martedì 27 ottobre 2009

Ragazze di oggi



Spesso ripenso alla calabrese con cui ho condiviso un cesso di appartamento tanti anni fa.

Aveva, allora, quasi trent'anni e mi confessò un giorno di non essere mai andata dal ginecologo. Lo diceva con una ostentata sicurezza di sé come se per andarci ci fosse bisogno di morire di cancro alle ovaie o di rimanere incinta, senza pensare che potrebbe essere importante controllare che nessuno ci abbia lasciato un calzino, un condom, uno sputo.
Lei ne era orgogliosa perché convinta così di essere sana come un pesce (ndr morto).
Io non l'avrei toccata nemmeno coll'uccello di un altro.

Una sera tornò preoccupatissima.
Le scappò detto davanti ai suoi amici leghisti che lei non si lavava necessariamente il culo dopo aver cagato.
La derisero e lei si sentì in imbarazzo, così in imbarazzo da parlarmene per convincersi di non aver fatto una pessima figura di merda.
"Bé, dipende come la fai e dove sei; io me lo lavo sempre il culo; se non mi trovo in una casa e non c'é modo di lavarmi o di usare almeno la carta igienica allora uso delle salviette igieniche monouso... se la fai squacquerona mo' so' cazzi tua."
"E che io mica sempre me lo lavo... non sempre ne ho bisogno."
"Perché, la fai dura? Una lavatina te la potresti anche dare... o, quantomeno, tientelo per te e la prossima volta annuisci come tutti gli altri!"

Per questo motivo quando mi ritrovo faccia a faccia col culone di un maschio bianco caucasico ho il terrore di trovare Tarzan che vola da chiappa a chiappa con le sue amate liane. Per non essere razzisti diciamo pure che di fronte a qualunque culo da esplorare io ho una tremenda fifa che le dita mi si incastrino in ragnatele di merda essicate.
Leccare il buco del culo, hobby piacevolissimo, si rileva tormentoso e di dubbia certezza e il 69 con degli sconosciuti mi provoca secchezza vaginale e una fastidiosissima rigidità pelvica.

Nel 69 etero non trovo per niente erotico l'uomo sopra e la donna sotto. Non trovo per niente piacevole il face-sitting, soffocare cioé tra le palle e il culo peloso. Io il 69 lo concepisco di fianco o con me sopra. Io sono un'integralista del sessantanove.

Un limite? La Linda che dichiara apertamente un limite sessuale? Sì. Non me ne vergogno e ne vado fiera.
Il 69 non é fattibile con lui sopra: vedere un uomo da dietro, nudo, col culone aperto, con i peli tra le natiche così buie e inesplorate come le caverne dei film di Indiana Jones, magari con i piedi screpolati e callosi che ti graffiano le orecchie (esagero), con le palle rugose penzoloni e il pisello che ti sfonda la mascella soffocandoti... No. Io non ci sto.
E poi aggiungo che la famosissima e oramai noiosa frase tanto a letto siamo tutti uguali non conta una benemerita cippa; Basta! Io che sono alta uno e ottantasei come posso fare un 69 con un nano cipriota di uno e sessanta?

Anche per un uomo etero ci possono essere situazioni deludenti e imbarazzanti, soprattutto se ha conosciuto la mia ex co-inquilina.

Tempo fa un ragazzo presentatomi da amici comuni mi raccontò di una scopata andata male.
Si trovava in auto con una tipa. Lei ci stava e a lui tirava parecchio. Baci appassionati, mani che scivolano sotto gli indumenti, sotto alle mutandine... Aspetta che mi tolgo la maglia... Dài togliti la camicia... Aspetta che mi slaccio le scarpe... Poi i calzini...
Fu questione di attimi. La puzza di piedi marci riempì l'abitacolo e lui ebbe pochi secondi per darsi fuoco con l'accendino, aprire la portiera e correre a casa.

