lunedì 29 marzo 2010

Un oscuro presentimento mi devasta

La tua verga superba
sradica immemore
i sussurri celati.
E lacrimo.

A imboccarla, mi costringi;
io affamata e avida rispondo.
Così m'abbandono
e gli occhi serro;
Esanime, espiro l'ultimo fiato
per tacere ogni sua via di fuga.

Ed è tutta dentro.

Sobbalzano le tue grandi palle
mute,
piene.
Le afferro, le sfrego, le tiro.

Allora gemi piano,
le braccia sulla mia nuca
e tutto il tuo sangue lì raccolto,
dimentico del dolore
che già m'ha fatto stancare.

"Sborra, ti prego, sborra"
piango in segreto,
ma soffocato oramai il pianto è
dal tuo desiderio onnipotente.

Un oscuro presentimento mi devasta.

Altra speranza non vi è
tra noi
e ti ingoio,
acido e dolciastro.
Risponde un conato di vomito, con sofferenza trattenuto,
all'eco del tuo orgasmo.





"Un oscuro presentimento mi devasta" tratta da Ode al pompino, raccolta di poesie 2008-2010 scritto edito e distribuito da Lindalov.

martedì 23 marzo 2010

Sex and Rock 'n roll (di Sassicaia Molotov)

"E' successo durante 'Easter', credo. Mi sono cagata addosso. Ero tesa alla ricerca della nota perfetta e della giusta intensità e non mi sono accorta che mi stavo cagando addosso" Patti Smith

"Una volta sono venuta sulla copertina di "Easter" Patti Smith

"Strike him mistress/ and cure his heart/" Venus in furs, The Velvet Underground

Patti Smith

Un musicista non ha intermediari nel suo rapporto con il pubblico. Sul palco può guardare 50mila persone e scrutare in ognuna di loro. E magari avere un orgasmo. Il musicista concede se stesso in ogni suo aspetto, senza nessun limite prestabilito.
Il cambiamento che la cultura rock 'n roll ha portato nei costumi della società post-bellica sta proprio nell'esternazione sfrontata delle pulsioni sessuali. Il bacino di Elvis come il vaso di Pandora. Dal bacino di Elvis siamo arrivati, Anno Domini 2010, ad aver rappresentato una gamma di possibilità dis timoli dell'immaginario sessuale grazie alle performances di artisti rock più o meno rappresentativi per cui il buon Vatsyayana può anche mettersi l'anima in pace e tranquillizzarsi che qui ce la caviamo bene anche da noi.

Non si deve essere necessariamente delle star per instaurare col proprio pubblico un rapporto ad alto contenuto sessuale e/o erotico. La mente dello spettatore ama essere stuprata. Nell'icona del momento lo spettatore vive il più soddisfacente stupro possibile, si fa assalire senza opporre resistenza e lasciandosi penetrare fin dove lo stupratore assiso sul palco vuole arrivare. E' una cerimonia, un rito sacrificale che viene officiato per la nostra benefica elevazione spirituale, musicisti e pubblico.
Iggy Pop si taglia sul palco, scende fra il pubblico e si fa leccare la ferita da una fan, che senza alcuna esitazione succhia il sangue del Cerimoniere; Jim Morrison tira fuori il cazzo e si fa una sega; Lou Reed canta Venus in furs mentre sotto il palco Gerard Malanga si fa frustare selvaggiamente dalla Divina Edie Sedgwick. Gli Stranglers invitano due spogliarreliste sul palco e a metà pezzo il bassista Jean Burnel ha già posato il basso ed ha tolto ogni indumento rimanendo completamente nudo e sta ballando in maniera piuttosto avvolgente con le due modelle; Frank Zappa si presenta in conferenza stampa con due groupies, le fa sedere accanto a sé, spalma i loro seni di burro e inizia a leccarli senza dare la minima considerazione ai giornalisti che si affannano a fare domande; Mick Jagger cavalca un enorme cazzo gonfiabile che alla fine sputa una quantità incredibile di coriandoli.

E' rock 'n roll, ed è solo l'inizio.


