mercoledì 18 aprile 2012

Le buche dell'asfalto



Di corsa pedali, vai di fretta,
il selciato sconnesso fa rumore al tuo passaggio
hai una bicicletta grande e due piedini piccoli
un cestino di paglia chiara.

Il vento sposta i lunghi capelli
nastri agitati, che ricordano le dune di sabbia dove non sono mai stata
chioma ribelle, che luccica come tanti piccoli pesci sotto la superficie del mare,
del mare profondo dove avrei paura di stare.
Chissà il profumo, se ti fossi più vicina.

Sei quasi in piedi e spingi con forza per superare il tempo che ora stringe
scavalchi la folla ma non noti nessuno.
Ingenuamente offri spettacolo: delle tue tette davanti, del tuo culo ritto dietro.
Hai messo una maglia con scollo pronunciato ma porti il reggiseno: peccato.

Cade l'occhio su ciò che è impossibile non vedere
il pensiero si insinua su ciò che è difficile da evitare e una voglia acuta buca la superficie della pelle
Sobbalzano sode e tremano tutte le tue tette, immagine potente anche per chi ha poca fantasia.
Ringrazio le buche dell'asfalto dove sì, cadono vecchiette e scooter rumorosi
ma,
in giorni di primavera come questo non si può esser negativi
e l'ottimismo ha la maestosità della tua quarta.




5 commenti:

Primo Ultimo ha detto...

Sono i vantaggi del dissesto finanziario dei comuni. W le buche.

UnUomo.InCammino ha detto...

Ieri ho visto Mine Vaganti di Ozpetek che mi ha molto emozionato.
Sì, le buche sono mine vaganti per i biciclisti o i motociclettisti, ma sono anche scotimenti della vita.
Ballonzolano le tette nelle buche vaganti e un po' di amore salta fuori, come germogli anarco insurrezionalisti a primavera.

magneTICo ha detto...

della serie 'bouncing boobs'.

Bill Lee ha detto...

cazzo che finale potente.

Emix ha detto...

Se hai una quarta dovrebbero obbligarti a muoverti solo in bicicletta e solo per strade dissestate.
Sarebbe per il bene della società.