Voglio decisamente indietro i miei 14 euro.
Conoscevo il titolo, lo scandalo e il polverone sollevatosi intorno a questo libricino senza mai aver avuto la minima curiosità di leggerlo. Mi era bastato l'altro della stessa autrice:
Antimanuale del sesso, un libro scritto malissimo - si espongono pensieri saltellando da un concetto all'altro senza continuità e non si capisce niente- ma con opinioni e giudizi più che sensati (diciamo che nella valutazione ha contato più la sostanza della forma: non si tratta di un romanzo).
Eppure un bel giorno, sabato, mi serviva un qualcosa di leggero da alternare ai manuali di testo che sto studiando, giusto per rilassare la mente prima di dormire. Acquisto quindi
Diario di una ninfomane. Lo ammetto: le aspettative erano tante, avevo voglia di storie intense.
Bene.
Fa cacare.
Un romanzo autobiografico, scritto stiticamente in forma di diario, tradotto in quindici lingue (e dal quale hanno pure tratto un film) che fa letteralmente cacare. Già a pag 27 l'avrei buttato fuori dalla finestra.
Non è né erotico né appassionante né avvincente né profondo né misterioso né intelligente né spiritoso né simpatico né femminile né interessante né ha un colpo di scena né istruttivo e nemmeno scritto bene
. A mo' di esempio:
glielo succhio finché non sento che mi inonda una per una le otturazioni che colleziono fin da bambina. Wow.
A terminologie non è messa benissimo: scambia la vulva per la vagina e usa
antro segreto per descrivere con un eufemismo il proprio organo genitale.
Antro segreto mi ha ricordato vagamente i libri della collana
Harmony. In generale odio i racconti che parlano del
bottoncino rosso, dell'
antro segreto, del
nettare di miele, del
luogo sacro... per definire tutto ciò che compete l'anatomia dei genitali femminili. Come se ancora fossimo bambine vulnerabili di fronte a termini espliciti, come se il nostro erotismo fosse descrivibile solo con una prosa vaga, riciclata e amorfa e soprattutto bambine così pure da eccitarsi e fremere al sol pensiero del primo bacio il primo giorno di nozze. Bon, ma non è il caso di questo libro. Ho appena detto che
vagamente mi ricorda Harmony.
Il
diario della Tasso pullula infatti di grandi boiate scambiate per trasgressione allo stato puro come il famoso "pompino allo sconosciuto" incontrato per strada. Bocchino fatto in una cabina dove si fanno le fototessere. Ora, che ti piaccia trombare uno a caso ci si crede signorina Tasso, ma che tu glielo succhi senza dire che gli metti il condom, senza nemmeno portarlo in albergo, senza fargli un bidet, senza dargli una sciacquatina nemmeno con lo sputo, non ci crede nessuno. E' pubblicità ingannevole. O comunque fai schifo.
Alla famosa pagina numero 27 inizia a raccontare che va in un cimitero di sera/notte perché la rilassa. Scorge una luce in lontananza e si avvicina (come nei film di paura: i personaggi sentono un rumore sospetto e salgono le scale verso il piano di sopra, invece che scappare fuori di casa). Son due uomini che stanno scavando una buca per un funerale del giorno dopo. Lei nota che uno dei due, nel vederla, si eccita. Poi il tizio si avvicina e le infila -si suppone sporche, sta scavando anche se con una zappa- due dita in bocca per fargliele succhiare. Poi se la scopano, a turno. Lei sviene, rimane lì sola, poi dopo si alza e va a casa dalla nonna. Finito.
Chi non va in un cimitero di notte per rilassarsi? chi non si fa chiavare sul bordo di una tomba da due operai lerci per poi sentirsi male, svenire e poi tornare a casa tranquilla e scriverlo sul diario?
Ad un certo punto riferendosi ad un amante scrive
quando ritorna al mio fianco mi arriva l'odore dello sperma che ha schizzato sulle lenzuola.
Lo sperma è inodore (se puzza, non esitare: chiama un dottore amico) e onestamente di per sé non esiste
l'odore del sesso, stereotipo overrated, sennò vuol dire che si puzza di brutto perché, semplicemente, non ci si lava. Altro che erotico.
Nelle descrizioni deve far sempre la figa:
calzoni di taglio italiano...
nel suo completo di Ermenegildo Zegna... Mi metto a contare le pagine ricevute, sono quasi cinque, e adotto la tecnica di lettura rapida che mi hanno insegnato all'università per cogliere le battute più divertenti...
Stamattina mentre facciamo l'amore, mi parla in spagnolo, non in quechua. E' un particolare che rivela una certa timidezza ben celata: vuole prendere distanza da se stesso pronunciando parole in un'altra lingua per nascondere il suo desiderio irresistibile di possedermi... forse parlava in spagnolo perché tu capissi quanto sei gnocca, Tasso. Ad un certo punto l'avrei presa pure a schiaffi:
Avevo sempre pensato che per arrivare alla fine del mese, fosse meglio vendere il proprio corpo che incassare qualche mancia in un bar nei fine settimana, lavorando come una schiava, dodici ore al giorno, per uno stipendio da fame. Quando frequentavo i corsi di economia aziendale all'università, molti miei compagni si ammazzavano di fatica lavorando come camerieri per poter vivere dignitosamente e pagare la retta dell'università. Io, invece, avevo una borsa di studio, oltre all'aiuto economico che i miei genitori mi davano tutti i mesi. Già che c'eri potevi iscriverti ad un corso di scrittura creativa, però.