Jim Morrison

E poi l'esposizione di microfoni, chitarre ed aste come simboli fallici, usati in maniera così esplicita che più di un/a teenager ha preso appunti da certe esternazioni; dalla energica sensualità all black di Tina Turner prima maniera (quando cioé il partner Ike la gonfiava di botte) all'animalesca prosopopea di Lux Interior dei Cramps, non c'é più stato modo di fermare la frenetica partita a flipper con gli ormoni che può trasudare un palco rock 'n roll.
Ci sono canzoni il cui fine, sfrontatamente dichiarato, è quello di far sì che i ragazzini alla fine del pezzo siano già col cazzo in mano a periscopio e le ragazze non aspettino nient'altro che iniziare un conosciuto moto sussultorio con le mascelle. Il ritmo, le parole, QUEL modo di suonare il riff, QUELLE pause improvvise.
Il primo a capire le potenzialità piacevolmente devastanti nel trasformarsi in oggetto del desiderio, dopo che Elvis era stato prontamente sedato, vestito da marine e mandato nell'esercito a meditare su quanto sia disdicevole corrompere la gioventù americana, è stato inconfutabilmente Mick Jagger.


Mick ebbe un ottimo aiuto dai doppi sensi mutuati dalla scrittura blues, ma costituì il primo personaggio che incarnava alla perfezione l'immaginario erotico femminile in un'epoca in cui la ribellione era ancora un sentimento collettivamente attivo. Aveva le labbra giuste, la mimica giusta, i passi giusti e probabilmente scopava meglio di John Lennon. Su questo però le correnti di pensiero possono differire. Certo é che o Yoko Ono aveva virtù nascoste di cui noi umani non siamo a conoscenza o la componente mistico/pacifista arriva a generare mostri come la monogamia devota & irrecuperabile, cosa che i rock 'n rollers possono permettersi solo in età molto avanzate, diciamo quella attuale di Keith Richards.
A conferma della tesi c'é l'inconfutabile appeal che Jim Morrison continua ad avere tuttora, a quasi quarant'anni dalla scomparsa.
Jim Morrison, il Re Lucertola, è colui che ha raggiunto i risultati più vicini alla Perfezione. Pochi cazzi, provateci voi.
Non si vuole comunque scrivere una storia cronologica dei cambiamenti e delle tappe per cui si è evoluto l'immaginario sessuale applicato alla musica, ma descrivere almeno in parte una gamma delle manifestazioni più significative anche perché alcune rappresentazioni rimarranno uniche ed inimitabili, nonché definitive ed estreme.

Il punk è stata una fucina incredibile di aggregazione trans-genere e le donne hanno iniziato a vivere appieno ed autonomamente una "scena" in cui i ruoli erano completamente saltati. Nella scena punk la donna ha avuto la possibilità di scegliere senza intermediazioni, senza canoni maschili di riferimento, farsi veicolo primario del messaggio.
Uno dei gruppi punk americani più amati nel sottobosco di gruppi che accompagnarono l'affermazione dei più famosi erano i NUNS (le suore).
I Nuns si esibivano nei locali punk di San Francisco sfoggiando una tastierista bionda, vaporosa, algida, irraggiungibile e dall'aria inequivocabilmente porca di nome Jennifer Miro.
Il gruppo però durò lo spazio di un solo disco che tra l'altro è un ottimo disco ma la bionda Jennifer (nella foto qui sopra) introdusse l'elemento fetish in maniera definitiva sdoganando gruppi che iniziarono a trasferire il gusto per comportamenti socialmenti bollati come "deviati" anche nelle loro performances.

Giova ricordare quanto siano stati precursori in questa rappresentazione i Velvet Underground di Lou Reed e John Cale ma soprattutto di Andy Warhol. Un gruppo che nell'epoca del peace&love, della revolution e di U'stock suonavano girati di spalle al pubblico, completamente vestiti di nero e cantavano storie di schiavi e mistress, travestiti, eroina e disfacimento, pelle nera, pompini in pubblico e amori omicidi.
I loro primi concerti in realtà erano performances di quella corte di scoppiati che era la Factory e quindi cuoio, fruste, sottomissione, pelle nera e poi quella musica... quel rock 'n roll dalla chitarra malata, quei tamburi ossessivi senza piatti, la viola elettrica insinuante e sensuale ancorché violenta ed anfetaminica...

