lunedì 8 febbraio 2010

Porcamerda, se avessi avuto la macchina fotografica.


Se clicchi sulla foto c'è un video

Ci son delle volte che vorrei avere la macchina fotografica e gran parte di queste volte per l'appunto lamento non averla mai comprata perché porcamerda ci voleva proprio.
Ricordo con rammarico una di queste volte.
Era un pomeriggio d'autunno, un sabato per l'esattezza, e mi trovavo in montagna. L'amante di quel tempo aveva organizzato un fine settimana nella sua casa d'inverno. Si era procurato tutto il necessario per rinchiuderci due giorni e due notti in quella villetta solitaria: legna per il camino, bistecca alla fiorentina per la cena del venerdì sera, pesce per il pranzo del sabato, vino in gran quantità e poi pane, verdure, frutta, formaggi, latte, caffé, marmellate, burro. Grandi banchetti orgiastici insomma.
Io, in quanto sua amante e donna, avevo il dovere di portare il muffato Antinori, la scacchiera, due sigari cubani, le gambe depilate, tacchi, collant e il bel culetto alto. Nient'altro.
Sapeva che avevo strane voglie e che amavo scopare a orari insoliti, per lo più iper-mattinieri o pomeridiani, e che una fantasia non ancora realizzata era di farlo in un bosco di montagna. Infatti ho una perversa predilezione per le pinete, i boschi, i prati, le siepi, le staccionate, le cortecce, le dune di sabbia e le terme naturali. Anche i rovi, a volte. Le ortiche nella fase sadomaso acuta. Tu mi porti in gita e io ad un certo punto ho voglia di appartarmi e scopare. Se andiamo al mare, nella rada deserta in mezzo al nulla, io scaltra come una faina e arrapata come un mandingo ti trascino sulle dune a farmi inchiappettare.
Il sesso nature nei mesi autunnali invece lo prediligo per una sorta di trascendenza mistica che supera i confini del corpo e raggiunge l'estasi del rito pagano. Mi sento una sacerdotessa druidica (non me ne vogliano i druidi tanto loro sarebbero considerati eretici e io una scomunicata posseduta dal demonio), una sorta di ninfa dei boschi scatenata. Mi eccita tantissimo pensarmi nuda come un verme, tremante per il freddo e per l'attesa, distesa a contatto della terra, dell'erba, del legno, delle bave di lumaca, dell'humus, delle foglie morte; mi elettrizza la lana ruvida del maglione, che graffia e buca la carne tenera; mi esalta sporcare e graffiare la pelle, così bianca e immacolata, e confondermi con il bosco attorno, silenzioso ma vivo e lussureggiante; mi accende di desiderio il corpo di lui ancora vestito, pesante e incombente, sul mio, così vulnerabile e fragile; mi fa rabbrividire di godimento il corpo discinto, liberato, a contatto con l'aria e il vento e dischiuso al fiato caldo di una bocca umida e avida; mi fa gemere il pensiero di divaricare le gambe e mostrare il mio sesso gonfio in attesa di esplodere, magari sul suo barbour disteso a terra a mo' di copertina; mi fa sorridere l'idea della mia faccia schiacciata su di un tronco mentre mi penetra a fondo, lento, e io che ansimo, piano, sperando nel mio sogno vizioso che qualcuno ci possa sentire e unire alla festa.
Lui lo sapeva e guarda caso quel sabato pomeriggio mi portò a fare una passeggiata in montagna. Guarda caso.
Parcheggiò in uno spiazzo. C'erano altre auto e pure una famiglia che si preparava per digerire il pranzo e raccogliere qualche fungo per la frittura della domenica. Sperai che li volesse seminare e così fece. Seguimmo un sentiero diverso dal loro e nel giro di breve li perdemmo.
Restammo soli, tra gli alti alberi, il fruscìo delle foglie, i nostri fiati già corti e l'ultima luce calda del pomeriggio.
E fu allora che tutto iniziò, come sempre. Mi prese quella strana eccitazione e in quel silenzio sognai mani forti e il pisello duro, caldo e gocciolante, poggiato sulle cosce fredde, di marmo.
Avevo le mutande bagnate.
Più immaginavo atti libidinosi e più ansimavo e mi accaldavo; ad ogni passo toglievo ora la sciarpa di lana grossa, ora il berretto, ora i guanti. Mi tolsi addirittura il giaccone.