Non si può pretendere di essere aperti sessualmente. Specie se non ci si é lavato il culo dopo aver cagato o se si ha la tigna ai piedi.


domenica 25 ottobre 2009

Cinema




Se un'attarente forma vedrai
dalle caccia e abbracciala se puoi
sia essa una ragazza o un ragazzo
senza vergogna
ma da sfrontato
da bravo
la vita é breve
cogli dunque qualsiasi contatto la tua carne al momento muova
non c'é vita sessuale nella tomba

mercoledì 21 ottobre 2009

Giorni di autunno


Ella by Lelo, 37 euro


Eccomi qui, dopo una giornata di lavoro pesante, pesantissima (oggi a pranzo mi sono sparata una mezza baguette con stracchino, salsiccia, porcini e salsa di noci ma non c'é niente da fare, con la salsiccia ci vogliono i peperoni le cipolle e la salsa piccante), davanti al pc mentre fuori piove e fa già buio.
Cosa posso scrivervi di divertente, leggero, esilarante, utile e sopratutto secsi? Cosa potrei raccontarvi oggi in questa giornata tediosa grigio fumo di Londra, così piovigginosa, finalmente autunnale? Potrei descrivervi cosa mi piacerebbe fare e chi mi piacerebbe essere (vorrei tanto vestirmi in stile brit pop inizi anni 80, avere i capelli cortissimi neri, fumare una sigretta senza filtro e bere black coffee in un café underground con in sottofondo i Joy Division o i The Clash).
Altrimenti potrei parlarvi del tizio che ha strusciato poco fa il pacco sul mio culo alto, oppure del tizio di ieri che con la mano morta, ad ogni frenata dell'autobus, ne approfittava per tastare il ragazzo di fianco a lui.

No, non voglio annoiarvi con racconti post moderni e vi darò una notizia del tutto privata ed inutile: é da domenica che mi masturbo regolare.
Ci son momenti in cui per settimane addirittura mesi non ho nessun tipo di contatto col mio corpo, nemmeno prima del ciclo, quando le pulsioni sono più forti ed é necessario appagarle. Poi però, in un giorno di solitaria pigrizia e sorniona sensualità, scorro i video porno della categoria a me preferita, ne scelgo uno, mi ci innamoro e lo faccio mio amante per tutto il dì, arrivando a masturbarmi anche sei, sette volte di fila finché non dico basta e mi disinnamoro.
Se non ho un rapporto stabile o se non pratico del sesso in modo costante io oscillo tra l'anoressia e la bulimia sessuali. Quando niente, quando tutto.
Ultimamente non posso fare a meno dei video che fungono da coadiuvanti all'atto, utili a non deconcentrarmi. Spesso infatti faccio associazioni mentali catastrofiche, come se la mia parte razionale e timorosa di Dio, del Giudizio, dell'Educazione ricevuta, della Superstizione, tentasse di frenarmi a tutti i costi. Mi vengono in mente mia nonna, mio nonno, magari nudi, oppure le mie amiche, mia mamma, addirittura una volta un cane. Anche masturbarsi a volte é un vero e proprio strazio e allora son costretta a darci giù pesante improvvisando immediatamente una gang bang con i miei uomini preferiti, da Benicio del Toro a Filippo Timi, da Louis Garrel a Vincent Cassel.

Questi momenti di intensa attività mi donano serenità, saggezza zen e un viso luminoso, splendente, rilassato, dall'incarnato roseo.
-"Linda ti trovo bene stasera... Sì, davvero"
-"E' così, Lindy. Stai proprio bene, in forma"
-"Mi son masturbata tutto il giorno ragazze"
-"Ah, ecco. Dicevo io."
In questi momenti consiglio vivamente di praticare una profonda pulizia del viso: non so perché ma siamo più ricettive e i risultati sono dei migliori.

