E' successo all'improvviso e con un gesto, finalmente audace, ti ho sentito con quasi tutto il pugno dentro il buco del culo.
Con l'altra mano mi tenevi per il collo immobile sul letto, o sul cuscino, non ricordo bene e comunque non ha importanza, è un dettaglio inutile. Tuttavia se mi fossi sentita soffocare anche solo un poco sarebbe stato molto meglio. Senza poter respirare bene, totalmente sottomessa a te e con il buco del culo aperto ed esposto sarebbe stato tutto quanto proprio ok.
E' così che solitamente lo voglio fare: da gran troia, pronta per esser riempita dal tuo uccello, pronta per esser sbattuta dalle tue mani, pronta ai lividi sulle cosce, ai succhiotti nascosti. Segni dolorosi e piacevoli del possesso, del marchio a fuoco, della firma sulla pelle. Ricordi delebili che devono seguitare a farmi fremere anche quando sono sola.
Mi hai dilatato il culo, perchè ti piace guardarmelo mentre si allarga e ancora pulsa. Chissà cosa immagini, cosa senti. Ti piace, prima di fottermi, tirarmi ben bene le chiappe di lato, sputarci in mezzo e poi leccare e succhiare come un bambino affamato. Ti piace infilarci una, poi due, poi tre dita e stantuffare rapido mentre mi abbandono alla tua presa. Pronto e duro, mi hai poi infilato il cazzo tutto dentro e iniziato a pompare su e giù, porco animale, finché non hai sborrato caldo e goduto forte, come piace a me.
Non sopporto quelli che vengono in silenzio. Li trovo falsi, meschini, vigliacchi. Io ho bisogno di sentire, di capire, di vedere. Anche se poi la testa, quella mia coscienza sempre sveglia, a volte mi frega e mi rende ansiosa e distante dal presente. Ma è un'altra storia. E' un altro post. Tu sai. Bastava ancora un poco e ti avrei potuto infilare tutto il pugno fino al polso. E' stata la paura che ti ha fermata, il buco del culo era pronto. Senza nemmeno lubrificarti. Che troia che sei.
Vorrei il tuo pugno dentro, ora. Come quella sera. Vorrei sfregarmi la fica e pisciarmi sulla mano mentre mi fotti il buco del culo imprecando. Vorrei goderti addosso, venire sulle mani, sulla faccia, sul tuo cazzo.
Ma ho prima di tutto urgenza di sentire il tuo desiderio che mi chiama, che mi vuole, che mi cerca; il tuo desiderio che si agita e freme, inquieto. Ho bisogno che il tuo desiderio stia qui addosso sulla pelle, ossessivo, maniaco, un po' malato. Ho necessità di capire quanto mi vuoi adesso, e non quanto sarà domani o quanto è stato ieri. Ho bisogno di desiderio per desiderare. Solo così avrai i miei orgasmi. Perchè non ho più voglia di chiavare da tempo, non ho più interesse a venire da mesi. Vivo in un deserto emotivo privato di ogni stimolo, di ogni desiderio, di ogni fantasia, di ogni curiosità. Ne sto facendo a meno.
Non c'è più chimica che accende questa mia miccia spenta e cerco un'intesa intellettuale che dapprima mi prepari, crei, plasmi. Soltanto il tuo desiderio sul mio poi, e la tua impellente necessità dopo, mi potranno infiammare. Sono come creta tra le tue mani.
Cosa si è spento? Tornerà? Cosa mai potrà infuocarmi? La dipendenza dal desiderio altrui? Te, lui, un altro? Una fica, due fiche, due tre quattro uccelli? Mi sono arresa, forse? Ho bisogno dell'amore per fottere ancora? È questo che sono diventata? Eppure un tempo, quando ero infelice, tutto era possibile.
Stasera c'è già la luna piena e tu non sei ancora tornato.

7 commenti:
Io quando vengo suono il sax!
Ok.
Ecco, se penso all'amore non posso che pensare ad una Donna che possa essere superbamente e lascivamente Troia e poi soave, che mi faccia sapere che c'è la luna e che non sono ancora tornato.
Bellissimo.
Un bacio lascivo.
a me veder un pugno infilato in una fica o ancor peggio in un ano fa venire il vomito. Non è eccitante. E' orribile.
Penso sempre "oddio ora si strapperà".
Speriamo tu ti sia vomitato sui piedi.
a me fa più schifo il vomito... :)
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