Ieri in macchina verso il concerto di Bob Dylan l'amico G. mi ha esposto una sua dubbia teoria sulla fica perfetta, basta un dito. Infilando il dito in vagina si capisce l'elasticità e la strettezza necessarie a catalogarla come perfetta.
La cosa mi ha lasciato perplessa, quantomeno è una buona scusa per sditalinare o farsi sditalinare.
"Donne, uomini, ho la teoria più attendibile del mondo per verificare la vagina perfetta!"
E via tutte quante ad aprire le gambe per sentirsi dire che la propria vagina è la migliore del mondo. Io lo farei.
Per l'uomo che teoria si potrebbe inventare? Quale potrebbe essere il cazzo perfetto? Non si può dire quello più grosso e largo, non amo vincere facile (cit.)
Sì, mi piace il cazzo mediamente grande, specie quando affonda e mi accarezza la cervice. Sudo già solo a scriverlo. Non basta, però. E' riduttivo, semplicistico.
Dalla forma? Ci sono quattro tipi di pene in erezione: il tipo medio, quello dalla forma ottusa, quello a bottiglia (cioé quello che dalla forma si salva sul finale e frega tutti e tutte) e poi quello più brutto secondo me, l'assottigliato in avanti. No, la forma non è sufficiente.
Secondo me la teoria perfetta sui genitali deve rispettare solo un assioma: il giusto attrito. Poi, possiamo dire che vale tutto, comprese le sfumature: il giusto attrito ma che sfondi, tanto attrito che non sfondi e via dicendo.
Come per il vino è necessario appropriarsi dei cinque sensi e verificare secondo il tatto, il gusto, l'olfatto e la vista. Un dito solo non basta.
A questo scopo fonderei l'associazione Slow Sex che dovrebbe porsi come obiettivo la promozione del diritto a vivere l'amore fisico e tutto il mondo del sesso in generale, insegnando a goderne in modo sano e genuino e proporrei dei corsi di assaggio e analisi godereccia dei genitali, come il vino appunto.
Contro il dilagare del fast-sex e della frenesia sessuale nella vita moderna studierei e divulgherei assieme all'associazione gusti e tradizioni sessuali locali, difendendo i genitali di un tempo e i genitali di oggi, italiani e non, patrimonio dell'umanità intera.
Attraverso progetti, pubblicazioni ed eventi mi impegnerei per la difesa della biodiversità e dei diritti dei popoli al sesso felice, battendomi contro l'omologazione dei genitali, il sesso di massa, le manipolazioni sbagliate. Attraverso la rete di associati che si incontrano, ci si potrebbe scambiare conoscenze ed esperienze.
Slow Sex dovrebbe fare del godimento erotico anche un atto politico, sottolineando come dietro a del buon sesso ci siano scelte da difendere sempre e comunque.
Non ho smontato la teoria di G., avevo paura poi di dover verificare fatti alla mano e dita in vagina sia la mia che la sua, di teoria, ed era già tardi, il concerto iniziava alle nove e mezza.


