Saluto i signori che mi hanno fatto compagnia qualche volta sul mare, quella coppia tanto carina che scaracchiava e nascondeva i fazzoletti mocciosi sotto la sabbia.
Mi mancate già, ragazzi.
Saluto la famiglia bellissima, papà fico della madonna, tre figlie femmine che parevano le attrici di un film della Coppola, la mamma che sembrava Joe Squillo in pensione. Tranquilli, mai un urlo, un grido, un colpo di tosse. Perfetti e sereni.
Triste non rivedervi più, davate un senso alle mie giornate. Soprattutto vostro padre e marito.
Saluto la coppia di Milano ormai oltre i quaranta ma ancora in tiro. Col papà così bello e felice di giocare col figlio Edoardo che mi ha fatto venir voglia di fare un bambino. Uguale al suo, però: bello, riccioluto, educatissimo e silenzioso. Un bambolotto.
Saluto Johnny del Coccobellococcofresco e Mario il Napoletano per i bomboloni fritti. Saluto i circa seicento vu' cumpra, tra indiani e nord africani, che vendevano troiai, ombrelli, asciugamani, teli, cappelli, borse false, portafogli, felpe, magliette e abitini da mare e che mi tritavano i coglioni ogni due minuti. La spiaggia era così popolata di venditori che ne avevamo circa uno e mezzo pro capite.
Saluto poi tutti i disadattati che giocavano a racchettoni all'una di pomeriggio e si sentivano male; quelli che urlavano e gridavano, quelli che mi tiravano la sabbia perché scuotevano l'asciugamano in testa e vento libeccio a favore; quelli che seppur la spiaggia fosse deserta si piazzavano ad un fottuto centimetro di distanza col bimbo di un anno cagato addosso che mi montava sul telo da spiaggia nuovo; quelli che venivano a mangiare in pineta e poi lasciavano il sacchetto dell'immondizia da una parte senza tener di conto che se te lo sei portato stra pieno da casa, te lo potresti riportare via... Vuoto e più leggero; quelli che cagano dietro le siepi o dune della spiaggia ma poi ci lasciano il Kleenex appoggiato sopra, per poi cosa, non si sa (cazzo mangiate, poi? tonnellate di merda nera); quelli che lasciano i pannolini nel parcheggio; quelli che intasano l'accesso al mare con bici e passeggini dei bimbi...
Tutti voi che mi avete rotto il cazzo adesso mi mancate e vi porterò con me nel cuore, in ricordo di un'estate tutto sommato tranquilla e, malgrado voi, serena.
Pregherò perché questa calma e questa goia non mi lascino volar via, verso rabbia e collera ultraterrene. Farò il possibile perché questo "nuovo anno" che oggi inizia nuovamente col fottuto primo giorno di lavoro, coi suoi buoni propositi e sufficiente energia accumulata di riserva che spero duri fino a Natale, possa portare con sé tutte le belle cose che spero accadano. Voglio ricordarlo così, con un test di logica:
perché in fin dei conti siam troppo immobili, statici, rigidi e chiusi nelle nostre convinzioni, pieni di sé ma poi così insicuri da non riuscire a mettere in discussione le nostre idee e così vigliacchi da non poter abbandonare una via per prenderne un'altra. Così pigri da preferire il pensiero facile e le opinioni già pensate, masticate, digerite e vomitate.
Perché si deve pensare fuori dagli schemi se si vuole ottenere qualcosa.
Perché ho dimenticato di metter la sveglia e devo assolutamente trovare una scusa plausibile. Pensa, Linda, pensa fuori dagli schemi perché di sicuro hai cagato fuori dal vaso.
Mi mancate già, ragazzi.
Saluto la famiglia bellissima, papà fico della madonna, tre figlie femmine che parevano le attrici di un film della Coppola, la mamma che sembrava Joe Squillo in pensione. Tranquilli, mai un urlo, un grido, un colpo di tosse. Perfetti e sereni.
Triste non rivedervi più, davate un senso alle mie giornate. Soprattutto vostro padre e marito.
Saluto la coppia di Milano ormai oltre i quaranta ma ancora in tiro. Col papà così bello e felice di giocare col figlio Edoardo che mi ha fatto venir voglia di fare un bambino. Uguale al suo, però: bello, riccioluto, educatissimo e silenzioso. Un bambolotto.
Saluto Johnny del Coccobellococcofresco e Mario il Napoletano per i bomboloni fritti. Saluto i circa seicento vu' cumpra, tra indiani e nord africani, che vendevano troiai, ombrelli, asciugamani, teli, cappelli, borse false, portafogli, felpe, magliette e abitini da mare e che mi tritavano i coglioni ogni due minuti. La spiaggia era così popolata di venditori che ne avevamo circa uno e mezzo pro capite.
Saluto poi tutti i disadattati che giocavano a racchettoni all'una di pomeriggio e si sentivano male; quelli che urlavano e gridavano, quelli che mi tiravano la sabbia perché scuotevano l'asciugamano in testa e vento libeccio a favore; quelli che seppur la spiaggia fosse deserta si piazzavano ad un fottuto centimetro di distanza col bimbo di un anno cagato addosso che mi montava sul telo da spiaggia nuovo; quelli che venivano a mangiare in pineta e poi lasciavano il sacchetto dell'immondizia da una parte senza tener di conto che se te lo sei portato stra pieno da casa, te lo potresti riportare via... Vuoto e più leggero; quelli che cagano dietro le siepi o dune della spiaggia ma poi ci lasciano il Kleenex appoggiato sopra, per poi cosa, non si sa (cazzo mangiate, poi? tonnellate di merda nera); quelli che lasciano i pannolini nel parcheggio; quelli che intasano l'accesso al mare con bici e passeggini dei bimbi...
Tutti voi che mi avete rotto il cazzo adesso mi mancate e vi porterò con me nel cuore, in ricordo di un'estate tutto sommato tranquilla e, malgrado voi, serena.
Pregherò perché questa calma e questa goia non mi lascino volar via, verso rabbia e collera ultraterrene. Farò il possibile perché questo "nuovo anno" che oggi inizia nuovamente col fottuto primo giorno di lavoro, coi suoi buoni propositi e sufficiente energia accumulata di riserva che spero duri fino a Natale, possa portare con sé tutte le belle cose che spero accadano. Voglio ricordarlo così, con un test di logica:
perché in fin dei conti siam troppo immobili, statici, rigidi e chiusi nelle nostre convinzioni, pieni di sé ma poi così insicuri da non riuscire a mettere in discussione le nostre idee e così vigliacchi da non poter abbandonare una via per prenderne un'altra. Così pigri da preferire il pensiero facile e le opinioni già pensate, masticate, digerite e vomitate.
Perché si deve pensare fuori dagli schemi se si vuole ottenere qualcosa.
Perché ho dimenticato di metter la sveglia e devo assolutamente trovare una scusa plausibile. Pensa, Linda, pensa fuori dagli schemi perché di sicuro hai cagato fuori dal vaso.