The Velvet Underground


Ovviamente a quei tempi non fecero una lira.

Gli anni '70 furono un periodo di riflusso e di presa di coscienza politica arrivò il punk a combinare tutto.
Alle Jennifer Miro si aggiungevano modelli femminili che non potevano essere più lontani dallo stereotipo della fricchettona con gonnellini e zoccoli: Patti Smith ed Exene Cervenka degli X, ad esempio. Poetesse sfrontate, cantanti capaci di tenere in pugno da sole audiences terribili ed in cerca di qualcosa di sconvolgente ad ogni costo. Oppure pantere adolescenti come Penelope Houston, cantante degli Averenges e Poly Styrene degli inglesi X-ray Spex. E poi Siouxsie Sioux, sacerdotessa punk gotica dal fscino sinistro, che la sponda inglese esibiva orgogliosa come se fosse l'Altra Regina, nonostante le cartucce dell'eterea e sognante Lisa Gerrard dei Dead Can Dance ripropose una valida alternativa a chi invece preferiva candide dee da piazzare sugli scogli di un oceano in tempesta intorno alla mezzanotte. Naturalmente negli USA, dai tombini degli slums newyorkesi uscivano fuori ben altre dee. Lydia Lunch, ad esempio.
Lydia riporta la componente sessuale del punk alla sua rappresentazione esibita senza nessun tipo di mediazione. Interpreta due cortometraggi del regista Richard Kern, "Fingered" e "The right side of my brain".

Exena Cervenka degli X

Nel primo rende onore al titolo facendosi scopare furiosamente da un delinquente col quale poi si lancerà nella solita scorribanda con i soliti ingredienti di sesso & violenza e col solito finale/tragedia.
In The right side of my brain propone una visione poetica ed allo stesso tempo corrosa da un'overdose permanente di sesso e violenza del pensiero circolare femminile in materia di sesso. Ma probabilmente un uomo non riuscirebbbe a coglierne il messaggio se non quando i canini di Lydia hanno già terminato di succhiare l'ultima goccia di adrenocromo dalla sua ghiandola pineale.
Nelle sue interviste snocciola senza fare una piega le sue abitudini sessuali, il suo modo di vivere liberamente e senza nessuna cura di quanto la cosa potesse nuocere alla sua carriera musicale. La sua poesia è puro vomito poetico metropolitano, estremamente lucida ed allo stesso tempo tossica in dose letale per i puri di cuore.



Lydia Lunch, Poly Stirene, Penelope Houston

Chi era invece Penelope Houston degli Avengers?
La sua musica le fa guadagnare il rispetto ed un discreto seguito soprattutto fra i cultori della prima new wave, in special modo la sua componente dark/gotica. E gli uomini? Gli uomini si adeguano, cazzoni e caciaroni come sempre, plagiati dalle figure autodistruttive di Sid Vicious, icona del punk prima maniera che fra omicidi, overdose e niente ma niente altro riuscì comunque a farsi stampare su milioni di T-shirts, e di Darby Crash dei Germs, un animale ferito in gabbia che riusciva a stanare la Florence Nightingale anche nella più buzzurra coatta di Tor Bella Monaca.
Per rivedere in ambito "alternativo" qualche fico, capace di rispolverare ormoni, sconosciuto alle giovani pulzelle fu necessario attendere l'irruzione in scena di Peter Murphy, cantante dei Bauhaus e discreto erede del fascino efebico e dal forte impatto inaugurato da David Bowie ma adeguatamente virato sul versante dark-gotico. Essendo però le dark ladies fondamentalmente delle depresse anoressiche (o almeno quello era il modello d'arrivo) le attenzioni ripiegarono su Robert Smith dei Cure, molto più paragonabile ad un orsacchiotto di peluche vestito a lutto e che proponeva una musica meno aggressiva ed oscura di quella dei Bauhaus.



Peter Murphy dei Bauhaus e Sid Vicious


Nel frattempo però le avanguardie stavano tracciando ben altri solchi.