Io, che preferisco il Valore Aggiunto all'ansia dello spendere poco fai-da-te che poi diventa spesso fai-da-te-una-cagata (mai mi farò una ceretta da sola, per esempio) in questo periodo di crisi in cui é bene reinventarsi e vivere una vita più morigerata ho scoperto quanto fa bene la pulizia del viso e quanto é facile e poco costosa farsela da sole.
Io uso lo scrub viso, maschera idratante e crema idratante della Rilastil. In tante farmacie convenzionate c'é pure lo sconto fisso del 10 o del 20%. Costa assai comprare tutto assieme ma poi una si può fare la pulizia del viso una volta alla settimana o quando le pare per circa due/tre mesi o anche di più.Tanta roba insomma.
Altrimenti potete comprare lo scrub che vi pare, usare la crema che vi torna meglio per questioni economiche o per tipo di pelle e poi acquistare le bustine monouso di maschera per la pelle che si trovano anche nelle profumerie o nei centri commerciali. Costeranno intorno ai 2-3 euro.

Faccio bollire dell'acqua, a volte con delle erbette profumate, poi mi ci metto sopra coprendomi con un asciugamano per non disperdere il vapore e in modo da dilatare i pori della pelle che, dopo 10-15 minuti, strizzo con della carta igienica arrotolata tra le dita per non infettarli.
...Gioia infinita strizzarmi i punti neri. Bello, godurioso quando esce il vermetto grasso, giallo, che puzza anche un pò di merdina (mai annusato? Mai mai mai? Fatelo).
Dopo stendo lo scrub possibilmente con una spugnetta calda e massaggio tutto il viso ed il collo cercando di pulire bene. Sciacquo e stendo la maschera che va tenuta su 15 minuti. Sciacquo di nuovo e applico la cremina idratante.
Di solito dopo questo rito mi faccio una tisana calda o un bicchier di vino, dipende che ore sono.
Non ho mai intervallato la pulizia del viso alla masturbazione; io prima mi masturbo poi mi faccio la pulizia del viso. Questo è l'ordine da tenere a mente per un'efficacia maggiore.

Ricapitolando, per una pelle più luminosa, giovane e tirata:

  • Vibratore della Lelo (vedi foto sopra) ma potete svoltare anche con uno da 16 euro,
  • pentolino di acqua,
  • asciugamano,
  • specchio da tavolo che ingrandisce (Trensum, Ikea)
  • scrub viso,
  • maschera idratante
  • crema idratante,
  • pomeriggio sornione, piovoso, in pre-ciclo.

(Pensate, per questa ricerca non sono stati fatti esperimenti su animali nè spesi soldi dei contribuenti in ricerche scientifiche inutili svolte dai migliori team di scienziati delle università inglesi o dei college statunitensi, bensì da fondi privati della Lindalov)

mercoledì 14 ottobre 2009

Reinventarsi

Kama sutra lovers paint box

Single Chocolate Body Paint

Non so quante volte ho pensato di lasciar tutto e aprire un chiringuito in Spagna.. in Messico.. in Costa Rica.. in Brasile.. Uh, quanti ne avrei aperti in Brasile.. un'idea originalissima per niente inflazionata: ho staccato il numero circa dieci anni fa e sono ancora in lista di attesa nella speranza che i restanti 300 milioni di occidentali stressati cambino idea.
Nell'attesa potrei inventarmi qualcosa cercando di quantificare le risorse a mia disposizione, trovarne di nuove e pianificare una strategia di medio lungo, analizzare le tendenze del mercato e investire in promozione.

