Se vuoi fare sesso, mi devi scopare bene. Cattivo.Se vuoi fare l'amore, allora fa' pure il tenero: accarezzami, guardami, perditi nei miei occhi, cullami, proteggimi, abbracciami.Non puoi fare sesso ed essere gentile, premuroso, romantico, attento perché io poi devo innamorarmi. Per forza. E tu mi diventi uno stronzo. Per forza.Le regole non si possono cambiare e vanno rispettate. Ogni gioco e ogni suo giocatore ce le ha. Ce le han sempre avute. In questo giustissime le prostitute che non si fanno baciare.Il problema é che nelle relazioni umane chi gioca é anche spettatore e arbitro insieme. E su questo, stabilire regole e limiti, é difficilissimo. Ci si dimentica dell'altro anzi, forse non ci abbiamo mai pensato all'altro e preferiamo vivere secondo le nostre regole, prendere o lasciare.Questo era quello che mi ripetevo nervosamente poco più di un anno fa, mentre rosicchiavo l'antennina del cellulare e aspettavo il solito messaggio di risposta. Quell'angioletto di Benoit (leggasi
benuà) era sparito
PUF! ma io non volevo arrendermi: non era possibile che avessi preso fischi per fiaschi.
Io e Benoit ci conoscemmo un paio di anni fa a Saint Tropez, per la precisione a La Voile Rouge. Fu facile sedurlo: era molto timido e in netto svantaggio nei miei confronti. Gli piacevo e si vedeva.
Io all'inizio fui attratta dall'amico, un avvocatuccio gnocco ma troppo convinto. Sebbene io lo prendessi un po' in giro -
non c'é bisogno che tu faccia finta di essere ciò che non sei gli ripetevo appena drizzava la cresta- stava volentieri al gioco e sia lui che Benoit erano simpatici, pronti allo scherzo e grandi, grandi bevitori di mojitos. E sopratutto, lo offrivano, i due belga ricchi sfondi.
Ne approfittai e così, appena mi invitarono ad andare con loro al VIP, accettai.
Scopai con Benoit quella notte.
Il suo modo dolce di guardarmi, le attenzioni che mi rivolgeva, il suo stare in ombra, lo resero così tenero ai miei occhi da dirmi che potevo anche provare a vedere cosa significava abbandonarsi tra le braccia di un tenero angioletto.
Fu una scopata accademica: delicata e rispettosa, senza la minima passione.
Si fece vivo due giorni dopo, dicendomi che era tornato a Bruxelles, che il viaggio in auto era andato bene e che sarebbe stato felice di rivedermi.
Lo trovai un gesto carino ma del tutto innecessario: per me era stato un semplice flirt estivo che avevo già rimosso con un diciannovenne (giuro ne dimostrava venti) tra i lettini del Nikki Beach (la vacanza di Benoit era terminata, la mia no).
Ricevetti continui messaggini di saluti finché non venne a trovarmi due mesi dopo, verso la fine di ottobre. Trascorremmo una giornata intera a spasso, parlando e godendoci la città sotto un sole ancora caldo. Partì la sera stessa per Milano dove avrebbe trascorso il resto del week end con i suoi amici che là lo aspettavano. Fu un pomeriggio molto carino: foto, sorrisi, la sua mano che intreccia la mia un paio di volte...
Robe così, che si fanno tra perfetti sconosciuti che giocano a fare gli innamorati a tempo determinato con contratto a progetto.
Mi disse che avrebbe voluto che lo andassi a trovare. Lassù, in Belgio. Gli risposi che sì, ci sarei andata.
Passarono Natale e Capodanno. Perfino la notte del 31 mi chiamò per augurarmi Buon Anno. Mezz'ora di telefonata tra le montagne svizzere, dove lui si trovava, e il mare della Toscana, dov'ero io. Si preoccupava del mio stato di salute, sempre cagionevole, e del sito, che non decollava. Insistette una seconda volta:
Quando vieni a trovarmi?.
Fu così che a fine gennaio prenotai il volo per Bruxelles. Sarei partita tre mesi dopo, in un week end primaverile di Marzo.
Fu un bel viaggio.
Appena arrivati andammo a berci un paio di birre. Chiaccherammo e poi andammo a casa. Mi fece sistemare come meglio credevo e mentre facevo la doccia accese le candele, lo stereo, preparò la stanza da letto e creò quell'atmosfera giusta per rilassarci un po'.
Eravamo sdraiati uno stretto all'altra quando mentre mi accarezzava ininterrottamente la schiena, lento, costante, dolce, e ogni tanto mi baciava la fronte, come una bambina, io mi addormentai di botto.