Un gruppo chiamato Throbbling Gristle si stava segnalando all'attenzione dei cultori dell'estremizzazione libera e feconda delle pulsioni dell' animo umano, grazie ad una serie di performances che, nel tempo e nelle varie incarnazioni (Psychic tv, la più conosciuta) hanno mostrato la rappresentazione di ogni aspetto della sessualità, aiutati in questo dal fertilissimo genio di Genesis-P-Orridge e dalla presenza di una performer ed ex porn-former dal simpatico nome Cosey Fanni Tutti.



Cosey Fanni Tutti e Genesis-P-Orridge

Durante i loro primi concerti filmati porno scorrevano alternandosi a campi di concentramento nazisti, interiora di animali sbudellati e rituali sadomaso eseguiti da professionisti.
Correvano i primi anni '80.
Le stesse scene, corredate di esibizioni sessuali comprendenti fluidi corporei di ogni genere, atrocità su minori (il filmato contenuto era in ogni modo già stato girato alla polizia di Los Angeles appena reperito e mostrava un vecchio dottore compiere delle evirazioni su ragazzini dall'età calcolabile intorno ai 12-15 anni) e rituali mistico-erotici in ambientazioni criptiche che coinvolgevano gli stessi componenti del gruppo sotto la sigla "Temple OV psichick youth" si possono trovare nel video "Psichic TV first transmission".
Oggi Genesis P-Orridge è un signore di oltre 50 anni che ancora porta avanti il progetto Throbbing Gristle (qui a fianco una loro foto), si è fatto impiantare due poderosi seni siliconati per raggiungere una simbiosi totale con la sua ultima compagna Jacqueline Bryer, ora scomparsa, ma nell'ambito della sua musica industriale è ancora una voce da ascoltare con la masima attenzione.

Diversamente è andata per colui che viene universalmente riconosciuto come il musicista e performer più estremo mai apparso su di un palco rock 'n roll, GG Allin (foto sotto). Forse l'ultima frontiera del punk e non solo, un uomo il cui corpo era territorio di ogni esperimento possibile su un palco rock 'n roll. Risse col pubblico, microfoni ficcati su per il culo, aste usate per tagliarsi il torace, ragazze trascinate sul palco per i capelli e costrette a farsi sedere GG sul viso, il suo corpo sporco della merda che aveva appena defecato sul palco, tutto vissuto in un clima di tensione e violenza parossistico. Spesso i concerti finivano dopo 5 minuti. Ogni limite è rotto, d'ora in poi si balla sull'orlo del precipizio.
Un gruppo di sole donne, chiamato Rockbitch, propone performances musicali in cui le due cantanti pomiciano allegremente, poi dopo una prolungata lecata di tette una delle due sale sul piedistallo della batteria, l'altra si mette sotto di lei a bocca aperta e la cantante sul piedistallo le piscia in bocca. Poi la bassista si unisce alle due leccando la passera ad una delle cantanti per poi riprendere il suo strumento.
Intanto c'è ancora qualcuno che si preoccupa di Marylin Manson.


Le Rockbitch





Nel prossimo articolo: Wendy Orleans Williams & Plasmatics, Sleep Chamber, Butthole Surfers, Christian Death, Peaches, Diamanda Galas, Iggy Pop e altri stimolatori senza batteria.











Articolo pensato e scritto da Sassicaia Molotov per Trombane 2000, Marzo 2010.




domenica 14 marzo 2010

Kriss Soonik, London

Vorrei proprorvi qualcosa di veramente diverso.
Non sono capi fetish, hard. Tantomeno da pin up o indumenti in stile burlesque.Vorrei invece pubblicare il lavoro di una designer che ho adorato da subito e che seguirò.


Collezione AI 2009/10, Modello Diana



Collezione AI 2009/10, Modello Kristel




Collezione AI 2009/10, Modello Susan pure



Tra le mutandine (knickers ndr):





Le sue collezioni sono create in Estonia ed è considerata una delle designer innovatrici in ambito lingerie. Attentissima ai dettagli, Soonik si ispira allo slogan "Simple girls with super powers" ed è influenzata dai fumetti manga ed eroine come Barbarella.
Dalla donna in carriera alla mamma a tempo pieno, da Cenerentola e Biancaneve, alla fine della giornata siamo tutte "semplici ragazze, con super poteri"!.