- "Hai caldo? Sei già stanca?"
- "Voglio fare l'amore con te"
- "Cerco subito uno posto adatto, vieni" (come ottenere qualcosa da un uomo eh)

Mi prese per mano e mi guidò. Dove non so. L'idea di lasciarmi andare era maledettamente più forte di qualunque necessità logica e pratica. Come ritornare alla macchina ci avremmo pensato dopo. In quel momento desideravo solo di essere appoggiata alla corteccia di un albero e sentire la sua mano fredda accarezzarmi il pelo e scivolarmi piacevolmente dentro. Dio mio quanto lo desideravo.
Mi strattonò la mano "Piace qui?". Ero distratta, confusa. Non gli risposi. Mi morsi il labbro e tutta arruffata per la camminata e goffa per via del giaccone ingombrante che tenevo in braccio aspettai che decidesse lui per me. Il cuore mi batteva forte, lo sentivo esplodere dentro la cassa toracica. Mi fischiavano le orecchie. C'eravamo, era quello il momento.
Mi lasciò la mano e mi prese per il collo per avvinghiarcisi e tirarmi a sé. Mi infilò subito la lingua in bocca e io la succhiai. Appoggiai la mano lì. Ce l'aveva bello duro.
E fu allora che mi voltai e lo vidi.
Poco più in alto c'era un volto di uomo, dal naso ben marcato, un profilo greco direi, che fissava un punto indefinito. Era stupendo. Sembrava vero. Quel masso, forse sconosciuto ai più, forse marcato dal vento e dalla pioggia e dal tempo, aveva un volto umano.

Porcamerda, pensai, se avessi avuto la macchina fotografica.




40 commenti:

SCIUSCIA ha detto...

Wow.

Paola ha detto...

Hehehehehe... che peccato!!!
Ciao Linda's piacere di conoscerti... grazie della visita...
Sono lieta ti sia piaciuta la favoletta... :-)))
Ti lascio una buona serata e se ti aggrada tornare a farmi visita sei la benvenuta... un abbraccio

Helmut Newton ha detto...

La natura (umana) riserva sempre incredibili sorprese, occorre essere pronti per cogliere il contrasto giusto.

Anonimo ha detto...

bellissimo!

Lindalov ha detto...

Helmut (posso darti del tu?), in questo caso occorre saper 'cogliere' il cazzo giusto.

Arcureo ha detto...

Sicurasicurasicura che poi non saresti franata nelle classiche foto "buffe" delle vacanze in cui ci si mette in posa "come se"...
Non so, come se stessi infilando le dita nel naso al profilo roccioso, o come se il tuo lui se lo stesse facendo succhiare dal famoso profilo roccioso.
E poi quelle foto avrebbero preso a girare nel mare magno della rete, fino a finire in qualche articoletto idiota nella famosa "colonna di destra" del sito de La Repubblica... ;-)

Lorenzo ha detto...

Il Guardone Di Pietra.

myheart ha detto...

ma va va, credevo che alla fine ti ritrovavi che so con uno yeti sbavante davanti...

comunque per la cronaca anch'io nei boschi mi sale la libido e mi sento un satiro, ma essendo sfigato non ho potuto mai "condividere" il piacere: è una grande mancanza. Però mi sono masturbato:
1) nel bosco di Monte Uliveto Maggiore (Siena) tra (non scherzo) due istrici in amore, una famiglia di cinghiali, una volpe:
2) in un bosco di Granada;
3) in un boschetto sulle colline di Trieste

Lindalov ha detto...

My Heart Ma tu sei il classico segaiolo nascosto nella siepe!
Secondo me mica eri solo.
Tutti gli altri dieci mila segaioli della provincia avevano occupato la rispettiva piazzolina d'erba.

Arcureo sei il solito qualunquista; per chi mi hai preso? :-)

Il guardone di pietra è stupendo.

Il Grande Favollo ha detto...

Idem con il bosco. L'ho chiamai "l'allegro boschetto". MI inculai quella tipa in pieno febbraio, dopo avergli alzato il giaccone e sceso i collant di lana. Dovevi vedere come si attaccava a quel tronco di pino marino, mentre io investigavo il suo ano.

Arcureo ha detto...

Si insomma stavate stendendo un trattato di botanica...

CoB ha detto...

Pensavo che sul finale ti sbattesse sul regalino di un cane o di un cavallo, cmq wow! pure per me ^^

dark0 ha detto...

io da ragazzino e ancora adesso, adoro cercare di indovinare le forme che hanno nuvole, molte volete ci vedo degli animali stupendi. :)

myheart ha detto...

ero solo invece, come sempre, e non sono un guardone: non mi permetterei mai, ho troppo rispetto per la privacy degli amanti.
in ogni modo dove mi trovavo avrei potuto trovarci al massimo due frati incu(l)anti, che non è proprio un bello spettacolo.
ecco

myheart ha detto...

comunque, devi sempre svilire tutto: è il tuo limite e la tua forza!

biondatinta ha detto...

magnifico!!!

biondatinta ha detto...

magnifico!!!

Andrea Cobain ha detto...

vedi, l'utilità delle macchine fotografiche... ma era tipo i moai dell'isola di Pasqua??

Dioneus ha detto...

Ciao, bel racconto. Potevi invitare anche il masso greco no?

Lucykaia ha detto...

anche a me è successa una cosa simile, ma al posto del masso dalle fattezze umane, a fissarci da pochi metri c'era una MUCCA!!!! Ed io ho la fobia delle mucche. Sono scappata a gambe levate, urlando e sbraitando...un'immagine non proprio erotica!!!! bisoux

Lindalov ha detto...

Esatto Cobain :-)

Scusa Myheart, non ho resistito. E menomale che non te la prendi.

Dionesus, il finale mica l'ho detto.