Oppure potrei fare come Violet, indossare mutandine e venderle.
Ultimamente ho un odore intenso, acuto, tendente al portuale forse per il ciclo che si avvicina. L'odore di fica sarebbe assicurato, non so i guadagni. Se qualcuno di voi vuole annusare le mie mutande firmate fatevi avanti.
Chissà se per i feticisti le mutandine usate possono essere macchiate o no, io questo non l'ho mai capito. Oltre all'odore forte ho anche delle perdite abbondanti dovuto alla sovraproduzione di muco vaginale (sì, ho la vagina affaticata che fa gli straordinari). Se qualcuno di voi sa se si possono vendere mutandine usate con la strisciata fatemi sapere, eventualmente potremmo parlare seriamente di un business, anche in franchising.
Oppure potrei definitivamente estrarre l'essenza di passerona, come Jean-Baptiste Grenouille estrasse essenza di donna, e inzupparci le mutande firmate rendendole usate e perennemente profumate anzi no, venderei direttamente l'essenza di passerona così i feticisti potrebbero scegliersi personalmente le mutande per poi successivamente spruzzarle di profumo e indossarle o annusarle o che altro.
Tutti impazzirebbero per il profumo di femmina e io ne custodirei la ricetta, la produzione, l'uso, la distribuzione. Diventerei l'unica produttrice di essenza vaginale su scala planetaria. Inventerei anche il gusto gelato e sostituirei la vanillina e la vaniglia con l'aroma di vagina.
Col tempo diventerei un'integralista dell'essenza di passera adulta e provocherei un insurrezione cospargendo il profumo dell'ammmòre addosso a impotenti, gay (per un senso di rivalsa), pedofili, misogini, islamici, intellettuali di sinistra, stronzi di destra, sulla Santanché, perfino sul Papa e risolverei definitivamente i miei problemi economici. Che poi io non voglio mica diventare ricchissima: vorrei poter arrivare alla fine del mese senza piangere pur continuando a lavorare.

E a proposito di reinventarsi, in questo periodo di deliri onnipotenti in cui come avrete già notato mi sento piuttosto creativa, vorrei unire ai prodotti del catalogo di Linda un gioco delizioso, divertente, del tutto inutile; un oggetto ideale per salvare una giornata tediosa o una serata smorta, ingrigita; un aggeggio ottimo da regalare perché uno non se lo comprerebbe mai ma lo vorrebbe: il kit per scrivere e dipingere sulla pelle del vostro amante o della vostra amante.
Sì, quelle cose da fare quando hai un corpo ancora giovane con le tette floride e la pelle tirata, quando ti ritrovi in casa e fuori fa freddo e piove e il cliché dice piumone caldo/caminetto acceso/ guance rosee/ vino rosso/ languore felino, quando non hai figli perciò ti puoi permettere di stare nuda a farti scrivere succhiamelo sulla schiena perché non tutti conoscono le belle poesie di amore di Neruda (ma tutti conosciamo quelle dei Baci Perugina

Solo le tue labbra,
amor mio,

conoscono la mappa del mio corpo
)

...quando insomma puoi permetterti di pagare 1500 euro di riscaldamento perché per star desnuda come la Maya ci vogliono almeno 28 gradi... Ecco, quando hai l'atmosfera giusta e il momento giusto il Body Paint al cioccolato della linea Kamasutra é l'ideale. Io acquisterei anche una bottiglia di Barolo Chinato che con il cioccolato é la morte sua, il connubio perfetto.

Ricordatevi di fare bene la ceretta che se lui si mette a disegnarvi piccoli cazzetti su tutto il corpo si soffermerà bene su certi dettagli come peli lunghi e peli incarniti.




lunedì 5 ottobre 2009

Vivere nelle sabbie mobili

Punta Ala, 4 Ottobre 2009
foto by Lindalov

...Quella sera si mise a sfogliare un libro di test per l'ammissione all'Università di tanti anni prima e trovò sottolineata più volte questa frase: le persone che non riescono a trovare la soluzione non sono più stupide di quelle che ce l'hanno fatta, ma hanno espresso soltanto una fissità funzionale maggiore.

Se ne era totalmente dimenticata. Rileggerla nuovamente la sollevò non poco.