Alla nonna scrive dettagliatamente che tromba con le mestruazioni poi le chiede se ai suoi tempi erano porci così. Dopo qualche tempo la nonna muore di infarto. Te credo.
E quasi mi dimenticavo, ha sempre orgasmi in simultanea con i partner. Ovvio.
E' talmente innamorata di un tizio che dice
Gli sarò fedele, dall'inizio alla fine, e anche per qualche mese dopo la fine del rapporto, se dovesse finire. Quanto sei dolce, quanto sei donna!
Sta con un cocainomane schizofrenico che la maltratta, di cui non sa niente, a cui non fa domande, di cui subisce ogni abuso e sopruso; un tizio che sparisce per notti e giorni e che gli porta una prostituta a casa ma al quale non dice niente, perché lo ama. Gli presta pure cinque milioni di vecchie pesetas. Per poi
iniziare a dubitare che sia un farabutto. Quando scopre che ha un'altra fissa, non si scompone: la contatta, la conosce. Entrambe diventano amiche per la pelle e si coalizzano contro di lui e
solo allora lei riconosce che lui non l'ha mai amata. Ah beh, ma brava. Bell'esempio dai al genere femminile. E tutto questo perché dice che lui le dava l'idea di un uomo forte e sicuro di sé, un uomo di potere e che la carica erotica del potere è irrinunciabile.
Fa la puttana in una casa di appuntamenti, dove trova il suo Richard Gere (che ha l'odore di un "leone focoso" sì perché tutti sappiamo che odore abbia un leone focoso), s'innamora, si riscatta e cambia vita. Poi scrive il libro. E vissero felici e contenti.
Pauline Réage,
Josephine Hart,
Marguerite Duras e molti altri autori, non necessariamente erotici, sono l'esempio che si può scrivere bene, anche di erotismo, di tutto ciò che riguarda la donna e il suo mondo. Perfino l'autobiografia di Siffredi è scritta meglio.
Diario di una ninfomane non è niente. Ripeto, non è una storia avvicente né un libro scritto bene. Mi chiedo come possa aver avuto successo e gli rimprovero aspramamente lo stile, la prosa e il messaggio sbagliato che dà.
Riguardo al caso specifico della prostituzione, che l'autrice dice di aver fatto
per scelta, io mi chiedo se in un mondo diverso, non comandato dal capitalismo e quindi dal denaro, un mondo ideale dove non ci sono regole imposte e divieti o pregiudizi, una donna libera scegliesse mai di fare questa professione. Cioé se le venisse in mente in modo del tutto naturale di vendere il suo corpo. Tuttavia vale anche il contrario e mi dico che se fosse solo una questione di valori allora prostituirsi non sarebbe disonorevole, scorretto, immorale, ignobile.
E' una scelta indotta? E' comunque libera? Le femministe si sono sempre divise in due gruppi: quelle che sostengono che le donne che vendono il loro corpo siano vittime del sistema androcentrico e quelle che invece appoggiano l'idea che una scelta del genere è risultato ed espressione massima della propria libertà di azione. Ma davvero possiamo dire che la donna non abbia altra scelta? La stessa Valérie Tasso ammette che
In fondo l'unica cosa che sto cercando è l'amore. Forse perché non mi sono mai sentita amata. Qualsiasi cosa io abbia fatto finora ha avuto come unico obiettivo: l'amore. Appuntamenti al buio, avventure di una notte, la casa, altrettanti mezzi per trovare ciò che ho sempre cercato. Oggi sono molto contenta della mia scoperta, e desidero trasmetterla a tutto il mondo.
Bisogna stare attenti a ciò che si dice ed essere più onesti con se stessi. L'autrice sceglie la professione semplicemente perché è piena di debiti ma ogni tanto vira il discorso e giustifica malamente questa sua scelta di vita.
Conclude dicendo
: non mi pento assolutamente di nulla. Anzi, se dovessi vivere le stesse situazioni, senza dubbio rifarei quello che ho fatto. [...]
E che il lettore non mi fraintenda. Questo libro non è né un mea culpa, né il ritratto della vittima di un destino ingiusto e punitivo. Non ho pretese. Ho scritto questo libro per me. E' solo un gesto egoista.
Certo, nessuno mai che si penta pubblicamente di quello che ha fatto. Bella mia lo potevi scrivere meglio 'sto libro. Anzi, se ritorni indietro, non lo scrivere più.
Questi son libri che andrebbero bruciati, non i testi sacri. Ma prima ridatemi i 14 euro va'.