La mia carriera masturbatoria si è sviluppata nel corso del tempo a seconda dell'età, delle voglie, e ovviamente dell'esperienza.
Per esempio la prima volta, che io avrò avuto undici, al massimo dodici anni, lo ricordo bene perchè vivevo dai nonni in quel periodo lì che era appunto l'anno della prima o al massimo la seconda media, è stata la volta della scoperta. Ricordo che manco arrivai lì, tipo che forse ero solo sul monte di Venere, di strada ne avevo ancora da fare, che esplosi calda e tremante. I periodi successivi quindi furono caratterizzati da sfregamenti via via più vicini mentre le esplosioni divenivano dolci incontri segreti notturni sotto le coperte. Tutte. Le. Sere.
Poco dopo ci fu il periodo Dominatore, dove i pupazzi peluche furono sottomessi alle mie improbabili arti amatorie, per lo più face-sitting e posizione del missionario.
Poi ci fu il periodo successivo, quello bucolico. Mi venivano voglie romantiche ovunque e d'estate, stagione pronta per gli amori freschi e giocosi, mi infrattavo nelle pinete, tra le dune, nei parchi lontani e abbandonati; e il cielo, le fronde degli alberi, il vento e il contatto della terra col sederino nudo erano le mie gioie: mute e ignare scenografie di sogni proibiti dove si intrecciavano storie d'amore tortuose, violente e appassionate con uomini bellissimi e forti.
Per un breve momento scoprii, grazie a qualcuno della scuola, fumetti orrendi con storie improbabili che tuttavia aiutavano ad eccitarsi e a farsi delle gran seghe. Fu un periodo breve ma intenso: i giornaletti andavano passati e per legge del maschio dominante della classe non si potevano tenere troppi giorni. Solidarietà e cameratismo eran di norma tra i maschi e io dovevo rispettarli.
Poi ci fu il periodo della conquista dei territori e il proibito aveva il sapore del lettone dei familiari, preferendo quello dei nonni che avevano un'armadio enorme con lo specchio e io mi potevo vedere. Divani, poltrone, letti, tavoli, scale, bagno. Ovunque ho marcato il territorio casalingo in preda a deliri coitali troppo veloci, troppo rapidi. Avevo bisogno di più - già ero adolescente - e il gioco del toccarsi mi lasciava insoddisfatta e ancora più vogliosa. Mi succhiavo, mi assaggiavo e soprattutto mi baciavo allo specchio ma l'assenza di un compagno di giochi (ero molto solitaria) dopo poco mi annoiava.
Venne quindi il periodo oggettistico, quello moderno, quello feticista e ogni oggetto di forma fallica (e non solo) fu introdotto nell'ambito sessuale in tutti i sensi. Da lì scoprii che carote, cetrioli e zucchine era bene solo mangiarle ma che i deodoranti roll on erano ideali per ogni uso. Tranne il tappo. Scoprii le mollette di legno ma l'amore più grande fu senza dubbio la spazzola per capelli: adoravo passarmela tra le cosce e sull'inguine, dove la pelle era più sensibile. Questo fu il periodo masochista, incentrato sulla scoperta del piacere-dolore tipico della Sottomessa.
Poi ci fu il periodo della scoperta di Penthouse, Playboy e altre amenità internazionali molto famose che trovai ben disposte e ordinate in un angolo nascosto di casa. Mi fu spiegato cosa fossero, e soprattutto mi fu spiegato che non c'era niente di male. Una lezione introduttiva alla pornografia di genere ben oltre ogni aspettativa e di cui vado tuttora orgogliosa. Fu un periodo bello, di grande esercizio e intellettualmente stimolante in cui predominò il gusto per il bello, l'eccessivo e la figa depilata. Finchè non arrivarono i programmi notturni, canal plus e i VHS prestati dai compagni del liceo. Furono gli anni dei primi miti del porno, finalmente scoperti in ogni loro virtù, dapprima solo parole e leggende raccontate e sentite qua e là, e poi ora magicamente vivi e (quasi) reali nella scatola della tv. Leggende come Rocco Siffredi erano miei e il sogno romantico di essere posseduta voracemente senza idea del come mutò rapidamente nell'idea esplicita di un cazzo enorme piantato nel buco del culo. Fu un periodo di trasformazione, evoluzione, grandi cambiamenti e, di conseguenza, delusioni: non tutti erano Rocco. Non tutti lo sarebbero stati. Con la scoperta dei films e poi di internet c'è stato e tuttora persiste il periodo voyerista e con gran facilità l'arte sognatoria dell'esercizio onanistico dall'immedesimazione è sublimata nel personaggio del guardone.
Con un amante esperto, di cui ricordo un post speciale a lui dedicato, ebbi la fortuna di scoprire lo squirt, ben prima che diventasse categoria speciale sulla carta d'identità, ben prima che giovani sciacquette di provincia si vantassero di pisciare acqua e miele su ordinazione del primo venuto facendolo così diventare un mito di massa, un cromosoma ereditario, una scusa per sfottere a scuola l'ultima arrivata.