Lei aveva decisamente una fissità funzionale e dimenticarselo aveva significato vagare per anni in un labirinto senza aria e senza via di uscita.
Doveva assolutamente allenare quella mente ripiegata su se stessa ad uscire dagli schemi a circuito chiuso che aveva. Decise quindi che un ottimo punto di partenza sarebbe stato quello di darsi sempre un'alternativa, sia di pensiero che di azione.
Bastava che si ricordasse "di ricordarsela", quell'alternativa, così avrebbe sbloccato quella fissità mentale che la rendeva ansiosa e che la faceva stare male più di ogni altra cosa al mondo.

Spesso piangeva senza motivo apparente e conviveva con questo stato dandogli nomi diversi: depressione, tristezza, infelicità, sfortuna, sfiducia, insoddisfazione, mondo crudele, sindrome premestruale. Solo di recente comprese che soffriva di ansia.
Infelice qual'era pativa l'ansia eppure quando era contenta ne soffriva. Per chi le stava vicino rappresentava un gigantesco paradosso, lei questo lo sapeva benissimo, e non tutti avevano la pazienza di sopportare tali isterismi.
Nelle sue condizioni ansiose, così come nei suoi attacchi di angoscia oppure nei suoi repentini sbalzi di umore perchè permalosissima, agiva d'impulso, istintivamente e sebbene consapevole delle conseguenze vi trovava sempre qualcosa di familiare, di sadomasochistico, nel ripetersi.
Abbandonare la via che conosceva meglio, seppur sbagliata, era per lei pressoché impossibile.

Apparentemente non c'era una causa specifica e tutto la rendeva ansiosa, tutto le creava problemi enormi, tutto le provocava scompensi smisurati: il dover programmare un viaggio, prendere la metro, arrivare tardi in stazione, preparare una cena, scegliere un capo d'abbigliamento da acquistare, un esame, guidare l'auto, un sms ricevuto un pò più tardi del solito oppure ricevuto troppo prima o non ricevuto affatto, un uomo felice o infelice o innamorato oppure non innamorato affatto.
Le dava ansia una cosa, così come il suo esatto opposto. Le procurava ansia una cazzata da niente come un problema gravissimo, nella stessa misura.

Solitamente ne soffriva quando si trattava di agire sotto condizioni e tempi diversi rispetto a quelli abituali, quando non aveva familiarità con quello che doveva intraprendere, decidere, dire.
Sapeva benissimo che non le manacavano le capacità per fare o per dire. Semplicemente se non rientravano nella routine del suo quotidiano la sua vita si stravolgeva senza tregua.
Per stare calma avrebbe dovuto vivere una vita imperturbabile, scandita da abitudini ben definite e senza cambiamenti repentini; era necessario che vivesse relazioni sociali e di amore che le garantissero piena fiducia, affetto e comprensione. Bisognava che vivesse in un ambiente che la proteggesse e che filtrasse ogni informazione proveniente dall'esterno in modo da darle il tempo necessario ad interiorizzarla così da non incrinare quell'equilibrio precario su cui poggiava il suo sistema nervoso.
Tuttavia appena la sua vita era scandita dalla tranquillità e dalla pacatezza lei sclerava perché sapeva benissimo che non avrebbe resistito per molto.

Non sapeva quello che voleva. Non lo vedeva, in realtà.

Riprese in mano il vecchio libro di test e trovò sottolineate un altro paio di frasi:
"L'energia anziché essere rivolta alla soluzione del compito viene rivolta su se stesso. Il candidato ansioso quindi trascura i dati, li interpreta male, non capisce il senso delle frasi che contengono delle subordinate, si confonde, ed innesca un circolo vizioso che si autoalimenta all'infinito. [...] L'ansia rallenta la prestazione, il che alimenta ulteriormente l'ansia perché ci si preoccupa di non riuscire per mancanza di tempo, e via dicendo fino a provocare un vortice emotivo paralizzante."
Sì. L'ansia era paralizzante.
C'é chi deve fare mille cose per non fermarsi a pensare. Lei era abituata a pensare sempre e comunque a se stessa: alle cose che non andavano bene nella sua vita, a quanto fosse insoddisfatta, a quanto fosse sfortunata, all'impossibilità di trovare una soluzione, alla paura di fallire e di mettersi in ridicolo. Era paralizzata dai mille pensieri che aveva.
A volte riusciva a svincolarsi da questi "tornado della mente" e per un pò scompariva, stava per fatti suoi. Di solito se ne andava al mare. Le sue fughe solitarie le erano di grande sollievo: poteva implodere senza danneggiare nessuno.