Per informazioni, contattatemi qui info[at]lindalov.it Grazie

lunedì 8 marzo 2010

Se esiste veramente un Creatore non può che essere la Donna (di Lorenzo Longhi)


Se esiste veramente un Creatore non può che essere la Donna che, in questo mondo, continua a farlo ogni giorno, anzi ogni secondo. Certo, ha bisogno anche dell'intervento dell'uomo, ma è Lei la meravigliosa Macchina Riproduttrice, l'uomo è l'operaio che la mette in moto.
La donna è l'Ape Regina e l'uomo è il fuco.
Per questo penso che all'inizio del tutto ci sia una Grande Madre, ovviamente non intesa come persona fisica, ma come principio femminile. Il femminino sacro degli antichi.
Tutto ciò che esiste è all'interno del Grande Utero chiamato universo.
Molto tempo fa l'uomo riconosceva la superiorità della Donna e la adorava. Poi cominciò ad averne paura e a trasformarla da Dea in Diavolo. La Chiesa fece derivare la Donna da una costola dell'uomo, ma quando nasciamo siamo tutte femmine. Solo in seguito il clitoride si trasforma in pene e le gonadi in testicoli. Come mai?
Inciso sul selciato delle strade di Pompei c'è tuttora un simbolo fallico che un tempo indicava, come una freccia, dove si trovava un lupanare ossia un luogo dove si faceva sesso. E nessuno lo trovava volgare.
Cosa c'è di così sporco, volgare e cattivo nel fare sesso? Lo sporco il volgare ed il cattivo è solo nella mente di molti.
Il sesso una volta era Sacro, avvicinava a Dio, e riconoscere la sacralità del sesso, era riconoscere anche quella della donna. Perché la donna ed il sesso sono un principio indissolubile, direi quasi la stessa cosa.
Senza volgarità ed ironia ma con la massima serietà, convinzione e rispetto ritengo che la vagina sia al tempo stesso qualcosa di fisico e di sacro. Sia la vera forza motrice del mondo. La vagina, quindi il sesso, quindi la donna, sono il principio creatore di tutto.
Quando proviamo l'orgasmo c'è un attimo in cui è come se perdessimo i sensi, come se dimenticassimo persino chi siamo e proviamo una sensazione che ci sembra extra-terrestre, extra-umana, tanto è potente ed infinitamente superiore ad ogni altra sensazione che proviamo. Come se ci facesse avvicinare ad un'altra dimensione, ad un altro mondo, ad un altro livello di coscienza.
A Dio, o forse anche più in alto.
Da sempre la donna e il sesso sono i veri padroni del mondo ed è una cosa buona e bellissima. E' l'uomo che, per paura del potere della donna, l'ha fatta diventare una cosa cattiva e proibita se non addirittura disgustosa.
Ma i casini son sempre pieni.



di Lorenzo Longhi, leparoleinutili.blogspot.com

venerdì 5 marzo 2010

Il galateo (parte prima): storia, significato e come si sta a tavola


Con galateo ci riferiamo all'insieme di norme comportamentali per lo più tramandati e insegnati oralmente con cui si identifica la buona educazione.
Il termine deriva da Galeazzo Florimonte (27 aprile 1478 - 1567), vescovo di Sessa Aurunca che ispirò a monsignor Giovanni della Casa (Firenze, 28 luglio 1503 - Roma, 14 novembre 1556) il primo libro scritto in merito dal titolo Galateo ovvero de' costumi.
Il galateo, altresì detto etichetta o bon ton, lo si può considerare come una raccolta delle principali regole da osservare e, sopratutto, dei difetti da evitare nel trattare con gli altri, nel conversare, nello stare a tavola, nel camminare, nel vestire. Ci sono pure i manuali di galateo per blogger, sconosciuti ai più.
Lo si può considerare dunque un modo di pensare che ci fa acquisire una gentilezza spontanea, così da renderci gradevoli agli occhi altrui ma anche più sensibili e comprensivi.

Tra alcune regole di buona condotta ho trovato il galateo delle nozze (dei regali, delle partecipazioni, degli sposi) dello stare a tavola e perfino quello degli innamorati. Infine ci sono anche dei corsi di bon ton come quelli di image-style.it.

