martedì 25 ottobre 2011

Coraggio che non hai, sipario che vorresti



Adesso avrei proprio necessità di. Con questo borsone di pelle pieno di scartoffie e con la giornata sulle spalle. Hai presente?
Una di quelle giornate piene di problemi che ti domandi ma perché, e nervosismi veramente inutili e ti richiedi ancora ma perché cazzo. E poi distrazioni perenni, qualche porcoddio sommesso, ché non sta bene si sa, e tentennamenti che dici io non son fatta per questo no, e allora qui sull'autobus, per salvarti da giorni di merda come questo, sogni un buco fetido, che so io, della Hanson Boulevard tra la 14esima e la Broad Street, a trovare Miriam, Katy, Susanna. Sogni il coraggio che non hai e dipingi il sipario che vorresti come una storia di Bukowski, o di Miller, raffigurata dalle atmosfere di Hopper e da qualche bianco/nero di Tichy, sì. Ma non basta. No. Vuoi del fumo grigio intorno, un abito maschile, un'incazzatura ubriaca e una puttana tutta per te.

Non incazzatevi con me se dico troia, fa parte del gioco.
Merda, voi non capite.

Lei lo sa, la mia troia, che è un gioco, che si sale su, in alto, tra livelli inconsci di distruzione e misoginia che son tipici di chi è come me. La mia bambola lo sa, lo saprebbe. Io la amo, l'amerei, e non potrei farle mai del male. Ho bisogno di saziarmi  e di violarla. Di umiliarla e di indignarmi. Di sporcarla e di ferirmi. Il circolo vizioso che si alimenta e gode, perché è il Male che affonda nella carne, nel dolore, e così si ripete. Herpes schifoso, si annida chissà dove poi torna quando sei debole e si riproduce ritornandosene via.

Lei mi lascia padroneggiare e abusare perché sa cosa voglio, sa chi sono.
Che si veda bene, platea di rincoglioniti, che si veda bene che mi strizza il cavallo dei pantaloni e che si arrapa. Che si veda bene che alza il culo come una gatta in calore e che si accuccia sotto la Sua Padrona, e che succhia a gambe larghe il cazzo che vorrei. Che si veda bene il suo buco del culo trapanato centinaia di volte, che si vede bene la fica di questa Miriam, o Katy o Susanna, o chi cazzo tu sia, baby.

Devo immaginarla riempita da un porco, che stantuffa dietro, e allora mi eccito. Chiavata da tutti, a turno, bagnata di sperma caldo, mentre mi divora, mentre i maiali gemono, egoisti e luridi, sulle tette sode, sul culo tondo, sul corpicino esile e nervoso.
Fatti umiliare mentre io ti guardo e vengo. Fatti prendere per mano poi, e vieni su da me, cucciola, che devi lavarmi, struccarmi, pettinarmi, abbracciarmi forte mentre piango nascosta, piccola, piccolissima, tra le pieghe del tuo camice profumato.

12 commenti:

giardigno65 ha detto...

merda se capisco...

m ha detto...

Questa è letteratura, dovrebbero studiarti sui libri di scuola.

ganfione ha detto...

questa, a chi-so-io piacerà moltissimo

Raffaele ha detto...

"è un gioco, che si sale su, in alto, tra livelli inconsci di distruzione e misoginia che son tipici di chi è come me" ... mi appartiene ... e la mia D. mi completa. Complimenti ( ... ma poi te ne fotti qualcosa dei nostri complimenti? :) )

Raffaele ha detto...

... a livello del migliore Bukowski

Lindalov ha detto...

Mi fan piacere i vostri complimenti. Sempre.

Grazie.

Bill Lee ha detto...

di solito mi piace quando fai la porca ma questo post non mi ha entusiasmato. Bellissimo nella prima parte poi boh... è troppo.
secondo me.
ah, bella la chiusura.

fracatz ha detto...

una situazione così fluida e scorrevole da non sentire il bisogno di alcun lubrificante

SquilibrioDeiSensi ha detto...

mi piace molto la tua anima maschile..
un bacio
SdS

Lorenzo ha detto...

Tutte le porche che ho conosciuto, dentro erano uomini.

Katia ha detto...

Ciao, che blog! Particolare.. Scrivi molto bene

Ps. Piacere Katia, sono nuova da queste parti..

Lindalov ha detto...

Grazie!
Piacere mio.