Certe ragazze dovrebbero aver un gusto moderato nello scegliere capi d'abbigliamento, e avere il dovere morale civile etico del senso del pudore.
Certe ragazze dovrebbero rendersi conto che ci possono esser donne molto più alte di loro, capaci di sbirciare dentro a quei quintali di puppe strizzate, puppe sode di adolescente precisiamo, mentre sono in fila dietro di loro davanti ai camerini di un centro commercile qualunque; donne senza ritegno che fantasticano su di loro robe zozze che neanche.
Certe ragazze, dicevo, dovrebbero sapere che dietro di loro, in fila in un centro commerciale qualunque, ci son donne all'apparenza tranquille e integre, moralmente irreprensibili, dall'aspetto dignitoso e diffidente, capaci invece delle peggiori bassezze e impudicizie perché io ad esempio me la sono immaginata tutta nuda quella ragazzetta di, che so' io, diciassette anni? Tutta carina nelle sue ballerine gialle, i capelli lunghi raccolti a metà da una pinza piccolissima, ancora abbronzata ché si vedeva la pelle giovanissima tirata e abbronzata dal sole, pelle di giovane ragazza, ancora liscissima e immacolata, con i leggings blu e una t-shirt molto larga, appositamente larga e sbracciata di modo da far vedere il reggiseno lilla, un reggiseno enorme, io dico che quelle puppe erano almeno una quinta, e si vedevano per intero, perché la maglietta era super scollata e il reggiseno fuoriusciva e ad ogni sobbalzo umorale, per esempio una parola detta con più entusiasmo, oppure mentre spostava il peso da una gamba all'altra nell'attesa snervante che si liberasse un camerino, sobbalzavano tutte queste tette sode e abbronzate ed enormi. E io me la sono immaginata sin da subito nuda, con la fica da giovane adolescente (e voi dite ma com'è secondo te la fica di giovane adolescente? non so ma la immagino in due modi o senza peli e gonfiotta, che non si vedono ancora le labbra di fuori, tutta pulita pulita che pare un biscotto ripieno con la riga in mezzo a mo' di panino imbottito, oppure pelosa sì, ma con peli riccioluti lisci, fini, ancora non ammazzati da depilazioni fatte male o strappi indecorosi che lasciano la pelle di gallina e i peli incarniti, peli lunghi sì ma con ciuffi soffici soffici dove perdersi e chiudere gli occhi e succhiare tutto quello che di buono c'è implorandole non lasciarmi no, non lasciarmi mai), e dicevo dunque fica bagnata cazzo, sì, umida e asprigna e dolce e poi me la vedevo con tutta una sborrata sulle tettone e io che leccavo tutto, leccavo la sborrata succhiandole le tette, strizzandogliele quelle tette, schiaffegiandogliele quelle tette, perché non si può uscire così, dio mio, mezze nude, che porcocane avessi avuto un uccello tra le gambe già mi strizzava negli slip e non avrei saputo come fare, forse una sega strizza collo nel bagno del centro commerciale qualunque, e insomma mi sarei spremuta le tette in faccia sino a soffocare, le avrei detto affogami con le tette bella morettina mia, e poi via, una due tre dita dentro la fica strettissima.
L'ho desiderata così, tutta mia, con quel nasino all'insù teso in aria, mentre con gli occhi socchiusi e le labbra umide di saliva non raccolta si affretta a godere tenendomi stretto il braccio teso sotto di lei. Muoviti sulle mie dita, bambina, salta e fammi vedere come ballano le tettone tue, fai la brava e godi forte, su...
L'amica non l'ha mai chiamata per nome. E' rimasta un sogno senza nome, ancora caldo tra le mie mani nervose. Non ricordo nemmeno cosa dovesse provarsi. Semplicemente ad un certo punto si son liberati due camerini e l'ho persa di vista.




Mi interessai subito tuttavia quando me lo dette, e sfogliai distrattamente le prime pagine, fui tentata di restituirglielo senza leggerlo. Tra me e me dissi il classico libro di self-help. Amore. Spirito. Luce. Zen. Bla bla bla. Due palle finché non arrivai al capitolo dove l'autore introduce l'ego, lo definisce, lo racconta. Ne svela struttura e contenuto. Cristo: quella ero io. Quello eravamo tutti noi.