Adesso The Golden Age c'est terminé. O almeno pare. In compenso mi piscio addosso, per gli amanti del Golden Shower. Non chiedetemi perché ma occhio: ho appena detto, con una certa punta di orgoglio, che anticipo le mode.
Con l'età matura, la scoperta di se stessi, l'arrivo delle storie e delle persone, si ha pure una notevole carriera legata alle cosiddette seghe mentali, nota arte paranoica dove l'individuo, forse ansioso, paranoico, timido, riflessivo, o tutte queste cose insieme, si fotte il cervello esplodendo in pseudo orgasmi dolorosi e paralizzanti, fisiologicamente ed emotivamente diversi dagli orgasmi genitali e con conseguenze altamente tossiche e disastrose per sé e addirittura per gli altri. Tale arte non la si apprende in nessuna scuola, è totalmente gratuita, riconosciuta da tutti, anche nei paesi stranieri. Ma come dico ultimamente, questa è un'altra storia.
Mi piacerebbe conoscere il vostro, di curriculum vitae.
14 commenti:
Ci ho ritrovato molto di me in questo post: le sperimentazioni, gli strofinamenti, il cuscino di casa dopo i capelli della barbie, che la odiavo ma all'improvviso capii che aveva una utilità, con quei capelli che per puro caso andarono a finire dove potevano produrre sensazioni prima mai sentite. Poi ti dicevo il cuscino, sì. E poi molte delle cose che hai detto tu, le ho ritrovate nei miei ricordi, non le ripeto qui, anche se le mie hanno senz'altro sfumature diverse dalle tue. Ah, poi c'era quel garage, dove si andava a giocare con gli altri bambini, faceva sempre caldo. Tiravi sù la gonna e nel silenzio estivo, in mezzo alle cicale, sopra i copertoni mi ritrovavo ad urlare, sperando che non mi sentisse mai nessuno. Qualcuno ha sentito. Ho imparato a volerci tanto bene a quei momenti lì, quasi quanto ci voglio bene al mio far l'amore con l'uomo che mi piace. Se c'è. E adesso penso che in quei momenti lì sono davvero me, e questo mi piace e ti dirò che ho quasi una forma di gelosia che quando posso, mi tocco, e sto bene.
Un bacio
Ti voglio bene. Tanto.
:)
Non c'è dubbio, anche io :)
Tu sei veramente brava.
Come fai a ricordare con quella lucidità la tua carriera masturbatoria?
La mia è differente e non perché sono un maschio. Semplicemente io ho assaggiato nel corso del tempo, ossia come te ho scoperto cose che non descriverò, anche perché non potrei mai avere la tua lucidità. Però poi sono sempre ritornato alla posizione canonica: immagini pornografiche ed uccello in mano, lasciando le mie esperienze come le navi lasciano i porti, senza sapere se e quando sarei ritornato.
Me ne ricordo bene perché ero spesso da sola. Lo sono tuttora, perciò il rapporto con me dura da anni. E sono legata a molte storie, molte fantasie che ho vissuto, che tuttora vivo. Forse è un bene, forse no.
Mi piace il tuo commento, mi piace la tua storia non raccontata.
Grazie.
Interessante questo blog, scoperto per caso. Il primo post in cui mi imbatto: "la carriera masturbatoria". Mi complimento anche io per la tua ricostruzione lucida e ricca di dettagli, cosa che nemmeno a me risucirebbe. Della mia "carriera" ricordo le prime esperienze masturbatorie a circa 10 anni (credo), nelle quali ricordo che con preoccupazione (sentendo i racconti degli amici) non producevo sperma ma una specie di acquerugiola trasparente :) Le preoccupazioni sono scomparse più avanti nel tempo quando ho cominciato a schizzare sempre di più. Mi ricordo benissimo i primi fumetti trovati in negozi di libri usati e qualche pagina di riviste porno che i ragazzi più grandi avevano abbandonato per strada. Poi sono venute le VHS prese, con una certa paura, in edicola, poi al videonoleggio, infine su internet. Altro ricordo piacevole snono le "maratone masturbatorie" durante le quali cercavo di mantenere costantemente l'erezione per oltre un'ora ripetendo il "gesto tecnico" varie volte. E ovviamente, come non ricordare le seghe in classe, a scuola... sotto il banco, magari cercando di mostrare l'uccello a qualche compagna carina. Anche oggi, pur cresciuto ed arrivato a quasi 35 anni, soventemente mi masturbo, indipendentemente dai rapporti di coppia o meno. La masturbazione rimane infatti un atto privato, intimo, del quale non riesco a fare a meno.
Spero di non averti annoiato... un bacio!
Barabba
Assolutamente no!
E grazie!
Un bacio anche a te.
formidabili quegli anni
tutti :-)
Io iniziai tardino (13-14 anni) perchè l'ho sempre vista come una cosa "strana da fare". Mi ricordo che lo facevo una volta a settimana il sabato o la domenica perchè credevo portasse sfortuna (...), lo facevo semrpe prima di andare a messa mentre mia mamma si preparava al piano di sopra, all'inizio nelle mutande, poi scoprì i fazzolettini.