Oggi propongo le regole di comportamento principali del saper stare a tavola o del saper organizzare sapientemente una cena, utile per coppie o amanti che cenano assieme per la prima volta.

Vietato:
  • Sedersi a tavola prima della padrona di casa.
  • Tenere il cellulare acceso.
  • Rifarsi il trucco o i capelli.
  • Appoggiare i gomiti sul tavolo.
  • Giocherellare con i bicchieri o con le posate.
  • Fare le palline di pane.
  • Augurare Buon Appetito.
  • Chiedere pane o gli stecchini.
  • Servirsi da un piatto da portata con le posate personali.
  • Iniziare a mangiare prima della padrona di casa.
  • Mischiare vino ed acqua.
  • Bere prima di aver pulito la bocca con un tovagliolo.
  • Bere facendo rumore.
  • Far rumore con le posate tra i denti.
  • Fare dei bocconi troppo grandi.
  • Mangiare con ingordigia.
  • Masticare con la bocca aperta o facendo rumore.
  • Fare la scarpetta.
  • Usare gli stecchini.
Bisogna fare attenzione a:
  • Prima di essere serviti o servirsi fare attenzione a togliere il tovagliolo dal piatto ed appoggiarlo sulle gambe.
  • Servire o servirsi da bere da destra, evitando di far tendere la testa all'indietro e di bere tutto d'un colpo.
  • Utilizzare le posate a partire da quelle più esterne.
  • Quando si è finito di mangiare le posate vanno poggiate nel piatto alle quattro e venti o riposte sul poggiaposate se non è previsto il cambio.
  • Il bicchiere a calice lo si regge dalla base del calice stesso o al massimo dallo stelo mantenendolo con due sole dita (indice e pollice).
  • Nei brindisi in onore di qualcuno non è ammessa l'astensione. Gli astemi possono limitarsi a sfiorare il bicchiere con le labbra. I bicchieri non si toccano ed è da escludersi il "cin cin". Nei pranzi privati con un numero di commensali limitato si può rimanere seduti, mentre nei pranzi ufficiali ci si deve alzare.
  • Ridere con discrezione evitando di emettere suoni acuti.
  • Soffiare il naso con discrezione e senza fare troppo rumore, magari allontanandosi dalla tavola.
  • I noccioli della frutta vanno raccolti in una mano chiusa per poi essere depositati nel piatto.

Inviti la tua conquista a casa oppure sia lei che gli amici?
  • La tavola deve essere apparecchiata con cura prima dell'arrivo degli ospiti.
  • Ogni commesale dovrà avere il sottopiatto, il piatto piano e la fondina. Il sottopiatto dovrà rimanere per tutta la durata del pranzo o della cena.
  • Le posate vanno predisposte nella seguente maniera: a destra del piatto vanno il coltello (con la lama rivolta verso l'interno) ed il cucchiaio, a sinistra le forchette (una o due a seconda delle portate), in alto le posate da dessert.
  • I bicchieri devono essere disposti a destra del piatto sopra i coltelli. Si procede da sinistra verso destra per disporre quello più grande per l'acqua, poi quello medio per il vino rosso e quello piccolo per il vino bianco. Il bicchiere per lo spumante può essere messo sopra questi.
  • Il tovagliolo deve essere piegato in maniera semplice, ad esempio formando un quadrato, per poi essere appoggiato sopra ai piatti.
  • Al centro del tavolo, ma senza creare intralcio, può essere disposto un cetrotavola.
  • Il sale, il pepe, l'olio e l'aceto vengono portati a tavola solo su richiesta dei commensali.

Sei hai più conquiste per una gang bang oppure credi di esserti innamorato e inviti gli amici a cena ecco come assegnare i posti:

  • Se il numero di persone è limitato è possibile un'assegnazione dei posti casuale, altrimenti si devono utilizzare dei segnaposto.
  • L'ospite più anziano e di maggior riguardo dovrà sedere alla destra della padrona di casa ed il secondo ospite d'onore alla sua sinistra. Il padrone di casa avrà a destra l'invitata di maggior riguardo e a sinistra la seconda.
  • I posti tra uomini e donne devono essere disposti in maniera alternata.

