venerdì 30 luglio 2010

Il magnesio kvis se lo tiri su col naso fa più effetto




Ultimo giorno di lavoro. Valigia quasi pronta, mancano ancora i condom borchiati e i mini ditalini in lattice, per quelli che ci mettono troppo e hanno bisogno di una spinta in più per finire in bellezza.

Mancano solo la gioia e la spensieratezza dei vent'anni, o dei venticinque, ma anche dei ventinove, ché fino all'anno scorso ero felice sempre di questi tempi.

Appena tornano, e so che tornano perdio, si parte.

sabato 10 luglio 2010

Se andavo al mare era meglio

Ho provato a spendere tutti i miei soldi. C'ho provato, davvero, ma non ci sono riuscita.
Mi son svegliata presto con tutte le buone intenzioni del mondo e son partita verso il The Mall, la mecca degli atei capitalisti.
Sono arrivata prima dei pullman di cinesi, di giapponesi; prima dei van dei russi, insieme a olandesi e americani e qualche poggibonese.
Ho subito cercato cosa volevo e cosa sapevo valesse la pena e dopo ben venti minuti compresa la colazione al bar (in piedi, perché 3 euro un caffé in the middle of fucking nada, io non lo pago, semmai 5 euro in Piazza San Marco più mancia) avevo già visto cosa acquistare: abitino in seta Fendi e scarpa tacco 12 di Sergio Rossi con l'alternativa per una simile ma con rifiniture pitonate. Tradotto: il vestito adatto che fa cadere gli occhi su gambe e culo nascondendo il miliardo di difetti che ho altrove e scarpe come la zucca di cenerentola, le indossi e sei magicamente uno schianto, te le levi e l'aureola di luce svanisce e ricadi nella penombra più totale. Luce, ombra. Luce, ombra. Figa, cesso. Figa, cesso.
Niente. Non ho preso niente. Ho speso tutto nella casa nuova e come una stronza sono andata lo stesso a fare shopping. E io ho un appuntamento con lui. Ho deciso di farmi il centro a piedi, di entrare nello store La Perla e di ripiegare poi su di uno zoccoletto basico da Bata.
Ho pensato il male: come si fa a ripiegare sul comune dopo essere andate alla Mecca? Niente mi stava, niente mi soddisfaceva. Sandali di cartone uguali ovunque per 39, 90 euro, magliette di ottima rifinitura cinese uguali ovunque per 20 euro, 500 abitini merdosi uguali ovunque.
Decido di dare una svolta alla giornata perciò centrifuga di banana e ananas ben ghiacciata, pulizia scrub e maschera idratante per il viso, maschera per capelli, doccia rilassante, creme ed oli essenziali, sigaretta e smalto.

Non basta. Appena lo vedo è essenziale fargli subito una pompa, sia mai che noti le mie scarpe vecchie.
Giustifica

mercoledì 7 luglio 2010

Spagna 1 Germania 0

Non credo alle favole, io.
Non ci ho mai creduto e tuttavia mi ostino a pensare che esistano. Anzi, lascio che mi si insegni che esistano, il che è ben diverso.
Mi faccio plasmare, manipolare, alterare, contraffare, mescolare. Mi dici acqua e io divento acqua, mi dici sole e io divento sole, mi dici ti amo e io rispondo ti amo.
So che non è così. Non può esser così.
A me non piacciono i sogni di tutti, quelli facili e a buon mercato. Io mi tenga stretta i miei, che conosco da una vita e che non mi abbandonano mai. I sogni di tutti, anestetici di massa, sono cadaveri putrefatti al sole, ché nemmeno i predatori di anime morte vorrebbero mangiare per rimescolarli alla vita.
Dov'è l'inghippo? Dov'è la clausola scritta in piccolo? Quant'è la penale se recedo? Quali sono i tassi d'interesse effettivamente applicabili? Quali le controindicazioni? Dov'è nascosto l'amo che mi aprirà la bocca in due o che mi squarcerà lo stomaco?
E' nascosto sotto le parole facili, sotto i sentimenti svenduti, sotto l'impossibile che vogliamo possibile a tutti i costi... Dov'è il predatore? Dietro una promessa facile, dietro il compromesso di un Barbablù, mago inesperto e invidioso...
Le favole, seppur regalando gioia e felicità scontate, hanno sempre una morale e tutti pagano le conseguenze delle proprie azioni.
Sarebbe stata una favola tornare a casa di corsa, in tutta fretta, e ritrovarti lì ad aspettarmi.
Sarebbe stato, e infatti non è.

martedì 6 luglio 2010

Lampade




Ogni volta cedo.
Dopo anni di prediche autoinflitte io non resisto e quando mi faccio il lettino superabbronzante devo esagerare. Fino ad un secondo prima sono superconvinta ed elenco punto per punto i vari passi da seguire nonché le conseguenze negative dovessi mai esagerare: crema protezione alta per seno e spalle e viso perché io non voglio le macchie né le rughe seulment quel color nocciola che adesso è la nuance perfetta tra le dame e signorine delle famiglie per bene, quel tono che da giovinezza e freschezza senza però sembrare come Magda.
Al mare adopero creme su creme, modero l'esposizione al sole e mai più - ahimé - nelle ore più calde. Studio i miei nei e piango lacrime su lacrime per le macchie scure che mi son venute sulle spalle, effetto di strinate degli anni precedenti.
Ingoio pasticche di betacarotene e pratico lo scrub regolarmente per avere un incarnato decente.
Poi quella rara rarissima volta che me ne sto davanti ad una lampada, forse perché mi costa un euro a minuto e forse perché ho fretta di togliermi il verde madreperlato tipico delle pelli esposte all'aria salubre delle città iperinquinate, io mi ci sdraio senza protezione.

Esattamente come quando scopo. Io mica mai sempre ho usato il condom.
Ripeto tra me e me gli ottimi e validissimi motivi per far indossare il gonnellino e anche se passano un metro di lingua intorno al collo e insinuano le mani tra le mutandine bagnate io sembro inamovibile: suora e tedesca contemporaneamente. Poi, quando intrufolano anche solo la cappella tra le cosce, io quell'uccellone duro e rosa me lo voglio risucchiare tutto, fino in fondo, pelle su pelle.

E, ogni tanto, cedo.