Fu una cosa naturale perchè immaginai la mia mano come quella cosa che vedevo nelle scene di sesso nei film (il porno era ancora utopia, grazie Lady Chatterley).
Un saluto!
Credevi portasse sfortuna e lo facevi prima di andare a Messa. Fantastico! :D
Già, pensa un po' :D
Poi una quindicina di anni fa non c'era tutta sta possibilità di trovare roba erotica in giro, ci si accontentava di Maryl Streep in La casa degli spiriti :/
Poi con internet c'erano i filmatini da 5-10 secondi che scaricavi in mezzora e poi mettevi in loop.
Ora invece i ragazzini hanno i porni completi nei cellulari :D
Iniziai da molto piccolo. Nemmeno ricordo quanti anni avessi, forse 6 o 7. Realmente, non capivo quel che facevo. Disteso a pancia in giù, mentre giocavo o guardavo la tv, premevo il pisellino per terra, fino a farlo "arricciare" e farlo ritrarre. Mi muovevo appena, stimolando un punto particolare al centro del pisello, e producendomi una sorta di piacere improvviso e asciutto. Era una sensazione che mi faceva stare bene, ma vulnerabile allo stesso tempo, decisamente "esposto". Io lo chiamavo, segretamente, "sentirmi femmina". Quando divenni adolescente e arrivò lo sperma, quello stesso atto di compressione e strofinamento cominciò dunque a culminare in una eiaculazione. Pulirsi divenne il problema da risolvere immediatamente dopo, perchè lo sperma denso inzaccherava tutto il pube. Erano orgasmi senza erezioni, brevi e intensi. Sarei ancora capace di farlo, se volessi. Poi verso i 13/14 anni, cominciai ad abbandonare questa pratica e a menarmelo in maniera classica, perchè tutti, a scuola dicevano dovesse farsi così. Non volevo sentirmi diverso dagli altri, per cui appena rimanevo solo in casa incominciavo ad andare su e giù con la mano... ma niente, nessun liquido. All'epoca non c'era tanto accesso alla pornografia in casa, e mi accontentavo di alcune scene erotiche di film registrati su vhs. Li facevo andare avanti e indietro, anche se duravano un solo minuto. Il mio piacere all'epoca aveva poche pretese.
Insistevo e insistevo pregando di essere normale come tutti gli altri ragazzetti. Pregavo e lo sbattacchiavo.
Un mattino, mi misi a guardare il film che avevo registrato in vhs la notte prima: Hellraiser III.
C'era una scena, che ricorderò finchè campo. Una bionda nuda e con stivali neri legata al letto, scopata sudata da un tizio che le palpava le tettone.
(la scena era questa: http://www.xvideos.com/video1181138/aimee_leigh_-_hellraiser)
Mi misi a lavorarci su. Era proprio una bella immagine e... ohh... giubilo, alleluja! sborrai.
Il fiotto biancastro e caldo cadde sulle mattonelle gialle. Rimasi come stordito, spaventato, diviso tra la gioia, il piacere, la sorpresa e la paura che qualcuno dei miei familiari tornasse a casa da un momento all'altro sorprendendomi con il pisello all'aria davanti alla tv della cucina.
Quella fu la prima, e poi ne seguirono tante, tante altre.
Arrivarono i primi collegamenti internet, lentissimi. Scoprii le gallerie di foto che si svelavano poco a poco nel giro di un minuto. Mi masturbavo sempre più davanti a foto, frammenti di video scaricati dopo giorni e giorni d'attesa. Aggiungevo acqua, olii, saponi alle mie seghe, imitando il piacere sconosciuto (allora) dell'umore femminile. Aspettavo di rimanere solo in casa per dedicarmi a seghe infinite, che facevo durare fino a che la punta non bruciava e voleva esplodere, mi beavo e godevo del liquido trasparente con il quale ricoprivo la cappella. Mi dotavo di scottex e fazzoletti per pulire rapido e tornare nel mondo delle persone rispettabili nel più breve tempo possibile.
Non ho mai smesso, da quei giorni gloriosi. E ancora oggi, a volte, una bella sega, riesce a darmi soddisfazioni enormi.
...
dimenticavo:
dovrei ringraziare personalmente i responsabili del gruppo Espresso, che, grazie ai loro subdoli "classici dell'erotismo" hanno fatto entrare in una casa pacata come la mia, quelle briciole di eroto-pornografia che mi han fatto tanta compagnia in quegli anni epici. Mi hanno fatto innamorare della giunonica S.Sandrelli de La Chiave di Brass. E grazie anche a quegli scrittori da due soldi che leggeva la mamma. Quelli che a pochi capitoli dalla fine (circa due dopo metà libro) inserivano sempre almeno 4 pagine di descrizioni dettagliate di sesso. Quante pippe nascosto in bagno, su quei libri!
Bella storia!
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