Come servire in tavola:

  • I piatti da portata devono essere serviti da sinistra iniziando dalla persona seduta alla destra della padrona di tavola.
  • Si servono prima le signore poi i signori.
  • Il vino deve essere servito solo dopo il primo antipasto.
  • Le portate vanno servite due volte, e ogni commensale viene servito in maniera contenuta.
  • I piatti devono essere sostituiti ad ogni cambio di portata.
  • Il pane deve essere riposto nell'apposito piattino.
  • La padrona di casa deve fare attenzione che non manchi il pane o l'acqua.
  • Il padrone di casa deve dare consiglio sul vino e facendo attenzione che non manchi.
  • Prima di servire il dessert vanno tolti tutti i bicchieri e le posate inutili.
  • I liquori devono essere serviti dal padrone di casa mentre la padrona di casa serve i dolci.
Sarebbe cosa buona e giusta inviare, il giorno seguente, un mazzo di fiori per ringraziare dell'ospitalità, sempre che i padroni di casa non siano allergici al polline o abbiano espresso profondo disappunto verso fiori recisi nel qual caso sarebbe più gradita e appropriata una pianta di media grandezza (evitiamo i bao bab, che sono pure dispendiosi).







Le informazioni per scrivere questo post sono state riportate da wikipedia.org, image and style.it, "Il nuovo bon ton" di Lina Sotis e ricettedalmondo.it.








mercoledì 3 marzo 2010

L'appuntamento mensile con Trombane 2000




Editoriale.

Per l'appuntamento di marzo abbiamo preparato articoli da urlo, Signori, Signore e Signorine!
Impossibile perdervi i post a venire!
Parleremo del bon ton ovvero delle buone regole del galateo, ad esempio come stare a tavola e come approcciarsi agli altri nella maniera più educata. Utile anche per evitare rovinose figure al primo appuntamento o per rispolverare abitudini e atteggiamenti dimenticati da tempo.

Nella sezione dedicata alla 'medicina e bioetica' si parla invece di un argomento che ha diviso il mondo occidentale nelle ultime settimane, ne avrete sentito parlare voi tutti: è giusto o sbagliato clonare il proprio pene? Dov'è il limite tra scienza ed etica? Questa la questione dibattuta da M. P. che ha seguito tutto il processo produttivo de Clone a Willy, l'oggetto tanto discusso.

Marzo è il mese della primavera, del risveglio dal letargo, dei giorni più miti e soleggiati, della voglia, quindi, di rimettersi in bella forma per la stagione a venire. Niente di più azzeccato che parlare di Pink Button, il make up rivoluzionario per la vagina.
Specie dopo il parto ma anche per una produzione eccessiva di ormoni alcune donne tendono ad avere un colore più scuro in prossimità delle labbra vaginali o, addirittura, le labbra stesse. Se volete donare un colore roseo alla vostra patatina, se vi alzate stanche con le occhiaie perfino alla passera, niente di più azzeccato. Per rimuovere niente tonico, che brucia, ma un rapido bidet.

L'inserto centrale, staccabile e conservabile, è dedicato ad un argomento in cui io ho creduto molto: sex and rock 'n roll.
Scritto da Sassicaia Molotov è un pezzo che ripercorre la storia del rock dagli anni settanta ai giorni nostri con un occhio di riguardo per tutta quella musica che ha influenzato e cambiato, volente o nolente, il sesso.

Tra le rubriche dei nostri collaboratori di punta questo mese ha scritto per noi Lorenzo Longhi: "Se esiste veramente un Creatore non può essere che la Donna".

Che dire? Grazie ancora a tutti voi per credere in noi. Godetevi il numero di Marzo e... arrivederci ad Aprile!

lunedì 1 marzo 2010

Profonda complicità ovvero il paradosso delle mutande

Gran parte dei commenti lasciati dalle femminucce sui capi di lingerie dicono che 'non servono', che gli uomini 'non prestano attenzione', che tanto 'te li tolgono subito senza guardare' ecc Non solo, alcune preferiscono non menarsela più di tanto.

Gran parte delle mail che mi arrivano chiedendo informazioni sui capi di lingerie sono di uomini che vorrebbero fare una sorpresa alle proprie femmine.

Non so voi ma a me è tutto chiaro.