venerdì 31 luglio 2009

Io penso positivo?

Sempre più spesso mi chiedo se con un lavoro diverso, un amore tutto per me, una famiglia diversa, degli amici intorno che non mi giudicano, un pò più di soldi in banca, una casa, un corpo diverso io la smetterei di lamentarmi.

Non si tratta di non accontentarsi e di volere di più ma di non sorridere quasi mai di quel poco che si ha.

Voglio imparare l'arte del positivo rimandando a quando necessario il lamento e lo spergiuro.

E qui non si tratta di porgere l'altra guancia e di sorridere come una beota ad ogni uccellino che canta al mio passaggio ma di non crearsi più problemi di quelli che si ha.







venerdì 24 luglio 2009

Una poesia per te

Dormi come un bambino, stasera.
Ti accarezzo con gli occhi per non svegliarti.

Fuori non c'é nessuno: é una grasssa notte d'estate. Di quelle che mi fanno stare sveglia e amare il mondo, a parte tutto.

Mentre ti cullo in grembo lascio scorrere i pensieri che di sera si fan più cupi come la notte, ma più emozionanti come i sogni, e più accesi. Come le stelle.
Ho paura ma il tuo respiro calmo e regolare mi conforta.


Mi piace stare così, qui con te. Ancora un pò sveglia prima di raggiungerti laggiù lontano, tra i sogni fatti di erba bagnata e aquiloni. Sveglia e nascosta qui al buio, nella penombra del mio mondo, prima che la ragione mi trovi e spezzi tutti gli incanti dei desideri puri e semplici. O prima che ti uccida, come ogni tanto accade.

Son qui che provo a scrivere la favola che ti leggerò domani.

Sono così tranquilla e serena, malgrado la paura che la luce mi trovi, che non riesco a trovare la poesìa per te.
Le parole le assaporo, le emozioni mi avvolgono, la pelle mi inebria, il sapore mi sazia, l'amore mi protegge ma tutto rimane sospeso, in attesa di un colore, di un gesto, di una canzone, di una citazione che me lo riporti unico e nostro.
Vedi, vorrrei che fosse mio, questo regalo. Non so se ci riuscirò. E' facile fare rima con cuore e amore ma io per te voglio di più, voglio che sia diverso e straordinario.
Vorrei che fosse un quadro mai dipinto, una musica mai suonata, una poesia mai scritta, un acqua mai bevuta, un fiore mai visto, un limone mai assagiato prima. Vorrei stupirti sempre, perchè tu non possa annoiarti mai, bambino mio.

Ho bisogno di creare, di dare vita, di plasmare, di esprimere i colori vivi del mio turbamento in qualcosa di autentico nel quale possa riconoscermi come limpida essenza per poi osservare cosa di bello rifletto di te e, così rinnovata, tu di me.

Ho bisogno di una metafora!


... E allora la troverò! Viaggerò lontano lontano se necessario, sfiderò incantesimi, orchi, maghi e tempeste. Non mi importa. La scoverò e la porterò fin da te. Poi la lasceremo libera, libera di trasformarsi in ciò che é e sarà.
Solo allora capirò chi siamo.
..

Mamma mia ...CHE DU' PALLE!

Il cielo, le stelle, la notte, gli aquiloni, la metafora, la poesia... Trombiamo o no? Io ho bisogno di minchia e botte, altro che
languidecarezze
chealsoffioleggerodellabrezza
midonasti senza
chiederesenzaricevere i
nunanottecristallina
dovelenostreanimesiincontrarono
riconoscendosi come l'unoperl'altra
blaeblaebla c'ho il diabete c'ho

Alzati e vattene a dormire a casa tua che mi hai frantumato le ovaie, mica sono tua madre. Sempre appiccicato qua... alle costole... in grembo. Lévati di culo dai.

