sabato 14 luglio 2012

Una domenica a Londra: una mail




Ciao.

io ero qui che mi chiedevo, no, se a Londra si sente che oggi è il giorno sabato della settimana e mi domandavo anche se domani ci si accorgerà (sempre a Londra) che è proprio domenica. Tu (ma come te anche gli altri) se ne accorgono che è arrivato sabato (oppure che è già domenica) esattamente come qui in Italia oppure ogni giorno è uguale all'altro perché tutti lavorano sempre e tutto è aperto forever? Ad esempio una domenica tutta italiana è la domenica delle campane delle chiese che suonano a Messa, è la domenica d'inverno dei pasticcini e delle lasagne, del riso freddo e della panzanella d'estate, dei negozi tutti chiusi, e delle strade finalmente quietatesi, dei parcheggi vuoti, e dei telefoni silenziosi ché gli amici han fatto baldoria e smaltiscono le notti folli. Ma soprattutto per me la domenica italiana è la domenica dei pensieri e delle riflessioni, delle ore languide morte, della solitudine, della nostalgia perché il fine settimana è volto quasi al termine e domani si rinizia, dei cinema d'essai, dei libri ancora incompiuti, della vuotezza dell'amore perso. La domenica io la sento e mi pesa. La sento anche se è estate. E' un po' stronza la domenica: sei un uomo fondalmente libero imprigionato nella quiete forzata di un giorno da purgatorio. La domenica è il giorno in cui le coppie distanti si separano, anche.
Inizialmente io sono felice quando arriva il fine settimana e a mio parere il giorno meglio è proprio il venerdì, perché sin dalla mattina sai che è venerdì e dici chissenefrega per tutto, e poi ti viene l'adrenalina che sale sale e sale dal minuto prima di uscire perché sì: è venerdì diobono! e finalmente il giorno dopo puoi dormire (ma ovviamente farai tardi lo stesso) e appena uscito dal lavoro puoi prenderti una birra ghiacciata, o un mojito, o fare un tuffo, o grattarti le palle. Addiritura partire. Se sei fortunato, tipo i tuoi son quelli della generazione del boom economico degli anni sessanta e si son fatti la casa al mare, allora fai pure tutte ste cose assieme. Son cose che si possono fare anche di mercoledì ma se le fai il venerdì ha tutto un altro sapore. Stare fuori e respirare, libero: non c'è storia. Ovviamente il venerdì, per coloro che lavorano che so io, dal lunedì al sabato, sarebbe il sabato sera, per il fatto che loro finiscono questo giorno qui, ma le sensazioni non cambiano e chiunque lavori e abbia un giorno o due liberi sa cosa voglio dire.
Io il sabato mattina sono bella riposata e molto serena, perché posso fare quello che mi pare e fino all'ora di pranzo sono felice ma anche fino a notte fonda sto bene. E' la domenica maledetta, a partire dall'ora del pranzo, che inizio a sentie nostalgia e poi malinconia e poi un po' di tristezza in fondo al cuore e allora mi masturbo o leggo, o tutt'e due, e dopo ritorno nello stesso stato catatonico e dico: che palle questa domenica, speriamo passi presto.


Chissà come deve essere una domenica a Londra.

ti volio bene
(anche se sto sulla difensiva)
Ciao.
P.s.: rispondimi <3 

3 commenti:

m ha detto...

E sì, mi piace questa considerazione.

UnUomo.InCammino ha detto...

Sono le cinque della domenica mattina. E non ho avuto piacere e dolcezza più grande di leggere il tuo pensiero sulla domenica mattina.

Anonimo ha detto...

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