Quella sera si disse che stare il più possibile senza pensare l'avrebbe aiutata. Agire era la soluzione. Era indispensabile quindi darsi da fare a riempire le giornate con attività che potevano darle piccole soddisfazioni e renderla utile a se stessa.
Avrebbe dovuto lavorare sodo, parlare molto con chi le stava vicino perché la capisse, cercare di ragionare prima di dare spazio all'istinto e all'impulso.
Sarebbe stato difficilissimo: cadere vittima di se stessa e piangersi addosso era confortante così come scaricare la colpa sugli altri dimostrando con successo che il mondo ha congiurato contro di te e che proprio per questo motivo non si può fare mai niente per cambiare. Aspettava che la fortuna le cadesse dal cielo ma siccome era sfortunata, come spesso sosteneva, non poteva fare niente per provare a fare di meglio.
Era la più pigra delle pigre e se ne vantava: non avrebbe sbagliato un colpo e sarebbe riuscita a sgamare il giudizio a cui dava più peso, il suo.

Scese dal letto e ripose il libro di logica sul baule in fondo alla stanza. Prese il cellulare e accese il display. Sapeva che non le erano arrivati dei messaggi ma oramai era diventata un'abitudine controllare il telefono ogni due per tre. Le piaceva pensare che forse lui le aveva scritto mentre a lei era sfuggita la vibrazione che segnalava l'arrivo dell'esse-emme-esse. Ad essere sinceri la sua stava diventando un'ossessione: lo sentiva di meno e i suoi messaggi si erano diradati. Aveva il dubbio di aver commesso una gran cazzata e se ne pentì amaramente.
Giusto una settimana prima lei lo freddò con le sue solite ansie e preoccupazioni: Forse bisogna andare un pò più piano, non so. Così non ce la faccio gli disse, e lui, per farla felice, la assecondò.
"Non capisco perché debba fare sempre quello che gli dico" mormorò a voce bassa.
Perché si sentiva angosciata? Cosa c'era che la tormentava?
Non ce la faceva perché la sua vita si stava stravolgendo e una relazione di coppia supponeva tradire quella che aveva da anni con la sua ansia. Significava cioé dover dedicare del tempo non più alle sue preoccupazioni, ai suoi tormenti, alle sue angosce; piuttosto voleva dire dedicare quel tempo lì ad imparare a gestirle ed a trovare il giusto compromesso con se stessa. Significava non essere più egoisti e rivolgersi finalmente al mondo esterno, fatto di uomini, donne, relazioni, lavoro, fatto di vita.
Avrebbe voluto tanto sentirlo vicino, come prima, ma aveva timore di confessarglielo. Era stata proprio una stupida. L'ansia di fare qualcosa, qualcosa che non sapeva bene ancora cosa fosse, la angosciava ma così, in quello stato che la bloccava e le afferrava la gola fino a non farla respirare non ci voleva stare più. Si tormentò ancora un poco il labbro inferiore e poi fece quello che doveva fare: lo chiamò.
-"Ciao amore!" le rispose lui col tono allegro di sempre.
Appena sentì la sua voce tutti quei brutti pensieri volarono via e non si ricordò nemmeno perché lo avesse chiamato.
Come sempre si sentiva felice, al sicuro, a casa.