Aspetta, aspetta: ti é piaciuta la poesia?
Era per te.








lunedì 20 luglio 2009

L'amore é il collante di un rapporto



Una volta una ragazza con cui ho convissuto (Alice per usare un nome di fantasia e proteggere la sua privacy. In realtà si chiama Antonia) si é messa le lenti a contatto dopo che la notte precedente nel buio della sua stanza singola e dopo un pompino al fidanzato (Marco per usare un nome di fantasia e proteggere la sua privacy. In realtà si chiama Fabio) ha sputato la sbobba nel bicchierino di vetro (quello da shot) dove aveva messo a sciacquare una delle due lenti a contatto, visto che il contenitore apposito lo aveva perso (secondo me non l'aveva perso ma c'aveva pisciato dentro, sempre per sbaglio e con le lenti a contatto, ovvio).


venerdì 17 luglio 2009

Per le cisti usate il cicatrene




Stavo ascoltando gli Stereo Total quando mi sono accorta che qualcuno stava appoggiando il pacco sulla mia mano sinistra aggrappata ad un corrimano, quello basso, dell'autobus.
Il tizio indossava i pantaloni di una tuta sportiva, di cotone leggero. E questo è un dettaglio interessante: di cotone leggero.
La prima volta si é solo appoggiato piano ed ho pensato che l'intenzione di sfiorarmi non c'era: l'autobus che sbanda, le buche dell'asfalto, le frenate brusche. Di sicuro un caso, ecco.
Allora ho spostato le dita della mano.
Poi però mi ha ritrovato e l'appoggio si é fatto un pò più prolungato e insistente.

A quel punto mi son voltata e l'ho guardato.
-"Che cos'hai lì, una ciste?"
-"Eh?!?"
-"Se vuoi te la strizzo"
-"..."
-"Allora evapora"

Ed é svanito. Sarà stato il caldo.








domenica 12 luglio 2009

God Bless America/3

La Barbie*


-"Is the lettuce a vegetable?"

(Funny... funny... oh, you're so funny babe!)





*Per Barbie si intende la famosa ragazza bella e stronza del liceo americano, quella dei films insomma, che viene eletta reginetta ed é fidanzata col Bill campione di futbol americano della scuola. Trattasi di una ragazza di circa 20 anni, di media statura, biondissima, occhi blu grandi, nasino all'insù perfetto, voce da oca, cotonata, abitino leggero e infradito già ai primi soli di febbraio, labbra laccate ma unghie sbavate sia delle mani che dei piedi (l'acetone negli USA non esiste), occhiale da sole enorme a evitare i flash dei fotografi (che non ci sono), esigente a tal punto da chiedere che il panino con doppio formaggio (ma non lo paga) doppia salsa (e non la paga) con extra pomodori secchi e pure il budello di su mà le sia divisoametàincartatoseparatamenteinduebustediverseconacetobalsamicoapartegrazie, che pur picchiando col musetto sul cartello Non si accettano carte di credito sventola la sua american express platino mentre parla al blackberry con l'amica " Lindsay" di merda, che di giorno fa la signorina per bene ma che la notte si trasforma nella zoccola di sua madre e dopo aver rizzato ill cazzo di qualche tunisino o marocchino spacciatore ci ripensa e lo denuncia per violenza sessuale.

mercoledì 8 luglio 2009

Pensieri

Il mio corpo freme e vibra.

Rimpiange ancora le tue mani: talentuosi narratori di antichi torpori,
astuti cantastorie che schiudono voglie e desideri.

Mi chiede, impaziente, di vestirsi di lussuria e di peccato.

Ancora.

Reclama quella volta che mi prendesti tra le mani e mi sussurrasti la mia bambina, sei la mia bambina.
Pretende che sia agghindato, come tu vuoi e poi spogliato piano, come tu fai. Che sia goduto, bagnato, fornicato, sgraziato, ucciso e poi portato di nuovo in superficie, alla luce.

Chiede, poi, il tuo perdono: in altro modo che non sia questo corpo sa amarti. Perchè di te io ancora non mi fido. Perché tu ancora non ti sveli.

