovare un uomo rivestito di poteri paranormali e con un uccello dotato di vita propria capace di superare le mie barriere psicotiche con la sola forza del pensiero e capisse cosainrealtàvolevodire dicosainrealtàavevobisogno per poi trapassarmi col suo arnese regalandomi orgasmi vaginali inediti condito di amore monogamo esclusivo ed eterno. Par contre, chi mi ha conosciuta così, mentre praticamente volavo al di fuori del mio corpo totalmente privo di consapevolezza e oramai rimasto solo uno spettatore muto di se stesso, ha agito in base a ciò che mostravo di me: tanti cliché, deboli e radicate difese, banalità trite e ritrite. Conseguenza di una comunicazione col mio Essere Profondo totalmente sbagliata.

Sono come un filo elastico teso, che vibra, che si muove velocissimo su e giù e che lascia delle scie in aria che sembrano mille, duemila, tremila elastici diversi e che poi piano piano ritorna in se si ricongiunge si ferma si riposa e infine, unico rimane. Io sono ancora lì in mezzo a vibrare, aspettando che le mie personalità nevrotiche facciano pace.

Da alcuni fuggivo, incolpandoli di qualcosa; con altri come con D. mi sono comportata da uomo, credendo di sentirmi forte, indistruttibile, onnipotente.
La prima volta fu a casa sua. Lo conobbi qualche ora prima ad un aperitivo e avevo deciso che me lo sarei portato a casa sua e ci avrei fatto sesso. Avevo anche già deciso che non gli avrei chiesto il numero, solo un incontro e poi via, di nuovo a casa mia. L'anonimato e il desiderio di non mescolare troppo di me mi sembrava democratico, perverso e di gran forza.
Lui mi rivide ad una festa universitaria e volle il mio numero; risposi che si poteva fare. Pensai allora che se lui insisteva così era per un interesse vero. Non sapevo che in quel momento le regole del gioco le stava cambiando: si sarebbe giocato a modo suo. Cedetti alla lusinga benigna e in poco tempo la mia libertà sessuale divenne la sua scopata comoda e easy e tutto il mio potere decisonale su me stessa e quindi su di lui, svanì.
Insomma in due secondi mi ritrovai a sibilare ma perche' cazzo non chiama?
Io in realtà speravo di frequentarci meglio; lui, sorpreso da così tanta libertà e indipendenza vaginale, non gli pareva vero scopare una topa di style nazista ma di fede anarchica. Conseguenza di una comunicazione con l'Essere Umano Maschio totalmente sbagliata.

Quella mattina malinconica, mentre rimuginavo sul cognome inciso sul campanello, ho avuto per la prima volta coscienza di me: di tutti gli uomini con cui ho vissuto qualcosa e condiviso le mie lenzuola non mi e' rimasto niente tranne che
  • un biglietto di un concerto,
  • una pugno di orgasmi,
  • un piercing usato,
  • un fine settimana in montagna,
  • un mazzo di rose bianche,
  • un completino intimo nuovo,
  • una gomma da masticare appiccicata ai peli della passera (quando era ancora hippy).
Considerando che non ho mai avuto storie importanti e aggiungendo a ciò che gli orgasmi avuti in coppia e in gruppo sono di gran lunga inferiori al numero di scopate totali avute in tredici anni di relationships io dico che posso ritenermi sessualmente ed emotivamente insoddisfatta.



martedì 17 febbraio 2009

Scarso senso dell'orientamento

Il mio lavoro potrà anche essere degradante, stancante, socialmente in basso nella gerarchia degli status simbol (come dice Naomi Klein oggi il mondo del capitalismo, grazie al capitalismo, si divide in due: chi fa l'avvocato o bancario tanto per citare solo un esempio e chi lavora nei fast food per sfamare quegli avvocati e quei bancari) ma mi permette di vedere una gran bella fauna (e a volte anche della flora, giuro) che si aggira affamata per le vie durante l'ora del pranzo. Mi permette di sorridere di loro e di prenderli anche per il culo.

Un buon settanta per cento dei miei clienti sono americani e per la precisione nativi degli States. Rappresentano quella percentuale bassa della popolazione che rientra nella fascia medio-alta, middle up class come si direbbe da loro.
Non sarebbe corretto pertanto generalizzare e dire che gli americani son tutti così, ricchi e coglioni come loro. Ma di sicuro un' idea sul popolo che troneggia da colonizzatore ce la possiamo fare santoddio. In fin dei conti sono i nuovi ragazzi del domani. I nuovi bancari, i nuovi medici, i nuovi avvocati, i nuovi manager.

Entra questo ragazzoto americano, sui venti. Fa la sua ordinazione sciorina complimenti per il nostro negozio tanto famoso oltreoceano che tutti ma proprio tutti gli hanno detto di andarci e poi mi fa, serio serio:

"Mi scusi, il porto dov'é?"
"Starai cercando l'aereoporto forse."
"No, no. Il porto!"
"Bè, veramente non risalgono l'Arno dal 1600 credo."

Io vivo a Firenze.

