Ci son poche cose per cui non scenderei mai a compromessi: la tazza del caffelatte e i giornali del sabato mattina.
Io son così. Una fondamentalista delle pretese stupide ma suddita passiva per tutto il resto. Non riesco a star zitta se per far colazione prendi la tazza che uso solitamente. Non posso non farti notare che stai sfogliando i giornali prima di me. Quella è la mia tazza e questi sono i miei giornali.
La tazza è il momento più importante della giornata, è come il mare. La guardo e mi perdo nei suo orizzonti finiti. La mattina, ché sempre mi ci vuole un bel po' per carburare e far partire la giornata, la tazzona del caffelatte pantone color giallo è il mio esercizio meditativo yoga. Rappresenta tutto il planning per la giornata che ho d'innanzi, è un attesa fatta di silenzio e profumo di moka, di limbo tra quello che sognavo di essere e ciò che dovrò diventare.
La tazza del caffelatte è il momento in cui esco dal coma e mi riaffaccio alla vita, vita ogni notte dimenticata. La tazza è il mio memento.
Per questo è importante che la trovi lì, pronta per me. Pulita e felice di esser colmata di nuove speranze.
I giornali del sabato mattina hanno il profumo della carta e della sorpresa. Le pagine nuove scricchiolano sotto le mie dita e la lettura si fa ora di quiete e sguardo sul mondo. Leggo i quotidiani dei bar, sfoglio le riviste delle sale di attesa anche se vecchi. Non m'importa perché non sono i miei giornali e perché spesso non è di sabato che li scorro con le dita.
Al sabato mattina invece c'è questo rituale fatto dei soliti gesti e delle medesime abitudini che mi regalano gioia e serenità: è un momento tutto mio, che scandisce una pausa consuetudinale tra una cosa e l'altra. In questo quadro perfettamente costruito e limato ad arte (il solito bar, il solito angolo di luce, lo stesso tragitto tra le stradine di quartiere) io prendo i miei giornali nuovi, il mio buon caffè e mi tuffo nella virginale lettura, distratta di tanto in tanto da un raggio di luce o da un pensiero che credo importante.
In amore non ci sono la tazza della colazione e i giornali nuovi da leggere, alcuni dicono. In amore si dovrebbe condividere tutto, altri pensano.
Poco importa se la tazza è la tua. Mio e tuo sconfinano. E poi, vuoi metter le labbra sue posate sulla tazza di ceramica tua? Poesìa e oblìo, sì. Che importanza ha se i giornali li leggi tu per primo? Lui ne sarà il tuo cantastorie dopo. Felice e remissiva dovrei saper ascoltar quello che ha da dire.
In amore non ci dovrebbero essere pretese stupide e assurde, difficili da comprendere. Non ci dovrebbero esser pretese e basta. Ma il non aver pretese non è già una pretesa?
Io non so, ecco. Non so cosa dire perché rivendichiamo allo stesso modo le rispettive pretese. Dovremmo invece sederci allo stesso tavolo, sì, ma ognuno con la propria tazza, ognuno coi propri giornali e poi, di tanto in tanto, osservarci felici nel silenzio della stanza. Separati dai nostri pensieri ma uniti nel bisogno di pace.
Mi piacerebbe questa concessione di libertà temporanea e di accettazione dell'identità. Certo è che se tu allungassi la mano sotto alla gonna e mi infilassi un dito nella passera, io butterei all'aria i nostri giornali e mi farei stendere sul tavolo a cosce aperte aspettando di godere per te. Metterei da parte la tazza pantone color giallo e mi inginocchierei davanti a te, ti sbottonerei i pantaloni e te lo prenderei in bocca per succhiartelo piano, fino a indurirtelo. Ti succhierei fino a berti tutto, avida madama della sborra tua.
Ecco, se solo tu potessi capire quanto son importanti la tazza mia e i giornali miei.
22 commenti:
Fino a "Separati dai nostri pensieri ma uniti nel bisogno di pace" mi stava salendo la commozione.
