"Cose che si ricordano per sempre" (street art, 2010) trovato mesi fa in un resto
Negli ultimi giorni viaggio spesso in bus, non lo facevo da tanto. Questo viaggiare ciondolando, questo lasciarmi portare ovunque distraendomi, mi fa dolcemente riflettere. Potessi guardarmi da fuori avrei una faccia malinconica, con uno sguardo vagamente spento, forse.
(So che alcuni direbbero faccia da stronza, ma questa è un'altra storia e io a voi invece risponderei che la vostra è da rotti in culo e siamo pari)
Ieri che vagabondavo tra un posto e l'altro della città, sotto la spinta di catastrofi imminenti, pensavo a quei consigli che dovrei ricordarmi sempre e che dovrebbero servirmi per sentirmi una donna migliore ed essere una donna migliore.
Anni fa li appuntavo su post-it gialli oppure su fogli che appiccicavo al muro della camera da letto, scrostandolo, ma che poi finivano nella carta straccia.
Poi ho pensato di comprarmi delle lavagne e scrivere lì questi mantra pacifici e veri, queste citazioni mie o rubate, 'sti stralci di verità onniscente, balsami e cure per l'anima. Dopo ancora è arrivata la passione dei tattoo e con essa la voglia di scriversi la pelle. Fortunamente quest'ultima ipotesi l'ho saltata a piè pari ritornando all'uso della carta.
Nell'ultimo anno le etichette del blog e le applicazioni di tumblr hanno aiutato moltissimo ad accumulare belle frasi, perse tristemente in archivi quasi mai riaperti.
Ecco, oggi, ripensandoci, la magia di queste parole curative non può risiedere solo in ciò che evocano, poiché facilmente ci si abitua a che stiano lì appese, lì colorate, lì impresse. Questi insegnamenti retorici, un po' stereotipati bisogna fregarli, infinocchiarli a tradimento. Ma come si fa a ricordarsi di sorprenderci? Mi dovrei sorprendere di sorprendermi. Uff. Già l'uso improrpio e massiccio nella vita comune ha ingrigito questi modi di dire tanto che son pure diventati noiosi, ripetitivi. Ti vien voglia di rispondere, come Nanni Moretti, ma che dici, che vuoi dire:
- è proprio questo il momento in cui tutto può cambiare
- certe cose accadono per un motivo
- non si può esser sempre felici
- le prove difficili servono nella vita
ecc.
Questi comandamenti felici tipo non devo, ma voglio oppure trova amore per te stessa in ogni cosa che fai che devo cucire ovunque dovrebbero cambiare di posto e migrare spesso, non stare in un pezzo di muro per più, diciamo, di una settimana, così un giorno che rientro a casa e sono strasicura di trovare ad esempio non prenderti troppo sul serio sullo specchio dell'ingresso in realtà lì non c'è più, e me lo trovo invece appiccicato che so io, di fronte alla tazza del cesso del bagno, così quella volta che per sbaglio mi pulisco il culo e mi rimane un po' di merda attaccata al dito, invece di pensare sono la solita schifosa oddio che vergogna, ci rido su pensando chissà a quante altre persone succede e non lo dicono.
Spostandolo, l'insegnamento saggio acquista finalmente un nuovo significato, che non è poi veramente nuovo perché il senso è sempre lo stesso, semmai rinnova il suo senso eccellente, ridandomi quella forza espressiva che la certezza dell'abitudine è capace di sminuire portandomi a dire:
sì, felice sto gran cazzo.