Amo il mio lavoro. Dio se lo amo.

venerdì 13 febbraio 2009

Padre le confesso che ho peccato

Un pomeriggio é entrato in negozio un prete giovanissimo avrà avuto vent'anni non di più. Indossava un tonacone nero con le balze in fondo. Era alto, di carnagione chiarissima, gli occhi verdi brillanti, i capelli pel di carota corti e ordinati, mille lentiggini rosse sul nasino piccolo. Labbra sottili.

Ricordo bene tutti questi dettagli perché ho iniziato a vibrare quando si é avvicinato timidissimo e cerimonioso per avere informazioni su come raggiungere San Lorenzo. Parlava inglese. Era inglese.
Mentre parlavamo rigirava nervosamente il suo cappello tra le dita bianche e affusolate delle mani e i suoi occhi limpidi non riuscivano a sostenere il mio sguardo. Più si intimidiva e più io mi eccitavo. Così, mentre continuavo a dargli indicazioni, ho avuto strani pensieri.

L'avrei sodomizzato con crudelta' e cattiveria; volentieri lo avrei reso peccatore agli occhi del suo Dio in una qualunque forma: mi bastava umiliarlo e possederlo.
Mi eccitava l'idea di insinuare in lui il minimo dubbio sul suo Credo, di farlo capitolare e renderlo impuro come tutti gli altri, di farlo cedere e dimostrargli la scarsa volontà di fede. Di, per un attimo, essere io il suo unico Dio.

Era così giovane, così timido, forse vergine chi lo sa, insomma così... prete... che lo avrei preso gentilmente per mano e gli avrei sussurrato non ti preoccupare non avere paura e lo avrei portato dietro con me nel buio dello sgabuzzino. E poi lì, nella penombra, gli avrei alzato il sottanone e lui mi avrebbe imprecato di non farlo nel nome del Signore e avrebbe pianto e la sua voce si sarebbe stroncata dalla paura e dalla vergogna ma non mi avrebbe allontanato, oh no! Non lo avrebbe fatto tanto era forte quell'eccitazione del trasgredire, dell'infrangere, del trasporto fisico tanto represso.
Gli avrei preso tra le mani il suo bel cazzo giovane e timoroso di prete e me lo sarei portato alla bocca. Lui sarebbe stato a guardarmi appoggiato al muro, con il ciuffo dei capelli ora non più ordinato e ben pettinato.
Nella penombra avrei visto solo il suo viso bagnato proteso verso l'alto, contorto dall'agonia e dall'estasi. Avrebbe sospirato piano e poi innaffiato di sperma benedetto il mio viso di peccatrice.

E' uscito sorridente e soddisfatto delle indicazioni, ringraziandomi più volte per la cortesia dimostratagli.
Speriamo ritorni.

martedì 10 febbraio 2009

Ciao Eluana, Riposati Beppe

Ho sorriso contenta quando stamani ho visto la sua foto e i titoloni dei giornali subito sotto. Ho tirato un respiro di sollievo per suo padre Beppe e perche' se ne e' andata prima che passasse una legge antidemocratica.

Io ho sempre appoggiato la scelta di Beppe Englaro, ho sempre desiderato il meglio per Eluana. Quale meglio? Il suo, quello per cui ha lottato il padre Beppe.
E chissa' che magari la sua non-storia possa servire un domani a cambiare prospettiva.

Adesso che non hanno piu' il suo caso tra le mani, con quale notizia cercheranno di distrarci dai problemi del nostro Paese? Ancora la legge sulle protesi mammarie?

Appoggero' anche chi ha spento Eluana, nel caso in cui il suo cuore non avesse cessato di battere da solo.

lunedì 9 febbraio 2009

"Di cosa ti occupi?" "Mah... niente"

"Di cosa ti occupi?"... "Te che cosa fai?"... "Dove lavori?"

Se rispondo che lavoro in una paninoteca noto il disappunto sulle facce.
Quando dico sto cercando di aprire un sexy shop on-line vedo di tutto: stupore, luce negli occhi con l'enterprise di Star Trek, sorrisetti, sorpresa, interesse, attenzione e divento l'attrazione per qualche minuto.

Chissà, forse una donna che apre un sexy shop é una che cammina con i vibratori infilati nella topa e i dilatatori anali nel buco del culo. Che appena entra in casa ha i suoi sette nani seminudi pronti a leccragli la fica mentre prepara la cena. Che usa solo tutine in lattice quando si infila nel letto (provvisto di chiodi pinze lacci manette fruste altalene elletroshock bisturi chirurgico alcool da buttare sulle ferite aperte) e che si spalma solo lubrificanti a base d'acqua per idratare la pelle. Che di sicuro sa dov'é il punto A B C D E F G H I J K L M N O P Q R S T U V W Y Z e che ama solo rapporti multipli meglio se gang bang. E Che pensa che Cicciolina come politico abbia dato tanto a questo Paese.

"Come mai, se te lo posso chiedere?"

Se rispondo che oggi il settore dell'Erotica sta sfruttando nuove strategie di marketing e allargando il bacino di utenza/domanda, che i prodotti erotici così come i capi d'abbigliamento osé possono avere la stessa funzione ma con forme stili e qualità superiori compaiono i primi sbadigli. Se invece dico che sono una porca e ho unito l'utile al dilettevole ho i miei tre minuti di gloria.

