martedì 21 agosto 2012
Le lunghe trecce gli occhi azzurri e poi
Tutto questo agitarsi e giocare senza sosta. Un po' mi fai rabbia, perché non riesco ad averti mai sottotiro e devo cambiare posizione di continuo per poter, contemporaneamente, osservarti sotto gli occhiali scuri e far finta di crogiolarmi al sole estraneo alla tua presenza.
Hai lunghe trecce bionde che ti scendono sulla schiena, ma quando corri saltellano bizzarre in avanti e tu, col solito gesto paziente, le sposti indietro al loro posto. Sono lunghe, sottili, perché sei biondissima e le biondissime hanno i capelli, il più delle volte, sottili, fini, fragili.
Chissà se pure tu sei fragile, oppure hai già un carattere forte, ribelle. Secondo me no. Vivi ancora la fase dei turbamenti, e arrossisci facile. In certi momenti ti isoli e rifletti guardando lontano, forse non vorresti esser lì con i tuoi genitori, i tuoi fratellini noiosi. E allora stai da sola. Ti preferisco, così. Hai sembianze già di ragazza matura e mi resta più facile desiderarti.
Scappi via, certi altri momenti, farfallina impazzita che si tuffa in acqua e si diverte con poco. E allora torni bambina, con l'innocenza negli occhi blu, e l'ingenuità nei gesti e nelle parole.
E' impossibile non immaginarti vogliosa e inesperta, mentre con mani incerte e il fiato corto ti avvicini al cazzo duro aperto sul mio costume da bagno. Succhi la cappella piano, le labbra vermiglie tutte intorno, strette sulla punta; la lingua scivola sul frenulo, gli occhi chiusi e tutta la voglia sul mio uccello teso. Ti piace, lo stringi forte e succhi, succhi e lecchi, la lingua sempre a contatto, il mio cazzo nella tua bocca, il tuo visino sul mio inguine. Rabbrividisco. Sfrontatamente mi guardi, nella folle richiesta di sapere se quello che stai facendo va bene. Se è bene. Sai che non è così, piccola bambina mia. E ti punisco, perché ti odio, perché già ti amo, e spingo di più, lento, il cazzo in gola: tira bene fuori la lingua, ansimo. E le tue narici si dilatano, la paura di soffocare stringe i denti sull'asta ma non molli la presa. Principessa nordica, ragazzina senza nome, ignori il perché, ma sai già il come. E affondi da sola trattenendo il respiro, trattenendo l'uccello, succhiando forte e respirando dal naso, il moccio sulle labbra, sull'inguine, le lacrime agli occhi per lo sforzo, il naso che mi sfiora. È impossibile staccarti gli occhi di dosso. Un attimo prima timida e sottomessa, un attimo dopo che mi tieni per le palle. Dolce incanto macchiato per sempre, dolce angelo corrotto. Ti odio per tutti quelli che avrai dopo, ti amo perché sono il primo a cui ti sei concessa. Ti credo mia, non lo sarai mai. Infilati un dito nella fica, e tu sposti il costumino lilla, e mentre con una mano ti aggrappi alla coscia, e con la gola trattieni ancora il cazzo, con l'altra, sebbene incerta, ti sposti lo slip e ti infili obbediente il dito nella fica, e resti immobile. Gli zigomi arrossati e il respiro mozzato. Gemi, per lo sforzo, per la fatica, per la voglia di compiacermi. Vuoi crescere rapido, diventar donna, e questo segreto tuo immorale, sbagliato e perverso, ti rende potente: padrona di un sapere nuovo. Troia, grugnisco tra i denti. Ti vengo in faccia, sulle labbra, sul naso, sul mento. Ti spalmo tutta, le dita sporche poi tra le tue labbra umide. Tieni piccola, assaggia e dimmi che ti piace. Lecca, ancora, succhia forte mentre ti infili il ditino nella fica bagnata.
Vorresti godere ora, ma ti ho già reso puttana senza nome e non ne ho più voglia.
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)
8 commenti:
Ti sei immedesimata in un uomo e pnso che se qualcuno entrasse qui senza leggere "Lindalov" potrebbe veramente pensare che il tuo sesso sia quello, da ciò che hai scritto
Ad alcuni cazzi manca la parola. A questa parola manca il cazzo.
O forse no? :D
il più bel racconto erotico che abbia mai letto su un blog.
Grazie! :*
questo blog è il tempio della perdizione.
E non hai visto ancora casa mia.
esatto!
Azz se è vero!
Posta un commento