Dormi come un bambino, stasera.
Ti accarezzo con gli occhi per non svegliarti.
Fuori non c'é nessuno: é una grasssa notte d'estate. Di quelle che mi fanno stare sveglia e amare il mondo, a parte tutto.
Mentre ti cullo in grembo lascio scorrere i pensieri che di sera si fan più cupi come la notte, ma più emozionanti come i sogni, e più accesi. Come le stelle.
Ho paura ma il tuo respiro calmo e regolare mi conforta.
Mi piace stare così, qui con te. Ancora un pò sveglia prima di raggiungerti laggiù lontano, tra i sogni fatti di erba bagnata e aquiloni. Sveglia e nascosta qui al buio, nella penombra del mio mondo, prima che la ragione mi trovi e spezzi tutti gli incanti dei desideri puri e semplici. O prima che ti uccida, come ogni tanto accade.
Son qui che provo a scrivere la favola che ti leggerò domani.
Sono così tranquilla e serena, malgrado la paura che la luce mi trovi, che non riesco a trovare la poesìa per te. Le parole le assaporo, le emozioni mi avvolgono, la pelle mi inebria, il sapore mi sazia, l'amore mi protegge ma tutto rimane sospeso, in attesa di un colore, di un gesto, di una canzone, di una citazione che me lo riporti unico e nostro.
Vedi, vorrrei che fosse mio, questo regalo. Non so se ci riuscirò. E' facile fare rima con cuore e amore ma io per te voglio di più, voglio che sia diverso e straordinario.
Vorrei che fosse un quadro mai dipinto, una musica mai suonata, una poesia mai scritta, un acqua mai bevuta, un fiore mai visto, un limone mai assagiato prima. Vorrei stupirti sempre, perchè tu non possa annoiarti mai, bambino mio.
Ho bisogno di creare, di dare vita, di plasmare, di esprimere i colori vivi del mio turbamento in qualcosa di autentico nel quale possa riconoscermi come limpida essenza per poi osservare cosa di bello rifletto di te e, così rinnovata, tu di me.
Ho bisogno di una metafora!
... E allora la troverò! Viaggerò lontano lontano se necessario, sfiderò incantesimi, orchi, maghi e tempeste. Non mi importa. La scoverò e la porterò fin da te. Poi la lasceremo libera, libera di trasformarsi in ciò che é e sarà.
Solo allora capirò chi siamo...
Mamma mia ...CHE DU' PALLE!
Il cielo, le stelle, la notte, gli aquiloni, la metafora, la poesia... Trombiamo o no? Io ho bisogno di minchia e botte, altro che
languidecarezze
chealsoffioleggerodellabrezza
midonasti senza
chiederesenzaricevere i
nunanottecristallina
dovelenostreanimesiincontrarono
riconoscendosi come l'unoperl'altra
blaeblaebla c'ho il diabete c'ho
Alzati e vattene a dormire a casa tua che mi hai frantumato le ovaie, mica sono tua madre. Sempre appiccicato qua... alle costole... in grembo. Lévati di culo dai.
Aspetta, aspetta: ti é piaciuta la poesia? Era per te.