Poi le ultime righe hanno impresso una luminosa svolta alle mie riflessioni.
:-)
Mi piacciono i finali a sorpresa.
Che romantica che sei.
"Dovremmo invece sederci allo stesso tavolo, sì, ma ognuno con la propria tazza, ognuno coi propri giornali e poi, di tanto in tanto, osservarci felici nel silenzio della stanza. Separati dai nostri pensieri ma uniti nel bisogno di pace."
Separazione dei beni
comodità: ognuno potrebbe cagare in santa pace.
Quando una ha stile!
La mia colazione ideale: uno che non rompe quando voglio stare per i cavoli miei e che mi salti addosso al momento giusto.
Anzi, più che la colazione, stile di vita.
Non ho capito cosa c'entra l'amore, però.
Mi sono persa qualcosa?
Amore inteso come relazione affettiva intima e sessuale tra due persone, che magari stanno insieme e che condividono qualcosa, dalla casa all'intimità o entrambe e tutto quello che passa in mezzo.
+
Amore inteso come amor proprio, proprio spazio, propria tazza e Vogue Italia.
Il quotidiano lo compro tutti i giorni e lo leggo in una caffetteria immersa di profumo di croissant(cornetti per i non torinesi)con un espresso doppio fumante.....il culo di avvenenti segretarie assonnate, pero' lo guardo.........mi mette in pace col mondo!!!!!!!!Certo che baciarsi col gusto di caffe' non sarebbe male.....
La tazza è il momento più importante della giornata. La guardo e poi tiro l'acqua. Per questo la voglio sempre trovare pronta e pulita per me. Per poi versarci dentro i miei...
"Mi piace / la tua confezione / l’idea / che non sarai mai macellata / inzupparti / e potere pensare / che non soffri / nell’esser mangiata".
compro un gelato a forma di sole. (il sole vero ha meno colore il vero amore non ha le nocciole).
Francesca Genti
Già, in amore non dovrebbero esserci pretese ma spesso ni rapporti di coppi ci si rriva a pretendersi per come non siamo ma per come vorremmo che l'altra fosse.
Questo vuol dire che, o non siamo effettivamente innmorati, oppure qualcosa in noi che ci spinge a pretendere dall'altro è sbgliato e v cambiato.
Buon giornata, oggi ormai credo che la tazza di caffè te l sei già bevuta :)
no! mi son svegliata tardi e ancora sto aspettando che la moka mi dia ciò che mi spetta :D
giardigno: sempre belle le poesie
Linda non posso lasciarti solo complimenti e grazie.
Scrivi qualcosa di brutto, ogni tanto!
"Separati dai nostri pensieri ma uniti nel bisogno di pace": mi sembra un sabato mattina a casa nostra (non è sempre così, ma la tendenza è quella).
Complimenti e grazie.
...ma come ho fatto a non trovarti prima?
Enzo e Ady: vi amo :D
a parte gli applausi per la forma, la struttura e - fondamentale - il ritmo, che trasmette con esattezza l'oasi del sabato, condivido quasi lettera per lettera i concetti espressi. quindi massima solidarietà per la centered asertiveness con cui rivendicare la propria identità. senza i tratti che ci individuano, l'altro non si accorgerebbe di noi, ergo - lasciateci cagare in pace.
Vix non scrivi più sul blog?
Finale col botto per questo post meraviglioso, Linda!
Nessuno mai celebrerà meglio la sacrosanta tazza del caffelatte, "limbo tra quello che sognavo di essere e ciò che dovrò diventare".
Brava, bacio, Stefi
solo quando ho nientedadrem no, cioè, qualcosa...insomma, capisci a me;)
Credo che l'amore sia anche capire quella importanza...
Be'...per non saper né leggere né scrivere io,fossi in lui, mi ci impegnerei seriamente a capirlo.
splendido climax!
io la mia tazza mica ce l'ho comunque. faccio colazione in piedi con un caffè guardando fuori dalla finestra.
appena sveglio non voglio proprio saperne.
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