Mai mi era successa una cosa del genere. Mai.
Mai io sono riuscita ad addormentarmi tra le braccia di un uomo, tanto meno di uno sconosciuto e mai dopo un viaggio stancante e stressante. Mai nella vita.
E mai mi sarei lasciata sbaciucchiare a quel modo. Mi sarebbe venuto il diabete seduta stante.
Io son quella che dopo un po' deve staccarsi, interrompere le coccole e le tenerezze e marcare bene lo spazio del letto da dividere con una linea immaginaria centrale che cambia a seconda del mio umore (più in là se non ti sopporto più, più in qua se sono in un brodo di giuggiole) e guai a superarla.
QUESTO é lo spazio mio. QUELLO é lo spazio tuo tendo a sottolineare col tono di voce minaccioso e le braccia che disegnano ampi spazi circolari per definire qual é il posto tuo e qual é il posto mio. Insomma io son quella che per dormire non deve avere rompimenti di balle addosso o di fianco.
Adattissima ad una vita di coppia direi.
Tuttavia quella sera scoprii che qualcosa dentro di me stava cambiando: stavo cedendo di fronte alla tenerezza che tra persone normali si tende a scambiare. Stavo cedendo al compromesso che causa convivenza ravvicinata si deve fare. Stavo cedendo per due birre trappiste, punto.
Trascorsi un fine settimana stupendo: mi fece conoscere Bruxelles, il centro, il quartiere latino, quello universitario, l'Atomium, i localini del centro, le birrerie, le cioccolaterie, i baracchini del fritto agli angoli delle strade. Poi un giorno mi portò a Bruges e l'altro ad Anversa.
-"Vorrei mangiare la tartare!"
E via Benoit che mi porta a mangiare la tartare nel posto più buono della città. Lui era così.
L'ultima sera insieme, domenica, va in cucina e ritorna in camera con uno champagne millesimato, squisito ma che più squisito non si può. Brindammo ripetutamente e non erano più scopate accademiche le sue: ci dava dentro e piuttosto bene.
Quell'ultima notte mi fece venire due volte di fila. Roba da matti, per una che sta sempre lì a pensare come me. Che mai si rilassa.
Era tutto perfetto e non c'era cosa più bella al mondo di quel lettone grande, di quelle candele, di quella bella musica, di quello champagne e di noi due nudi a vivercela.
Hai capito l'avvocato
timido.
Mi rilassai così tanto (sbagliatissimo) da abbassare la guardia e da chiedergli poi cosa ne pensava di quel nostro week end. Se era contento, se era stato bene.
Non lo so. Lo capirò quando sei partita, disse. Risposta che celava la disfatta.
Insistei.
-"Benoit, perché mi hai invitato qui da te?"
Benuà mi chiarì la situazione immediatamente. Col suo accento francese tanto chic, senza batter ciglio, rispose:
-"Pevchè tu... come si disce... you squirt!"
-"Perché io eiaculo?! Schizzo?! Mi hai invitato qui da te perché volevi vedere (di nuovo) come schizzavo?!"
Alzando la spalluccia e guardandomi dal basso verso l'alto, come un bambino colto in castagna mi dice
Oui.
Benvenue au cirque du soleil, madames et monsieures! E' stato lo spettacolo di vostro gradimento?Mi accompagnò all'aeroporto e mi salutò di fretta.
Arrivai a casa verso le sei del pomeriggio, stanca, esausta, confusa. Mi chiamò. Mi chiese se il viaggio era andato bene, come stavo.
Trovai una chiamata persa una settimana dopo e provai a ritelefonare, ma non mi rispose. Allora gli mandai una mail con un paio di posti splendidi da visitare insieme, se ne aveva voglia.
Non l'ho più sentito da allora.
E allora ecco perché mi son trovata lì a pensare che
se si deve giocare bisogna giocare bene. Che tutta quella tenerezza se la poteva ficcare su per il culo, insieme alla tartare (buona ma cristo santo peggio delle robe fritte e unte cinesi), alle passeggiate, a
quale cravatta preferisci tra le due, alle dita che si intrecciano per strada, ai messaggini che chiedono come sto. Ma che te frega, dico io.
E' Benoit uno stronzo?
E' stata colpa mia,
che avevo letto bene le indicazioni ma poi di notte le ho girate dalla parte opposta perché ci portassero dove volevo io sperando lui non lo notasse?E' stata colpa di chi ci insegna che la tenerezza e il romanticismo sono il preludio di un Amore?
A noi non ci é dato saperlo.
Da allora il navigatore lo lascio acceso.
*Si ringrazia lo Splendido per la correzione delle bozze