Quelli che avrei con qualunque umano di sesso maschile.

"?"

Meglio aprire un sexy shop.

venerdì 6 febbraio 2009

La Nuova Prospettiva

Questo pomeriggio prima di tornare a casa sono passata dal super e ho comprato prosecco e bicchieri di plastica.
Me li porterò dietro stasera per festeggiare il mio compleanno libero, come l'ho voluto chiamare (io sono nata il 31 di Ottobre).

Ieri l'altro, dopo avere fatto una scelta importante; ieri dopo averne preso coscienza; oggi, dopo aver deciso che non sono arrivata da nessuna parte ma che il passo fatto é stato importante ho deciso di commemorarlo con delle bollicine, dei sorrisi, degli amici e, sopratutto, con quella parte di me sopraffatta dai Demoni per così tanto tempo.

Brinderò non perché ho ottenuto qualcosa che volevo; non perché c'é una ricorrenza da Calendario; semplicemente perché per la prima volta voglio celebrare una fiammella di stima che si é accesa in fondo ad un'anima persa e nevrotica. E alimentarla.

Il cammino sarà lungo, impervio, pericoloso. God Bless My Butt... Now and Ever

giovedì 5 febbraio 2009

La realtà delle cose e la Psicologia del profondo

Un caro ragazzo sta passando un periodo non proprio sereno e mi son sentita di dargli un consiglio questa sera trascrivendo per lui una frase che mi é sembrata chiara, concisa, vera e perfetta sia per definire la maggior parte delle relazioni amorose che tutti quei meccanismi perversi che ne stanno alla base ma che molto spesso funzionano benissimo senza rendercene conto...

"La vittima, nei rapporti sadomasochistici, riveste in realtà un ruolo di grande potere, così come il torturatore nasconde una terribile debolezza. Il masochista, infatti, tradendo il proprio potere, usa quello dell'altro illudendosi con ciò di salvare l'immagine accettabile di se stesso: il cattivo é l'altro e si può continuare a odiarlo perché é cattivo. In realtà la seduzione é reciproca."*





*Aldo Carotenuto, Amare e Tradire, Tascabili Bompiani, pag. 108

mercoledì 4 febbraio 2009

Aldo Carotenuto

Se l'uomo fosse libero, non avrebbe bisogno di tradire; eppure é altrettanto vero che se l'uomo non fosse libero, non potrebbe tradire.


Aldo Carotenuto,
Amare e tradire

Woody Allen

Il sesso é sporco solo se fatto bene.

lunedì 2 febbraio 2009

Morire e resuscitare tutte le notti


La sera prima di dormire ho preso l'abitudine di infilarmi i tappi nelle orecchie così da attutire pensieri e rumori molesti. Il silenzio innaturale interrotto soltanto dall'implosione dall'eco del mio respiro mi culla e mi rilassa.
Però poi la mattina mi sveglio senza quei tappi che trovo dispersi ovunque e i con i vicini che non perdono occasione per dirmi che quasi tutte le notti, sempre alla stessa ora, urlo come un'ossessa.

Ho pensato subito che la parte di me inconscia esce fuori quando dormo e tutto ciò che razionalmente reprimo si manifesta in sogni terribili causati da una profonda insoddisfazione e infelicità. E siccome mi deprimo ma non riesco a trovare una soluzione tutto ciò mi provoca stress che io somatizzo con una dermatite seborroica cronica di giorno e con incubi la notte.
Ho deciso di ritelefonare alla mia terapista anche se non ho 70 euro da sborsare settimanalmente ma siccome sono orgogliosa ed ho interrotto la terapia un anno fa mi stresso perché dovrei andare ma non posso. Allora ho i sensi di colpa perché non riesco a cambiare le cose, la mia vita, i miei problemi e allora la notte faccio gli incubi e di giorno mi curo la dermatite.

L'altra notte mi sono svegliata in preda al panico non riuscivo a respirare e mi sembrava di aver perso totalmente il senso della realtà poi mi son tirata via quei tappi e di nuovo ho ripreso a vivere e il cuore a riprende a battere e i polmoni a riempirsi di aria: l'ansia piano piano é svanita, il senso di angoscia attenuato, la sensazione di morire cancellata e fortunatamente ero ancora viva.

Li ho guardati i miei due tappi e allora ho capito tutto. "Vaffanculo" ho bofonchiato e mi son rimessa a dormire.

Conclusione:
I tappi mi escludono dal mondo ma io di quel mondo ne ho bisogno e anche se dormo i miei sensi mi servono per allertarmi se qualcosa non va. Non posso addormentarli.

Epilogo:
Sono soddisfatta per aver risolto i miei problemi da sola senza sborsare 70 euro.
Ciò ha salvato il mio orgoglio così ora non sono più stressata.
Siccome non sono più stressata perché ho scoperto di non essere più stressata non sono più depressa.
Tutti vissero e dormirono felici e contenti... tranne la psicologa.

Morale della storia:
I tappi favoriscono la meditazione e la scoperta di sé. Costo: 2,50 euro.