Le vere sfide sono quelle che trionfano sulle difese dell'Anima.

venerdì 3 luglio 2009

I problemi della vita




Ho una lingua particolarmente corta per questo stavo pensando che potrei operarmi per tagliare il frenulo e allungarla di qualche centimetro.

Così non solo potrei limonare ore e ore senza avere dolore alla sera prima di coricarmi ma fare sopratutto un bel pompino leccando anche le palle.

Che dire, si potrebbe definire l'equivalente femminile dell'allungamento del pene.

giovedì 2 luglio 2009

God BLess America/2

La miope



-"Hi! I want a number 12, please"

Come no. Sure. Of course.
E quale sarebbe però? Nel menù si arriva fino al numero 11.

mercoledì 1 luglio 2009

God Bless America

L'ordine dello Sveglio*.

Tempo previsto: 2 minuti
Livello di difficoltà (da 1 a 10): 1

Tempo impiegato: 6/7 minuti
Livello di difficoltà: 6+

-Next?"
-"I want a sandwich, a meatball sub"
Notare bene: nessuno dice buongiorno o ciao, tantomeno vorrei o potrei avere.
-"What kind of bread?"
-"I want a sandwich"
Strano, mi sembrava glielo avessero detto in inglese, non in arabo.
-"Yes but... on what kind of bread? You have three choices right in front of you, in the basket"
-"This one" Ora, il cestino del pane posato sul bancone di vetro é posizionato in modo tale che i clienti possano vedere frontalmente i tre tipi di pane che abbiamo ovvero la baguettina francese, la focaccia bianca e quella integrale. Purtroppo però noi non li vediamo, perché il cestino è verso di loro, i clienti. Si spera sempre che dopo aver scelto il pane ci dicano a parole quale, non che ce lo indichino muti e a gesti vaghi.
-"Sorry which one, again? We don't see it"
-"Whole wheat"
-"Quello integrale bene. Would yuo like it spicy?"
-"Ohu, without beltpeppers yes"
-"Goi it: no beltpeppers but would you like it SPICY or NOT"
-"Spicy yes"
-"To go or for here?"
-"What?"
L'educazione vorrebbe che si dicesse pardon?
-"TO TAKE AWAY or TO STAY?"
Parla con gli amici. Si mettono d'accordo, con calma. Manco fosse il G8. Noi che si sbarella per l'impazienza, la fila non smette da tre ore e c'è gente che aspetta fin sul marciapiede. Poi si decide e sbaglia pure:
-"For here... Ohu no! To go!"

Tocca a me, é il mio turno, alla cassa.
-"Next to paayy?"
Silenzio. C'é lui di fronte a me e lo guardo.
-"Next to paayy, please? Who's the next? You?" Passano dei secondi poi risponde.
-"Me"
E poi tace.
-"Ok, so, what did you order?"
-"A sandwich" con una lattina di coca cola in mano.
-"Only a sandwich, sir? No drinks?" Alcuni se la portano da fuori perciò glielo devo chieder prima, per correttezza.
-"Ohu, i have a coke also"
-"All right, four fifty then"
-"And fries"
-"Have you order your fries?"
-"ohu no, i haven't" Bravo, così si fa.
-"Vuole le patatine mi sa" urlo al capo dietro il banco.
-"Mica me le ha chieste. Aspetta che gliele faccio portare" E sottovoce, da buon veneto, sibila Diocan.

E lui, come il resto dei ragazzi in vacanza studio, viene a mangiare da noi tutti i santi giorni.





*Per Sveglio si intende un ragazzo intorno ai 20 anni, statura alta, spalle larghe, testa grossa, mascella quadrata, pelle bianca, status sociale medio-alto, quoziente intellettivo basso, dress code: t-shirt extralarge infradito pantaloncino corto cappello baseball messo al contrario, lingua parlata slang stretto, bocca spalancata come uno scemo che se non le chiude gli ci entrano le mosche diocan.