Cob, grazie. Spero che tu pesti una cacca di cane, domattina. E che non ci sia niente, ma proprio niente, con cui tu possa ripulirti. :D

just a man ha detto...

Sempre curioso e stravagante,il cervello di una donna.Avere una Lindalov per amante deve regalare grandi soddisfazioni a weekendieri boschivi agghindati.. :)

il giardino di enzo ha detto...

Noi ci facemmo una bella trombata dietro casa, nel boschetto, qualche anno fa. Ci piacque farlo dove non eravamo sicuri che nessuno ci avrebbe visto.
Sei affettuosa nelle tue cronache, mi fai sempre spuntare il sorriso benevolo della simpatia. Ciao, buoni giorni a te.

Gary Coopo ha detto...

non mi portare nel bosco di sera ho paura nel bosco di sera

ScusiScende ha detto...

Ma nel boschetto c'era qualche bat-pisello per me?

Ernest ha detto...

che storia! natura, voglia di fare l'amore... comunque è vero ci vuole sempre la macchina fotografica
un saluto

myheart ha detto...

va bene, sei perdonata,
che non si dica che sono un tipo permaloso quanto te
;)

au revoir dans un bois!

Claudio ha detto...

E che cazzo, però! Mica è giusto! Se hai una casa in montagna già parti avvantaggiato! Io che ho solo una singola in un seminterrato che mi invento?
Vuoi mettere la differenza? "Ciao, ti va di venire a passare il weekend nella mia casa in montagna?"; "Ciao, ti va di venire a passare il weekend nella mia singola in un seminterrato?".
Non c'è niente da fare, denaro e posizione sociale sono tutto, sono tutto!

Lindalov ha detto...

MA che dici.
Potresti uscire ogni tanto da quella fogna che ti ritrovi per casa e portarmi a fare una 'passeggiata', no?
Però non chiedermi dopo di passare da te perchè io, là dentro, non ci entro.
:D

jesup ha detto...

La scopata in mezza alla natura è bellissima ma..altro che guardoni attenti al selvaggiume!

hampjurt ha detto...

eh sì, le gambe depilate sono importanti.
al pari di una macchina fotografica in montagna di sabato pomeriggio per immortalare rocce.

Lilith ha detto...

Quel volto di pietra si sarebbe "trastullato" il sanpietrino volentieri se avesse avuto anche le mani...

Bacio Lindaaa!!!

peppermind ha detto...

Bello, che descrizione di desideri, eccitazioni e luoghi... bello.

giardigno65 ha detto...

e la luce alle spalle ...

Ombra ha detto...

E già, in effetti ti mancava solo la macchina fotografica perché il cavalletto ce l'avrebbe messo lui ;)

Non credo di avertelo mai detto prima: scrivi davvero bene.

Bill Lee ha detto...

spero sia stata una bella scopata...

Mi hai fatto venir in mente quella volta che ero con una tipa che voleva per forza scopare nel verde, su un prato..
Beh siamo andati su un prato, avevamo bevuto, era febbraio, c'era freddissimo. Avevo mal di pancia, iniziamo a spogliarci e sento che mi sto cagando addosso. Mi dico: resisti cazzo, stai per scopare, poi ti scaldi e passa tutto. Cerco di convincerla a farlo in macchina perchè fa freddo. Lei non vuole, si spoglia e si butta sull'erba. Sidando la diarrea imminente la seguo, mi spoglio, mi sdraio con lei, sto per entrare. Ecco, sento che sto per cagarmi addosso. Le dico che sto male e scappo dietro un albero..


Ho fatto una cagata incredibile. Quando son tornato da lei credevo di piangere per l'imbarazzo. Poi ne son venuto fuori... Le ho detto"scusa, però cazzo, te l'avevo detto di star in macchina". Lei mi fa: tranqui son cose che capitano.
L'ho guardata allibito:"porcadiquellaputtana non sono cose che capitano, cazzo. Credevo di morire."

Poi ci abbiamo riso su. Ma non ho più tentato di scopare in un prato.


PS linda non raccontar in giro sta storia perchè mi imbarazza molto. C'è tanta gente che legge il blog? HAHA!!

Archimede..Pitagorico ha detto...

che natur

Lindalov ha detto...

Ombra: stra grazie; ma davvero.

Pepper: pure a te, grazie. Oggi mi prodigo in mille ringraziamenti, con la mano alzata come il Papa.

Bill Lee: solo: AAHAHAHAHAHAHAH!

Lilith: al 'sanpietrino' del masso non c'avevo pensato: :-))

Clay Bass ha detto...

non c'è niente che mi ecciti di più del contatto con la natura e, soprattutto, il bosco. Spesso mi avventuro nei boschi delle mie colline e, mentre cammino, comincio ad eccitarmi: le foglie mi sussurrano parole dolci, mentre le fronde basse mi accarezzano, qualche rametto si infila nei miei pantaloni allentati che scendono e mi ritrovo nudo ed eccitato...
Una volta sola mi è capitato di andarci con una donna ed è stato meraviglioso!

OneNightInPoang ha detto...

sesso col sasso.